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domenica 1 gennaio 2012

Bynum torna e trascina i Lakers. I Thunder suonano la quinta.

Prima di tutto buon anno lettori di Buddy's Basketball Diaries, che sia un 2012 pieno di canestri emozionanti!

Andrew Bynum decisivo al ritorno
29 punti, 13 rimbalzi e 13/18 al tiro. Dopo le quattro grare di sospensione Andrew Bynum si è presentato allo Staples Center con questa prova e ha trascinato i Lakers alla vittoria 92-89 sui Denver Nuggets. Partita equilibrata e segnata più dalle palle perse e dagli errori che da giocate veramente spettacolari, anche se a tratti l'attacco gialloviola ha eseguito bene. Però i falli e la superficialità ha permesso ai Nuggets di stare sempre attaccati e addirittura andare avanti di 5 a pochi minuti dalla fien, grazie soprattutto a Nene e a un Harrington da 21 punti. Però nel finale ancora Bynum e la voglia di vincere di Kobe (17 punti con 10 rimbalzi e 9 preziosissimi assist) hanno permesso ai Lakers di andare avanti. Poi Gallinari, che ha marcato alla grande Bryant, a due secondi dalla fine ha sbagliato il più facile dei canestri del pareggio e la gara si è conclusa in favore dei padroni di casa. Discreto anche Gasol con 17 punti e 7/10 al tiro.
Kevin Durant si prende una mezza giornata di vacanza (12 punti con 4/11 al tiro) ma ormai gli Oklahoma City Thunder sono oliati come squadra e spazzano via i Phoenix Suns per 107-97, punteggio anche troppo stretto. Bene tutti, soprattutto un Russell Westbrook protagonista di alcune giocate di classe e potenza. Per Phoenix pochissima resistenza, i Thunder sono stati davvero troppo forti per loro.
I New York Knicks si risollevano dopo due sberle esterne andando a vincere a Sacramento per 114-92: ospiti sempre in assoluto controllo con i 23 di Anthony, i 22 di Chandler e i 21 di un ottimo Landry Fields. Stoudemire assente per un problema alla caviglia.
Ginobili pazzesco contro i Jazz
I San Antonio Spurs in casa non si fermano e strapazzano gli scassati Utah Jazz per 104-89: le danze come al solito le conduce Manu Ginobili, che ne mette 19 nel primo tempo e chiude con 23, dovuto da un bel 9/10 al tiro (5/6 da tre). Immenso, non ci sono altri aggettivi. Bella doppia doppia per Blair, così come quella del rientrante Jefferson tra gli ospiti.
Gli Houston Rockets infliggono la prima sconfitta agli Atlanta Hawks battendoli per 95-84: Smith e compagni provano a restare in scia per tutta la partita, ma la lucidità dei padroni di casa e le giocate sopraffine di Martin (27), Scola (21) e Budinger (17) non ammettono repliche. Altanta con quattro giocatori in doppia cifra, ma decisamente sotto il par rispetto alle prime tre gare.
I Detroit Pistons vincono la prima gara della stagione sconfiggendo gli Indiana Pacers 96-88 grazie a un Jerebko da 20 punti e 12 rimbalzi. Tutto il quintetto di partenza comunque va in doppia cifra e dimostra un discreto gioco di squadra. Per i Pacers 7/11 e 16 punti di Hill.
Chiudiamo con i Phladelphia 76ers che si impongono in trasferta schiacciando 107-79 i Golden State Wariors: dopo un brutto primo quarto si scatenano Williams (23) e Young (18) e per gli altri c'è poco da fare, se non opporre i 40 della coppia Curry/Lee, ma davvero poco altro.



domenica 3 luglio 2011

Quando eravamo re - Allan Houston

Allan Houston
Dopo i post dedicati a due grandi tiratori come Ray Allen e Reggie Miller, non poteva mancare il nostro personale omaggio alla shooting guard più competente e sfortunata della storia recente dei New York Knicks.
Undicesima chiamata al draft 1993, scelto dai Pistons con cui disputa tre stagioni a fasi più che alterne, Allan Houston diventa free-agent nel '96 e arriva nella Grande Mela. Primi due anni come guardia tiratrice in cui però la prima punta è Patrick Ewing. Houston gioca bene, i Knicks arrivano ai playoff ma prima la tremenda rissa con gli Heat e poi proprio Reggie Miller gli chiusono la strada nella post-season.
Poi arriva il '99: il tiro di Houston che decide Gara 5, decisiva nel primo turno contro gli "odiati" Miami Heat è ancora oggi storia di New York. Galvanizzati, i Knicks stendono gli Hawks e poi vanno in finale battendo gli strafavoriti Indiana Pacers con una serie di gare straordinarie: ancora mi ricordo le "Big L" di Larry Johnson dopo ogni tripla. New York è una squadra più che competente, con Ewing, Sprewell, Johnson e ovviamente Allan. Ottavi a Est e NBA Finals: magnifici.
In finale gli Spurs di Robinson e Duncan: senza Ewing e Johnson appiedati, è impossibile reggere il confronto. Houston, Sprewell e un giovanissimo ma fenomenale Marcus Camby sputano l'anima, ma il verdetto finale è 4-1 per le "Twin Towers" di San Antonio.
L'anno dopo finale di Conference, ma Reggie Miller stavolta vuole arrivare fino in fondo e si prende l'ultimo atto a suon di triple.
Da quel momento carriera in calando per un Allan Houston fisicamente mai al 100%, che con l'infortunio della stagione 2003/04 chiude praticamente la carriera.
Un tiratore come davvero ne ho visti pochi, freddo come il ghiaccio e sempre in controllo.
Ladies and gentlemen, Allan Houston:

sabato 30 aprile 2011

Playoff - Zach Randolph trascina i Grizzlies al secondo turno. Si chiude la dinastia dei grandi Spurs.


All'inizio sembrava una passeggiata per i Memphis Grizzlies, che sono andati subito sul 20-6 con una fisicità e un entusiasmo esponenzialmente maggiori del quintetto di partenza dei San Antonio Spurs. Duncan, Ginobili e Parker sembrano davvero non averne più. Tony Allen domina in difesa, recupera palloni su palloni, Randolph e la sorpresa Vasquez (entrato subito per Conley in crisi di falli) non sembrano contenibili. Però la risposta stavolta arriva dalla panchina degli Spurs: Bonner con le triple e Hill con i jump piazzati riportano San Antonio in gara, e il primo tempo si chiude con soli 4 punti di svantaggio. Anche la ripresa si muove sulla stessa partitura: Memphis controlla a livello fisico grazie anche a un Marc Gasol che sotto canestro è un fattore eccome. San Antonio sembra non farcela eppure è sempre ancora li, e quando Manu Ginobili mette il buzzer da oltre metà campo alla fine del terzo quarto si capisce che la gara è tutt'altro che conclusa, anche perché i titolari degli Spurs iniziano a dare segni di vita, soprattutto Parker. A quattro minuti dalla fine della gara McDyess mette il canestro del sorpasso, 80-79.
Da quel momento in poi però la gara è letteralmente dominata da Zach Randolph, che segna una serie di canestri impressionante e scava azione dopo azione il divario definitivo. 99-91 per i Memphis Grizzlies, 31 punti (16 nell'ultimo quarto) e 11 rimbalzi per il giocatore/franchigia di Memphis, doppia doppia fondamentale per Gasol. Per i San Antonio Spurs 23 per Parker, 16 per Ginobili, 12 e 10 rimbalzi per Duncan.
Appare a questