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lunedì 2 gennaio 2012

Primo scivolone per Miami e Oklahoma City, Bargnani passa al Garden

10 gare giocate, molte sorprese e nessuna squadra rimasta imbattuta.
Un quarto periodo alla Tracy McGrady e Miami si deve arrendere in casa agli Atlanta Hawks per 100-92. 16 punti con 3/3 da tre per T-Mac, dopo che la carretta l'avevano tirata un ottimo Joe Jonston da 21 punti e un Josh Smith più concreto del solito. Per Miami 28 di James ma male al tiro Wade, autore comunque di 10 assist.
Cadono anche gli Oklahoma City Thunder, sconfitti a Dallas 100-87. I campioni in carica ritrovano gioco, panchina e un Dirk Nowitzki da 26 punti e 10/16 dal campo. Per i Thunder 27 di Durant, qualcosa dalle altre due punte e quasi niente dal resto della squadra.
Andrea Bargnani schiaccia e domina al Madison Square Garden
I New York Knicks per ogni passo avanti ne fanno due indietro. Al Madison Square Garden passano i Toronto Raptors per 90-85, grazie sopratutto a un secondo quarto da 29-11. Senza Stoudemire la squadra la trascinano Anthony (35) e Douglas (22), ma dagli altri praticamente nulla. Così Bargnani ne mette 21con una prova maiuscola, Butler ci mette una doppia doppia, Calderon sminestra 12 assist e DeRozan aggiunge 22 punti: ecco fatto che i Knicks tornano incompiuti. Mah...
Sorride anche Danilo Gallinari, i cui Denver Nuggets recuperano nel finale e superano i Milwaukee Bucks per 91-86: per l'italiano 21 punti e 10 rimbalzi, altra bella prova dopo quella di ieri contro i Lakers.
Anche gli Orlando Magic scivolano a Detroit 78-89: ci pensano un Ben Gordon da 26 punti e una squadra che argina alla grande Dwight Howard sotto canestro.
I Minnesota Timberwolves superano i San Antonio Spurs per 106-96. Kevin Love 24 e 15, Rubio più spento rispetto al recente passato, ma dall'altra parte Ginobili si infortuna alla mano sinistra (speriamo niente di grave grande Manu!) e gli Speroni perdoto tutto l'attacco.
Al TD Garden i Boston Celtics regolano i Washington Wizards per 100-92. Flip Saunders si fa espellere dopo due minuti di partita. Ray Allen segna 6/7 da tre per 27 totali. 21 anche per Paul Pierce. Per gli ospiti 28 di Blatche e bella doppia doppia per McGee.
Gli Indiana Pacers, sorpresa di questo inizio, passano in casa dei New Jersey Nets che invece sono la delusione. 108-94 col ventello di Hibbert che neutralizza quello di Williams e Brooks.
Gli Utah Jazz battono i New Orleans Hornets per 94-90: 22 di Jefferson per i vincitori, 27 di Jack per gli sconfitti. Belinelli ancora male con 6 punti e 2/9 al tiro.
I Phoenix Suns infine hanno la meglio sui Golden State Warriors per 102-91 grazie a uno Steve Nash da 21 punti e 9 assist. Uno degli immensi di questo sport.

Ai Nuggets la rivincita sui Lakers. Un ottimo Bargnani non basta a Toronto

Gallinari protagonista, Kobe un po' meno a Denver
Back to Back tra Denver Nuggets e Los Angeles Lakers a campi invertiti. Gallinari e compagni scappano a +10 alla fine del primo tempo, ma i losangelini tornato in gara con un terzo periodo da 35 punti. Si arriva ai minuti finali in parità ma il 9-0 di parziale per i Nuggets chiude i giochi sul 99-90, e stavolta il Gallo di contropiede ne piazza due decisivi. Kobe supera quota 28.000 in carriera ma a Denver ha davvero tirato malissimo. Meglio la coppia Bynum/Gasol autrice si 38 punti e 27 rimbalzi combinati. Doppia cifra anche per Artest e un ottimo Blake. Per i vincitori top scorer Danilo con 20 punti, doppia doppia di Lawson e Harrington.
I Miami Heat ci mettono soltanto il primo quarto da 33-15 a schiacciare i Charlotte Bobcats, per un 129-90 finale. Da segnalare soltanto la doppia doppia corposa di Bosh.
Bella la vittoria dei Minnesota Timberwolves sui campioni in carica Dallas Mavericks per 99-82: incredibile secca degli ospiti che non segnano neppure un punto negli ultimi cinque minuti e emzzo di gara, a partire dall'82 pari. Alla fine a dominare è un Kevin Love da 25 e 17 rimbalzi, ma Ricky Rubio ha fatto vedere alcune giocate di classe purissima, l'NBA potrebbe aver davvero trovato un nuovo grande protagonista.
Tornano alla vittoria i Los Angeles Clippers che battono i Portland Trail Blazers per 93-88: nonostante i padroni di casa siano avanti e anche di parecchio per tutta la gara un grande Jamal Crawford (23 punti) rimette in partita Portland. Nel finale punto a punto però Chris Paul inventa tutto il possibile e immaginabile, e Blake Griffin aggiunge un bel 20 e 10, condito dai 19 di Butler.
I Toronto Raptors gettano alla ortiche la vittoria a Orlando con un disastroso ultimo periodo da 15-32. Bargnani gioca una gara da 28 punti, Calderon una da 18 punti e 13 assist. Alla fine però il ventello di Redick e Anderson e i 19 e 15 di Howard consegnano il 102-96 finale ai Magic.
Abbastanza clamorosa per le proporzioni la vittoria dei Chicago Bulls sui Memphis Grizzlies per 104-64: primo tempo da adirittura soli 28 punti per Randolph e compagni. Per i Bulls segnano tutti, Boozer 17 e 11.
I Boston Celtics passano a Washington con un Kevin Garnett finalmente decisivo con 24 punti. Benone anche Rondo, autore di 18 punti e 14 assist.
I Sacramento Kings sconfiggono i New Orleans Hornets 96-80 con i 52 combinati di Evans e Thornton (Belinelli 3/12 per 6 punti, maluccio), mentre i Cavaliers strapazzano i Nets 98-82 grazie al ventello di Jamison. Notte fonda nel New Jersey...

mercoledì 28 dicembre 2011

Lezione degli Spurs ai Clippers. Heat e Thunder a fatica, notte fonda per Boston

Manu Ginobili schianta i Clippers
I tiri liberi di Kevin Durant e Russell Westbrook regalano agli Okahoma City Thunder la vittoria a Memphis. Solo che il primo ne mette 32 con la solita concretezza, l'altro gioca una gara orribile da 0/13 al tiro. Per fortuna gli uomini di Brooks hanno la solita terza punta Harden che piazza 20 punti importantissimi. I Grizzlies giocano col solito cuore, mandano in doppia doppia pesante Randolph, Gasol e Gay, ma alla fine devono arrendersi in un match che però rende loro onore, come al solito.
Altro trentello di KD
Anche gli Heat come i Thunder vanno sul 3-0 sconfiggendo i Bobcats all'ultimo tiro. Gli uomini di Spoelstra fanno paura anche, anzi soprattutto in queste partite in cui giocano al gatto col topo e poi colpiscono nel finale. Il 96-95 in casa dei volenterosi Charlotte Bobcats è frutto del bellissimo buzzer di Dwyane Wade a 2.8 secondi dal termine. Miami presuntuosa e leziosa fino alla fine, ma quando James (35punti) e un Bosh molto ispirato (25 con 8/13) hanno attaccato sono stati imperiosi. Per i padroni di casa ventello di Augustin e Henderson, più un Boris Diaw da 16 punti e 16 rimbalzi.
Saranno pure "vecchietti", ma in casa i San Antonio Spurs sanno ancora dettare legge. Dopo aver sconfitto i Grizzlies asfaltano addirittura i Los Angeles Clippers con un terzo periodo da 38-17: chapeau. Manu Ginobili ne segna 24 con 10 tiri (servono altri eggettivi?), Parker con altri 20 e un ottimo Jefferson da 8/9 al tiro. Per i Clippers 28 di Griffin e un Chris Paul abbastanza opaco. Saranno la squadra del futuro i losangelini, ma stanotte hanno fatto da studenti a professori decisamente prestigiosi...
I Boston Celtics entrano ufficialmente in crisi dopo essere stati massacrati a New Orelans per 97-78, soprattutto in un ultimo quarto in cui hanno dimostrato tutta la loro età e una panchina cortissima. Ci potrebbe poi essere un altro problema: Rondo, che non ha tenuto una singola penetrazione di Jack, autore di 21 punti  e 9 assist. 20 punti e 11 rimbalzi per un solido Landry, ottimo Belinelli con 13 punti, 4/6 dal campo e la tripla che ha spezzato la partita nel terzo quarto. Celtics da ricomporre in fretta, lo 0-3 è pesantissimo.
La vittoria ottenuta su Boston all'esordio dunque non era poi un risultato così eclatante per i New York Knicks. L'ha dimostrato la secca sconfitta in casa dei Golden State Warriors per 78-92. Si entra nell'ultimo quarto in parità, poi i padroni di casa dilagano 28-14. Monta Ellis sbaglia tanti tiri ma ne mette comunque 22, che con i 19 di Rush fanno la differenza. Per New York maluccio tutti, solo Landry Fields con 14 punti e 5/10 dal campo si salva parzialmente.
Seconda vittoria per i Denver Nuggets, che passano facilmente sugli Utah Jazz per 117-100: a farla da padrone è un Nene da 10/13 e 25 punti. Bene anche Lawson, Harrington e il solito Gallinari al servizio della squadra, con 11 punti e 4/7 dal campo.
I Philadelphia 76ers sbancano Phoenix 103-83 in un confronto stravinto oltre il punteggio: sei uomini in doppia cifra, prova molto convincente. Malissimo i Suns.
I Toronto Raptors vengono sorpresi in casa dagli Indiana Pacers, partiti molto bene come dovrebbe fare una squadra compatta e che gioca unita. 90-85 per gli ospiti che controllano una partita equilibrata grazie ai 21 di Granger e alla doppia cifra di tutti gli altri nel quintetto di partenza. Da notare i 12 assist di Collison. Per i Raptors un buon Bargnani da 21 punti e un DeRozan da 22.
Nonostante il ventello di Young e Wall gli Atlanta Hawks si sbarazzano senza problemi dei Washington Wizards battendoli 101-83 in una gara senza storia. Sei in doppia cifra e doppia doppia per Smith e Horford per i padroni di casa, che si portano 2-0.
I Cleveland Cavaliers passano a Detroit 105-89. Kyle Irving ne mette 14 e condisce con 7 assist. Altri cinque sopra i 10 per gli ospiti, mentre i Pistons malconci anzichenò mettono sopra i 20 Gordon e l'altra matricola Knight, senza però entrare mai in competizione.

lunedì 26 dicembre 2011

Melo e LeBron subito in cattedra, i Lakers buttano via la gara.

Carmelo Anthony protagonista all'esordio
La stagione NBA è iniziata ufficialmente alle 12:00 (ora qui di New York) con i Knicks che hanno avuto la meglio sui Boston Celtics orfani di Paul Pierce per 106-104. Primo tempo tutto a favore degli uomini di Mike D'Antoni, che fanno bello e cattivo tempo mettendo a referto ben 62 punti. Nel terzo quarto però entrano in campo ben altri verdi, che guidati da un grandioso Rajon Rondo (31 punti e 11 assist per lui) ribaltano completamente la gara. Nell'ultimo quarto però Carmelo Anthony torna a brillare e rimonta fino alla bella e importante vittoria. 37 punti con 10/17 dal campo per Melo, ventello cpn 8/11 dal campo per Stoudemire. Ottimi anche i 19 di Douglas e gli 11 di Shumpert, che però si è infortunato. Per Boston 20 anche per il solito Ray Allen e un convincente Brandon Bass. 15 per Kevin Garnett che ha sbagliato il tiro finale per il pareggio e poi si è concesso anche un gesto molto poco sportivo con un avversario. Calmino KG, dai che sei ancora un grande!

LeBron James schianta Dallas


Rivincita della finale dello scorso anno. Il neoacquisto Lamar Odom a metà del primo tempo mette la tripla dell'11 pari dei Mavericks contro i Miami Heat, ma la aprtita di Dallas si chiude in quel momento. La vittoria di LeBron James, Dwyane Wade e compagni è ben più schiacciante del 105-94 finale: ci sono stati anche 30 punti abbondanti di vantaggio per gli ospiti. James ne ha messi 37 con anche 10 rimbalzi e 6 assist. Wade ha aggiunto 26, gli altri non hanno proaticamente avuto bisogno di giocare, o quasi. I Dallas Mavericks annichiliti, abbastanza inutile dare i loro score.

A meno di un minuto dalla fine della gara i Los Angeles Lakers conducevano di 6 punti allo Staples Center contro i Chicago Bulls. Ma dal canestro dell'87-81 di Bryant poi un bel 7-0 per i Bulls col canestro della vittoria di Derrick Rose. Bryant si fa stoppare l'ultimo tiro e Los Angeles perde all'esordio 87-88. Primo tempo equilibrato con Chicago sempre meglio e avanti all'intervallo. A metà del terzo quarto però la reazione Lakers con Kobe (28 punti e 6 assit per lui) e tutta la panchina che da il suo buon contributo, nota positiva della giornata. In particolare bene Steven Blake con 12 punti. Avanti anche di 9 fino all'ultimo, tremendo minuto. Rose ha chiuso con 22, Deng con 21. Senza Bynum sospeso e con Artest (vi avverto: non lo chiamerò mai Metta World Peace!!!) in quelle condizioni proprio non si poteva fare meglio. Ma la sconfitta brucia comuque moltissimo.

Gli Oklahoma City Thunder hanno esordito sbarazzandosi abbastanza facilmente degli Orlando Magic per 97-89. Anche qui punteggio abbastanza bugiardo, la vittoria è stata piuttosto schiacciante. Trentello netto e in scioltezza per Kevin Durant, 19 per Harden e 14 per Westbrook. 11 e 15 rimbalzi per un Dwight Howard molto poco incisivo...

Nell'ultima gara della giornata d'apertura i Los Angeles Clippers hanno vinto 105-86 in casa dei golden Staet Warriors. Griffin, Paul e Billups hanno piazzato il ventello.

sabato 24 dicembre 2011

Finalmente parte la stagione. L'uomo chiave? Russell Westbrook...

Domani si ricomincia, è il caso di dire finalmente.
Sarà una stagione strana, piena di dubbi. Moltissime gare in pochissimo tempo, stress prevedibilmente elevato e per di più con una preparazione fisica che non per tutti i giocatori potrebbe essere adeguata. Considerate le polemiche, gli scioperi, le ambiguità che ci sono state tra estate e autunno, mi aspetto una regular season non esaltante. Comunque si riparte, e questo è l'importante. Proviamo a fare il punto della situazione nelle due Conference.

EST
A mio avviso l'unica squadra che può fermare i Miami Heat è...Miami. La chiave di volta è la sempre è sempre quella, la dubbia tenuta mentale di LeBron James e in secondo luogo di Chris Bosh, come ha dimostrato la finale dello scorso anno persa contro i Mavericks. Se i due riescono a tenere psicologicamente gli Heat possono vincere, pur essendo ancora deficitari nell'asse play-pivot rispetto ad altre squadre. Però è indubbio che a livello fisico e di pura classe cestistica non si discutono.
Due secondo me saranno le avversarie di Miami a Est, prima tra tutte New York. Chandler è un buon acquisto, hanno tre playmaker che possono garantire controllo del ritmo, variazioni tattiche e anche qualche punto, che non dispiace. Bisogna sempre vedere come al solito se il gioco voluto da D'Antoni si adegua alle caratteristiche dei suoi giocatori, ma con un anno in più c'è da sperare in un maggiore equilibrio. E poi spero che Fields si adegui ai sui compagni meglio dello scorso anno dopo la trade di Melo. Poi ci sono i Bulls, tosti in difesa ma con un attacco che è solo Derrick Rose o quasi. Se non trovano altre varianti offensive faranno una buona stagione ma dubito che possano arrivare fino in fondo. I Boston Celtics hanno tutti un anno di più, difficile che a livello fisico possano tenere questi ritmi.
Tra le altre spero in qualche sorpresa per il roster dei playof, mi piacerebbe vedere qualche volto nuovo. Io terrei d'occhio i Nets di Deron Williams, in attesa che torni Lopez. Per il Mago a Toronto prevede un altro anno di vacche magre, ma magre...

OVEST
Non penso che i Dallas Mavericks possano ripetersi: Odom è senz'altro un grande acquisto, ma senza Chandler a coprire i tabelloni e Barea a rompere gli schemi e creare dal niente hanno perso delle varianti abbastanza importanti. Poi saranno appagati del gran titolo ottenuto lo scorso anno, e per Jason Kidd e compagni anche il tempo passa, non dimentichiamocelo.
I Lakers hanno poche chances di vincere la conference: non tanto per la perdita di Odom e Brown, quanto per quella impossibile da sostituire di Phil Jackson. Mike Brown è un discreto allenatore, ma non illudiamoci che sia a livello del Maestro Zen. C'è Messina che deve insegnare alla squadra a difendere e essere "tosti", ma in un solo anno e per di più senza praticamente training camp non aspettiamoci troppo. Per il resto Millsap e Kapono possono essere due soluzioni interessanti in attacco, vedremo, la panchina non mi sembra troppo scoperta in attesa del "colpo" promesso da Kupchak. Però li vedo da playoff, di certo non da titolo.
I San Antonio Spurs sono dei "nonnetti", inutile far finta di niente. Come si sono sciolti nei playoff contro Memphis lo scorso anno dopo aver dominato la regular season dimostra che a livello fisico possono pagare. Con 66 partite in così poco tempo difficile tengano, è lo stesso discorso dei Celtics. Mi piacciono i Portland Trail Blazers, anche se l'addio di Brandon Roy è, cestisticamente parlando, una tragedia e non solo per la squadra. I Clippers sono oggettivamente da playoff: Paul e Griffin sono una coppia da capogiri, Billups un giocatore che io avrei voluto nell'altra sponda Los Angeles.

Su quale squadra puntare allora quest'anno?
Io  i miei dieci dollari li metterei sugli Oklahoma City Thunder.
Se Russell Westbrook si mette in testa una volta per tutte di essere il secondo terminale della squadra e fa arrivare palla al primo Kevin Durant nei momenti che contano, la squadra è attrezzata per arrivare fino in fondo. Ibaka e Perkins garantiscono sufficiente tenuta sotto canestro, Harden è un ottima terza punta, Sefolosha e gli altri una seconda linea di tutto rispetto. Scott Brooks è un allenatore competente, può tenere psicologicamente i nervi saldi fino in fondo.

Insomma, ripartiamo. A prescindere dalle analisi, dalle possibilità, dai campioni e tutto il resto,
da domani per me si torna nella modalità Lakers vs. resto del mondo!

domenica 3 luglio 2011

Quando eravamo re - Allan Houston

Allan Houston
Dopo i post dedicati a due grandi tiratori come Ray Allen e Reggie Miller, non poteva mancare il nostro personale omaggio alla shooting guard più competente e sfortunata della storia recente dei New York Knicks.
Undicesima chiamata al draft 1993, scelto dai Pistons con cui disputa tre stagioni a fasi più che alterne, Allan Houston diventa free-agent nel '96 e arriva nella Grande Mela. Primi due anni come guardia tiratrice in cui però la prima punta è Patrick Ewing. Houston gioca bene, i Knicks arrivano ai playoff ma prima la tremenda rissa con gli Heat e poi proprio Reggie Miller gli chiusono la strada nella post-season.
Poi arriva il '99: il tiro di Houston che decide Gara 5, decisiva nel primo turno contro gli "odiati" Miami Heat è ancora oggi storia di New York. Galvanizzati, i Knicks stendono gli Hawks e poi vanno in finale battendo gli strafavoriti Indiana Pacers con una serie di gare straordinarie: ancora mi ricordo le "Big L" di Larry Johnson dopo ogni tripla. New York è una squadra più che competente, con Ewing, Sprewell, Johnson e ovviamente Allan. Ottavi a Est e NBA Finals: magnifici.
In finale gli Spurs di Robinson e Duncan: senza Ewing e Johnson appiedati, è impossibile reggere il confronto. Houston, Sprewell e un giovanissimo ma fenomenale Marcus Camby sputano l'anima, ma il verdetto finale è 4-1 per le "Twin Towers" di San Antonio.
L'anno dopo finale di Conference, ma Reggie Miller stavolta vuole arrivare fino in fondo e si prende l'ultimo atto a suon di triple.
Da quel momento carriera in calando per un Allan Houston fisicamente mai al 100%, che con l'infortunio della stagione 2003/04 chiude praticamente la carriera.
Un tiratore come davvero ne ho visti pochi, freddo come il ghiaccio e sempre in controllo.
Ladies and gentlemen, Allan Houston:

domenica 12 giugno 2011

I DALLAS MAVERICKS SONO CAMPIONI NBA 2011

Dirk Nowitzki, Jason Terry
Con una partita da incorniciare i Dallas Mavericks sbancano l'America Airlines Center di Miami in Gara 6 e si laureano campioni, chiudendo la serie 4-2 contro i Miami Heat. E' la vittoria di coloro che da anni erano considerati gli eterni "perdenti": primo su tutti Dirk Nowitzki, ma anche Jason Kidd, Shawn Marion, Jason Terry, e non ultimo il coach Rick Carlisle. Trionfo strameritato, perché il cambio di atteggiamento mentale dei Mavericks nei playoff rispetto alla regular season e più in generale rispetto agli utlimi 5 anni è stato esemplare e ammirevole. Applauso ai camiopni NBA 2011.
Pa passiamo alla partita che li ha incoronati.
Solita gara folle da entrambe le parti nel primo tempo, con almeno quattro strappi importanti. Miami parte molto forte con LeBron James che segna un 4/4 dal campo per 9 punti. Gli Heat vanno sul 20-11, allora Dallas si mette a zona, entra Jason Terry che bombarda gli avversari da ogni posizione, aiutato da uno Stevenson capace di un grande 3/3 da dietro l'arco. I Mavericks arrivano al 40-28 in un amen. Ed allora fuori James che ha perso completamente la bussola, dentro Eddie House che ribalta ancora la partita con le sue triple, insieme alla sorpresa Chalmers che impegna la difesa con le sue penetrazioni e i tagli dal lato debole. Miami torna avanti anche di 6, e allora ancora Terry ribalta nuovamente la storia. Si chiude il primo tempo 53-51 per i Dallas Mavericks nonstante i 3 falli di Chandler e un Dirk Nowitzki che tira un incredibile 1/12 dal campo. Miracoli di questo sport, Dallas è in vantaggio con questa percentuale del suo primo attaccante. Si, perchè Terry ne ha messi 19 con 8/10 da campo, Stevenson 9, Marion 8 e il solito folletto impazzito Barea 6.
Nel secondo tempo la fibra mentale dei Miami Heat, già deboluccia,  si scioglie completamente, e i Mavericks hanno vita sorprendentemente facile nell'arrivare al +9 di fine terzo quarto. Anche perché Nowitzki si sveglia al tiro, Terry e Barea continuano a giocare bene, Jason Kidd mette due bombe che sanno di leggenda. Ultimo periodo con gli Heat sconclusionati, depressi, assurdamente molli: LeBron James esce totalmente dalla gara, pesantissimo il suo atteggiamento mentale che a mio avviso ne mina definitivamente la credibilità come "grande" indicusso di questo sport. Wade non sa più che pesci prendere ma almeno ci prova, Bosh si eclissa dominato da un Dirk Nowitzki che nell'ultimo quarto segna a ripetizione e tiene gli altri a distanza fino al 105-95 finale.
Può definirsi fallimentare la stagione di una squadra che arriva a due partite dal titolo? A mio avviso si, e in maniera anche perentoria. James, Wade, Bosh e gli altri non hanno trovato un sistema di gioco, non hanno dimostrato solidità mentale, sono franati individualmente e come squadra più volte durante la stagione e totalmente in queste finali. Magari vinceranno i prossimi cinque anelli, ma adesso non sono una squadra, tanto meno una squadra di campioni. Punto.

venerdì 10 giugno 2011

NBA Finals - Dallas bombarda da tre e arriva al match point.

Jason Terry, Dirk Nowitzki

La chiave dalla vittoria dei Dallas Mavericks in gara 5 per il 3-2 che li porta la match point è stato senza dubbio il clamoroso 13/19 da tre di squadra, frutto del 4/5 di Barea, del 3/5 di Kidd e Terry, dell'1/1 di Dirk Nowitzki. Tiri presi con lucidità, senza forzare, e sorpattutto concessi con troppa facilità dalla difesa degli Heat che non si è saputa adattare. A poco o niente è valsa la tripla doppia di LeBron James (17p, 10a, 10 r), così come il ventello abbondante di Wade, i 19 di Bosh e le buone prove realizzative di Haslem e Chalmers (anche per lui un ottimo 4/6 da dietro l'arco).

I Mavericks cominciano la gara molto bene, Nowitzki e Marion con bei canestri montano un discreto vantaggio. Wade si infortuna in uno scontro con Kidd, ma Miami tiene botta con i senatori. La partita resta equilibrata, anzi Chalmers da metà campo porta in vantaggio i suoi di un punto alla fine del primo quarto. La fortuna però pareggia i conti quando Terry mette una tripla allo scadere dei 24 secondi tirata in maniera a dir poco speranzosa. Wade torna nel secondo quarto e comincia a segnare, posto che in queste finals si sia mai fermato. Un grande. James con la schiacciata porta gli Heat a +6, e a quel punto i Mavericks piazzano tre minuti di basket stellare, con Nowitzki che in jump e penetrazione segna a ripetizione.
Nel secondo tempo la gara rimane equilibrata e a punteggio alto. Dirk mette la sua unica tripla con un canestro mostruoso, con Bosh che gli era uscito addosso mettendogli la mano in faccia. Alla fine del terzo quarto i Mavericks cominciano ad allungare e Chandler con una schiacciata libero porta al +9.
Wade e James non fanno affondare Miami, che però quando è sotto 88-90 subisce una tripla tremenda di Barea. Wade in contropiede per il nuovo -1, addirittura la schiacciata di Haslem per il vantaggio Heat. Quando poi ancora Dwyane Wade mette la tripla del +4 a meno di 5 minuti dalla fine la partita sembra definitivamente girata a favore di Miami.
A questo punto i dallas Mavericks si scatenano: tripla di Terry per il pareggio, poi Wunderdirk danza sulla linea di fondo e schiaccia. Subito dopo vorrebbe farlo James, ma trova Chandler a chiudere e commette fallo in attacco, forse il momento decisivo della gara, anche perché poi un giocatore di esperienza e classe pura (ma davvero pura) come Jason Kidd segna la tripla del 105-100, bissato poi da Terry che chiude definitivamente i conti.
Finisce 112-103 per i Dallas Mavericks, che tornano a Miami con la consapevolezza che adesso la pressione è tutta sulle spalle dei Big Three, ancora una volta capaci di gettare alle ortiche una partita fondamentale, che avrebbero potuto vincere. 

mercoledì 8 giugno 2011

NBA Finals - I Mavericks non si arrendono e conquistano il 2-2

Tyson Chandler, Dirk Nowitzki
In caso di sconfitta sarebbe stato titolo ai Miami Heat. I Dallas Mavericks invece davanti al proprio pubblico sono riusciti con i denti a strappare un pareggio che adesso rimette tutto in gioco, anche perché in tutte e quattro le sfide disputate fino ad ora a regnare è stato il più assoluto equilibrio, quindi nelle prossime partite può succedere davvero di tutto.
Gara 4 è stata molto equilibrata fin dall'inizio, con tutti i protagonisti impegnati a ribattere colpo su colpo. Quando a metà del secondo periodo gli Heat provano un minimo ad allungare con Bosh (altra ottima gara la sua, 24 punti) ecco che Stevenson (11 punti) e gli altri piazzano un bel parziale per il sorpasso. Però a Miami gioca Dwyane Wade, che quando decide di attaccare è letteralmente infermabile: alla fine per lui saranno 32 punti con 20 tiri.
Il secondo tempo scorre ancora con le due franchigie che si muovono punto a punto. J.J.Barea, partito in quintetto, con un paio di scorribande delle sue spacca la difesa avversaria. Nel terzo quarto Wade segna da ogni posizione, ma i Mavericks con Marion (16 punti) e Terry (17 punti) tengono botta.
All'inizio dell'ultimo quarto Miami a +7 con una tripla di Mike Miller. Quando Wade però stoppa Chandler e poi in contropiede a rimorchio segna da sotto per il nuovo +5 la gara sembra segnata, almeno a livello psicologico. Dallas però reagisce ancora, e Terry in contropiede riapre tutti i giochi e porta i suoi sul 79-78. A 14 secondi dalla fine Dirk Nowitzki in penetrazione per l'84-81 che decide la gara. Terry per i due tiri liberi, tripla del pareggio buttata alle ortiche dagli Heat. Siamo 2-2, Gara5 a Dallas giovedì notte. LeBron James pessimo, soltanto 8 punti e una gara totalmente anonima.

domenica 5 giugno 2011

NBA Finals - Chris Bosh regala il 2-1 ai Miami Heat

LeBron James e Chris Bosh
Dirk Nowitzki lo aveva lasciato sul posto per andare a piazzare il canestro della vittoria a Miami in Gara 2. Chris Bosh stanotte si è preso la sua dolcissima rivincita mettendo in faccia al tedesco il jump della vittoria a Dallas, che riporta i Miami Heat in vantaggio e sposta nuovamente gli equilibri della serie di finale 2011.
Gli ospiti chiudono il primo quarto in vantaggio 27-22 perché le penetrazioni di Dwyane Wade (alla fine 29 per lui con anche 11 rimbalzi) e LeBron James semplicemente non si contengono, e Mario Chalmers alla fine del periodo piazza il buzzer da centrocampo per il +5. Quando gli Heat arrivano anche sul + 10 però Dirk Nowitzki (che alla fine ne metterà 34 con 11 palloni catturati) si scatena e segna almeno un paio di canestri da antologia. Insomma, i Dallas Mavericks restano in scia per tutto il primo tempo a debita distanza, e alla fine del terzo quarto ancora Nowitzki e Shawn Marion pareggiano lo score. Però subito James e ancora un Chalmers esiziale riportano gli Heat avanti.
Quarto e decisivo periodo: la tripla di Chalmers porta Miami sul 79-72 a metà tempo, ma Dallas non si arrende e la schiacciata di Nowitzki pareggia  a 84 a due minuti e mezzo dalla fine. Il tiro della vittoria come aperto se lo prende Bosh dai cinque metri, mentre Dirk mette sul ferro lungo quello del pareggio. Miami torna avanti ma i Mavericks sono nella serie, adesso Gara 4 è fondamentale da vincere.
Oltre che dal tesesco, Dallas ha avuto 15 punti da Terry e 10 da Marion, ma con percentuali bassine. I Miami Heat invece hanno aggiunto a Wade i 18 di Bosh, i 17 di James e sopratutto i 12 di Chalmers, autore di un grande 4/6 da tre punti.

giovedì 2 giugno 2011

NBA Finals - Wade illude, Nowitzki pareggia a Miami

Il tiro della vittoria di Dirk Nowitzki
Potrebbe essere una vittoria di importanza decisiva nella serie, non tanto per il pareggio 1-1 quanto invece per come è arrivata, in recupero, all'ultimo tiro, dopo che i Miami Heat avevano ottenuto un vantaggio anche di 15 punti nell'ultimo periodo. Insomma, i fantasmi stagionali della squadra di Eric Spoelstra potrebbero essere stati riscoperti dal canestro di Dirk Nowitzki che a pochi secondi dalla fine ha decretato la vittoria dei Dallas Maverciks.
Ma facciamo un po' d'ordine: primo quarto equilibrato e attacchi finalmente sciolti dopo i giri a vuoto di Gara 1. James e Wade segnano a ripetizione, The Chosen One con una schiacciata al volo da meraviglia. I Mavericks però rimangono ordinati, non si scompongono, eseguono con discreta precisione e soprattutto con tutti i giocatori. Gli ospiti iniziano ad accumulare un discreto vantaggio, ma non staccano i Big Three grazie in particolar modo ai contropiede ferali che Wade organizza  e chiude con canestri spettacolari.
Dallas inizia malissimo il terzo quarto e Miami si riporta in vantaggio, e la schiacciata con cui ancora James chiude il periodo sa abbastanza di sentenza. Il quarto parziale infatti comincia con gli Heat in pieno controllo,  si arriva in un amen all'88-73 coi canestri di Wade e Bosh. E invece, proprio quando sembravano destinati al K.O. e allo 0-2, i Dallas Mavericks sono resuscitati stringendo la difesa e segnando a raffica. Notiwzki chiude il contropiede del 90-90 a 57 secondi dalla fine, poi la tripla maestosa del +3 ancora del tedesco (l'unica della giornata su due tentativi: ecco la grandezza di Dirk!!!). Da rimessa Mario Chalmers trova la bomba del pareggio, ma l'ultima azione rimane ai Mavericks, e il solito Dirk Nowitzki con un passo di danza di quelli che soltanto i giocatori di un livello superiore sanno fare lascia letteralmente sul posto Chris Bosh e va a depositare dolcemente a canestro il 95-93. Wade sul ferro da centrocampo, i Mavericks espugnano l'American Airlines Arena e pareggiano la serie. Adesso ci si trasferisce a Dallas, le Finali NBA si sono di colpo accese.
Scores: per Miami 36 di Wade cn 13/20 al tiro, 20 di James, 14 di un ottimo Bibby (4/7 da tre), 12 di Bosh. Per Dallas 24 di Nowitzki, 20 di uno Shawn Marion sempre più decisivo e competente, 16 di Terry e 13 di Chandler.


mercoledì 1 giugno 2011

NBA Finals - Miami si prende Gara 1

Dwyane Wade
Il primo round va a ai Miami Heat 92-84. Una partita di certo non memorabile, dove le due squadre hanno giocato in maniera contratta, con percentuali basse dal campo e attacchi abbastanza involuti. I Dallas Mavericks hanno giustamente cercato di concedere meno contropiede possibile a Wade e compagni, ma così facendo hanno attaccato molto contratti. Dal canto suo Miami si è affidata a due, masismo tre schemi ed ha cercato di trarre il massimo dal fatto che Nowitzi proprio non difende su Bosh e sulla possibilità di andare forte a rimbalzo. Il primo quarto si è chiuso 17-16 per i Mavericks, con James a trascinare suoi con 8 punti ma a commettere il secondo fallo alla fine del periodo. Nella ripresa gioco un po' più sciolto soprattutto grazie all'intraprendenza di Terry, ad alcune giocate di classe pura di Nowitzki, e dall'altra parte alla presenza decisa di Bosh e James. Wade male nel primo tempo. All'intervallo lungo 44-43 per i Mavericks, con Miami che però trova una bella arma in Mario Chalmers, autore di 10 punti preziosissimi.
Nella ripresa Stevenson con la tripla porta Dallas a + 8, ma ancora LeBron James con un paio di bombe non permette agli avversari di scappare via. Anzi ancora una tripla del numero 6 di Miami consente agli Heat di affrontare l'ultimo periodo sopra di 4, 65-61. L'ultima frazione vede il tentativo di rimonta di Nowitzki e compagni frustrato dalla buona difesa degli Heat e dalle giocate di atletismo di Wade e James.
Alla fine 24 per LeBron James con 9/16 dal campo, 22 per Wade, 19 per Bosh, 12 per Chalmers.I Dallas Mavericks hanno risposto con i 27 di Dirk Nowitzki, i 16 di un buon Shawn Marion, i 12 di Jason Terry che però è scomparso letteralmente nella ripresa.
Pochi contenuti tattici, basket non eccelso, giocate più improvvisate che frutto di schemi applicati. Gara 1 ci ha detto pochino, speriamo nelle prossime sfide.

venerdì 27 maggio 2011

Playoff NBA - I Miami Heat raggiungono i Mavericks in finale

Dwyane Wade, Derrick Rose
Vittoria in recupero, vittoria di volontà, vittoria che chiude la serie e porta i Miami Heat alle finali NBA. La squadra più accreditata a inizio stagione per trionfare quest'anno alla fine, tra mille avversità e (legittimi) dubbi, è arrivata dove tutti prevedevano arrivasse, e adesso ha soltanto i Dallas Mavericks come ostacolo per l'anello.
Allo United Center di Chicago stanotte la tensione per entrambe le contendneti si tagliava col coltello. Molti errori, punteggio bassissimo, tanta difesa a bloccare degli attacchi inceppati, asfittici. Miami prova a scappare subito perché ormai la fisicità dei Big Three sembra aver preso il controllo sugli avversari. I Bulls però riaspondono d'orgoglio e recuperano con Deng e Rose. A metà del secondo quarto Korver porta addirittura i suoi a +10. Nella ripresa Chicago quasi sempre avanti con le triple, la difesa ferrea, il controllo dei tabelloni. Gli Heat però non ci stanno a lascia andare la partita e giocarsi tutto a Miami in Gara 6. Si entra nell'ultimo periodo con Chicago avanti ma non in totale controllo, e infatti nonostante il ritrovato +12 a quattro minuti dalla fine con la tripla di Brewer la gara gira definitivamente. Ci pensano Wade e James, maestosi, che si alternano con jump, triple e penetrazioni. La gara ha una svolta emotiva finale con la tripla più fallo su Wade. Altra bomba di James e pareggio a 79 all'ultimo minuto. E poi ancora LeBron , dopo palla persa piuttosto banale dei Bulls, col jump che decide gara e serie. 83-80 per gli Heat con 28 punti e 11 rimbalzi di The Chosen One. 21 di Wade, 20 e 10 rimbalzi più "silenziosi" ma altrettanto ferali di Bosh. Per Chiacago Derrick Rose 29 tiri e 25 punti, a ciu si aggiungono i 18 di Deng e i 10 di Brewer. Malissimo Boozer, autore di 5 punti e un fallo su James a dir poco esecrabile.
Come nel 2006 la finale è Miami-Dallas, questa volta con gli Heat avvantaggiati dal fattore campo. Staremo a vedere.

mercoledì 25 maggio 2011

Playoff NBA - Miami all'overtime, finali ad un passo.

LeBron James


I Miami Heat sfruttano anche la seconda gara casalinga contro i Chicago Bulls, vincono 101-93 dopo un tempo supplementare e si portano in vantaggio 3-1, quindi a una sola vittoria dalle Finals.
Inizio molto confortante dei Bulls che sfruttano la loro solita difesa e allungano fino al 15-8 con il contropiede e schiacciata di Derrick Rose. Nonostante il primo qaurto sia quasi interamente a favore delgi ospiti, si capisce però che LeBron James e Dwyane Wade sono in giornata, e venderanno cara la pelle. Gli Heat passano in vantaggio 30-29 con un jump di Bosh servito da un assist clamoroso di "Flash". E' infatti Wade a prendersi di diritto il palcoscenico del secondo quarto, infermabile dalla difesa pur competente degli avversari: quando decide di andare dentro cerea sempre qualcosa, c'è poco da fare. Alla fine del periodo però sale in cattedra ancora Derrick Rose, che ripaga Wade con la stessa moneta: io vado dentro, provate a stopparmi. Ci riesce LeBron una volta, poi D-Rose inserisce le marce alte e stritola la difesa.
Il terzo quarto si apre coi Bulls che scappano a +8 con Boozer e ancora Rose, allora tocca a James scatenarsi in campo aperto per punti facili.
Nell'ultimo quarto Chicago ancora abbastanza in controllo, almeno finché Mike Miller si inventa un paio di canestro usciti dal cilindro di un giocatore di vero talento. Negli ultimi secondi del tempo regolamentare prima Rose sbaglia un jump alla sua portata poi James fa sfondamento su Brewer nella palla decisiva. Il tiro della vittoria di Rose alla fine non arriva neppure al ferro.
Supplementari: Bosh con un bel jump dai 5 metri da il + 4 a Miami, Brewen con una gran tripla riporta Chicago a -1. Poi James in penetrazione, palle perse tremende da parte dei Tori, Wade in contropiede e ancora James col jump per i canestri della staffa. Alla fine The Chosen One ne mette 35 con 13/13 ai liberi. 22 per un Chris Bosh sempre più solido e findamentale, soltanto 14 ma tutti nel momento giusto per Wade. Mike Miller ne aggiunge altri 12 potenti con 5/8 al tiro. Per Chicago 23 per Rose ma con 27 tiri, ventello netto invece per Boozer e Deng. Quani niente però dagli altri.

lunedì 23 maggio 2011

Playoff NBA - Spallata di Bosh alle ambizioni dei Bulls.

Prima gara all'American Airlines Arena tra Miami Heat e Chicago Bulls, fermi sull'1-1 dopo le due partite disputate a Chicago.
Il primo quarto è di quelli arcigni, dove le difese più che competenti delle due squadre la fanno da padrone. Basta pensare che a metà del secondo quarto la gara era 27-25 per gli Heat. Chris Bosh esordisce nella partita con uno 0/3 al tiro, poi però comincia a tagliare forte verso il canestro e seminare i diretti marcatori. Da quel momento metterà un clamoroso 13/15 dal campo, aggiungendo un 8/10 dalla lunetta, per i 34 punti finali che decideranno la gara in favore di Miami. Derrick Rose comunque tiene in partita si suoi, che restano a contatto senza perdere quasi mai colpi. A metà del terzo periodo il play dei Bulls mette addirittura il canestro del vantaggio, 51-50. Poi però Bibby e Wade aprono un break importante, portando i padroni di casa sul +7. Nell'ultimo periodo le squadre si ribattonno canestro su canestro, ma gli Heat rimangono sempre in vantaggio, oscillante tra i 4 e gli 8 punti. A metà del quarto però i Bulls non sembrano averne più, e Miami continua pian piano ad allungare fino al +12 di James in contropiede. I Bulls non rientrano più, e Miami chiude 96-85 e si porta sul 2-1.
34 punti per Bosh come detto, a cui si sono aggiunti i 22 punti e 10 rimbalzi di LeBron James e i 17 di Wade che però ha tirato molto male. Per i Bulls Boozer 26 punti e 17 rimbalzi di cui ben 7 in attacco, Rose 20 ma con 19 tiri, non benisismo Deng con 14, opttimo Gibson con 5/6 dal campo e tanta energia, come al solito.

lunedì 16 maggio 2011

Playoff NBA - Bulls, prima mazzata agli Heat. Durant e Wesbrook portano i Thunder in finale di Conference.


Perdonale l'aggiornamento tardivo, mattinana di proiezioni abbastanza importanti.

A vedere il primo quarto di Gara 1 della finale della Eastern Conference si sarebbe detto che i Miami Heat avrebbero stritolato i Chicago Bulls: difesa forte, anticipi su ogni passaggio, contropiede letale. Wade e James esordiscono nella partita con due schiacciate uno contro zero. Bosh mostra subito i muscoli e controlla sotto canestro. Ma Chicago è dura di testa, resiste alla prima ondata e punto a punto rientra in gara, soprattutto con la panchina. Uno schiaccione di Gibson cambia l'inerzia emotiva della gara. I Bulls cominciano a dominare senza possibilità di remissione i tabelloni, e Boozer con l'ennesimo rimbalzo offensivo li porta avanti sul 44-42. A metà del terzo quarto la dfiesa dei padroni di casa gioca due o tre azioni perfette, e col contripiede si scava il primo vantaggio un minimo consistente. Si entra nel quarto quarto coi Bulls avanti, e sopratuttto decisi a non guardarsi più indietro. Tutti giocano di squadra, difendono, marcano i confini con la difesa. Gli Heat si fermano demoralizzati e  Rose da loro il colpo di grazia per l'1-0 nella serie. Finale 103-82.
 D-Rose 28, Deng 21, Boozer 14. Per Miami solo Bosh veramente degno di nota, con 30 punti .Wade 18 e James 17 ma con pochi tiri e perncentuali scarse. Chicago segna un punto importante a livello psicologico, vedremo come i Big Thrre reagiranno.

Il nuovo è avanzato.
Gara 7 tra Oklahoma City Thunder e Memphis Grizzlies si può dire sia durata un quarto. Mike Conley porta i suoi sul 13-8 con un bella penetrazione sulla linea di fondo, poi Durant, Westbrook e Harden prendono in mano la situazione e dettano legge. In particolare KD, che a Memphis in Gara 6 aveva giocato la peggior partita di playoff a livello statistico, non vuole saperne di fermarsi. Alla fine ne metterà 39 con soli 25 tiri. Signori, questo è il futuro, c'è poco da dire. Memphis prova d'orgoglio  a rientrare nel terzo periodo, ma Durant si scatena nuovamente e riaccelera, stavolta per chiudere definitivamente. Oklahoma City controlla senza eccessivi timori (fattore che dimostra come quelli passati in questa serie siano probabilmente stati dovuti alla sola inesperienza) e vince 105-90. Il quarto periodo molto si avvicina all'accademia per i Thunder, e così Westbrook (gran prova anche la sua) può mettere a referto una tripla doppia da 14 punti, 14 asist e 10 rimbalzi. Benone anche Harden con 17 punti. Per i Grizzlies quattro in doppia cifra, ma nessuno veramente incisivo. Memphis chiude una corsa magnifica, che ha dimostrato in pieno l'orgoglio e la competenza cestistica della squadra. Complimenti. Adesso Dallas Mavericks-Oklahoma City Thunder. Ci sarà da divertirsi...

martedì 10 maggio 2011

Playoff NBA - I Thunder vincono una maratona pazzesca, Heat corsari a Boston.


In gara 4 a Memphis ci sono voluti ben 3 supplementari agli Oklahoma City Thunder per avere la meglio, 133-123, sui Memphis Grizzlies. Dopo il grande recupero dei padroni di casa nella gara precedente, è toccato stavolta a gli ospiti rimontare anche 18 punti patiti a metà del secondo periodo. Nel finale i Thunder sembrano poter controllare con agilità e un discreto vantaggio, ma come al solito la forza emotiva dei Grizzlies recupera il gap, con un paio di giocate di Marc Gasol in attacco e difesa davvero da antologia. Poi la bomba pazzesca di Mike Conley per il 96-96 a 3 secondi dalla fine.
Durant con una paio di azioni delle sue sembra chiudere i conti nel secondo overtime, ma Mayo e Vasquez ancora con due triple pareggiano nuovamente i conti. Alla fine Memphis va addiritura in vantaggio di 3. Ma stavolta tocca a Harden mettere la tripla del pareggio a 117. Nel terzo supplementare Memphis non he ha più, mentre Kevin Durant si esalta con una stoppata grandiosa su Gasol e due canestri di quelli che a chiamarli pesanti di scrive un eufemismo. 35 per KD con 13 rimbalzi, 40 insensati per Westbrook che così recupera le scelte non proprio felici di Gara 3. 19 per Harden che stavolta è stato degna e fondamentale spalla del super-duo. Per Memphis la coppia Randolph/Gasol ha combinato per 60 punti e 37 rimbalzi, fenomenale. Conley, Vasquez e Mayo in pesante doppia cifra. Adesso si torna ad Oklahoma City sul 2-2, dopo un match che entra di diritto nella storia recente dei playoff. Muto inchino a queste due franchigie.


I Miami Heat vincono dopo un overtime a Boston Gara 4 98-90 e si portano 3-1 nella serie contro i Celtics. Nonostante il bel primo quarto di Pierce e compagni, Miami riesce a restare in scia nonostante un gioco abbastanza farraginoso.La forza fisica e il contropiede di James e Wade portano avanti gli ospiti all'inizio della ripresa, anche se la partita rimane punto a punto. Delonte West pareggia 81-81 con una tripla a tre minuti dalla fine, poi ilsolito leggendario Ray Allen manda i suoi sul +3 con la solita bellissima bomba. Ma stavolta LeBron James non esita, e con 5 punti di fila ribalta la situazione. Pierce pareggia, si va al supplementare. I Big Three di Miami segnano 7 punti di fila, i Celtics tentano per l'ennesima volta di rientrare ma un tape-in di Bosh chiude la gara. 35 gloriosi di James, 28 di Wade e una doppia doppia solidissima di Bosh. Per Boston 27 di The Answer ma soltanto 7 punti di Kevin  Garnett. Sconfitta che quasi sicuramente chiude la serie: anche per i Boston Celtics, dopo Lakers e Spurs, si avvicina la chiususa di un ciclo portentoso.

domenica 8 maggio 2011

Playoff NBA - Memphis sul 2-1, Boston accorcia le distanze.


Una vittoria pesantissima quella dei Memphis Grizzlies, che in Gara 3 hanno sconfitto gli Oklahoma City Thunder per 101-93 dopo un tempo supplementare e si sono portati in vantaggio per 2-1.
Non è tanto il risutlato in sé, che poteva pure starci, quando per come è arrivato. A metà del terzo quarto infatti gli ospiti erano in completo controllo della gara, in vantaggio di 16 punti sul 70-54. Poi l'entusiasmo dei padroni di casa e la loro difesa a tratti davvero insuperabile hanno riportato in gara Memphis, che ha avuto il pallone della vittoria e l'ha sbagliato. Ma nell'overtime niente da fare, Randolph e compagni hanno schiacciato gli avversari e ristabilito un vantaggio che potrebbe risultare psicologicamente fondamentale. Alla fine 21 punti e 21 rimbalzi per il solito trascinatore, Zach Randolph, seguito dai 18 di Conley e Mayo e dai 16 di Marc Gasol. Per i Thunder 45 della coppia Durant/Westbrook ma troppo poco da tutti gli altri.

Nell'altra gara giocata ieri notte i Boston Celtics si sono portati sull'1-2 contro i Miami Heat schiantandoli 97-81. Ospiti avanti a metà del secondo quarto nonostante il ritorno in campo di Shaquille O'Neal, ma nel secondo tempo i Celtics prendono in mano il pallino del gioco con Paul Pierce e girano la partita. Brutto infortunio al gomito per Rajon Rondo (l'ago della bilancia di questa serie), che però torna in campo anche a mezzo servizio. Nell 'ultimo quarto i padroni di casa allungano e soprattutto mettono definitivamente nella serie anche un Kevin Garnett che alla fine ne segna 28 con 18 rimbalzi, monumentale. 27 per The Answer, 11 assist per Rondo e buon apporto anche per Delonte West e Jeff Green. Per Miami soltanto Dwyane Wade col ventello. 

mercoledì 4 maggio 2011

Playoff - LeBron James porta Miami sul 2-0, i Thunder pareggiano i conti.

Il 102-91 finale per i Miami heat non deve fuorviare: fino a 5 minuti dal termine della seconda sfida di semifinale di Conference i Boston Celtics sono stati in partita, a strettissimo contatto con gli avversari. Poi però la situazione rispetto alla regular season si è totalmente ribalttata: sono stati LeBron James, Dwyane Wade e compagni a prendere il controllo del match e imperdire ogni possibilità di rimonta a Garnett, Pierce & co.
35 per The Chosen One, 28 per Wade, 17 e 11 rimbalzi per Bosh. Per i Celtics invece Rajon Rondo si è tolto la polvere di Gara 1 e ha piazzato 20 punti e 12 assist. Lo stesso ha in parte fatto Kevin Garnett con 16 punti, e segni di vita anche dall'oggetto fino ad ora misterioso Jeff Green (11).
Il 2-0 non dico che chiuda definitivamente la serie ma ne ha tutta l'aria, Boston dovrà compiere qualcosa che somiglia molto a un miracolo per ritornare in gara contro una squadra che pare averla messa alle corde, essergli entrata sotto pelle come loro avevano fatto agli Heat in precedenza. Sarà decisivo Rondo e la sua forza nell'attaccare Bibby, almeno a Boston.

Gli Oklahoma City Thunder prendono le misure ai mmephis Grizzlies e li battono 111-102. Ci pensano i soliti Kevin Durant e Russell Westbrook a scavare il solco nel primo quarto per far capire agli avversari che la musica è cambiata. Poi però ci pensa tutta la squadra a mantenere il vantaggio costante e a mettere al sicuro Gara 2. Ai 26 di Durant e ai 24 di Westbrook si sono aggiunti, molto importanti, i 21 del ritrovato Harden, 15 di Maynor e complessivamente una buona fisicità. Per Memphis il top scorer è stato Conley con 24, mentre stavolta la copia di lunghi Randolph/Gasol è stata "contneuta" a soli 28 punti complessivi.Si va a Memphis sull'1-1.

domenica 1 maggio 2011

Playoff NBA - Grizzlies ancora corsari, Dwyane Wade abbatte i Celtics.

Dopo l'impressionante serie che li ha portati a sconfiggere la favorita testa di serie n° 1 a Ovest, i San Antonio Spurs, i Memphis Grizzlies continuano a stupire e vincono d'autorità anche Gara 1 contro gli Oklahoma City Thunder, 114-101. Notevole l'atteggiamento tattico e l'aggressività fisica degli ospiti, che quarto dopo quarto scavano un solco che non viene più colmato dai padroni di casa. La coppia di "lunghi" di Memphis formata da Marc Gasol e Zach Randolph è in uno stato di grazia che al momento appare difficilmente contrastabile: ci hanno provato Perkins (pochino a dire il vero) e Ibaka, ma non c'è stato nulla da fare. Alla fine 34 punti e 10 rimbalzi per Randolph, 20 e 13 per lo spagnolo. Per gli Oklahoma City Thunder il solito Kevin Durant, 33 e 11 rimbalzi, e un volenteroro Russell Westbrook da 29 punti non sono bastati. Stavolta è mancato l'apporto di Harden, solo 5 punti con 5 tiri. I Grizzlies hanno controllato la gara con autorità, senza soffrire mai la rimonta dei talentuosi ma sorpresi avversari, e hanno vinto una partita in trasferta che conferma la loro tenuta mentale. Appaluso a questa squadra che sta sorprendendo ma merita al 100% i grandi risultati che sta ottenendo.

Dopo aver giocato quattro disastrose gare di regular season contro i Boston Celtics, in Gara 1 della semifinale di Conference più attesa Dwyane Wade ha dimostrato che i playoff sono tutt'altra cosa. Il primo tempo l'ha letteralemnte dominato "Flash", che ha segnato 23 punti e consentito ai suoi di andare a riposo con 15 punti di vantaggio, 51-36. Nella ripresa è bastato controllare il tentativo di ritorno di Boston, a dire il vero poco convinto: molta confusione per i verdi di Doc Rivers, un buon inizio di Ray Allen ma poco più. Deludente Rajon Rondo, che non ha mai sfruttato il vantaggio tecnico e atletico su Mike Bibby. Molto male anche Kevin Garnett. Alla fine Wade è meritatamente risultato il dominatore di questa prima sfida, vinta dai Miami Heat 99-90 nonostante il tentativo di rimonta dei Celtics nel finale, ancora con le triple di Allen (alla fine 25 per lui con 9/13 dal campo).
Per quanto riguarda gli score, Wade ne ha messi 38, seguito da un sorprendete Jones con 25 (5/6 da tre, 10/10 ai liberi) e da James con 22. Per Boston abbiamo già detto di Allen, segnaliamo anche i 19 di un Pierce però non incisivo come in passato.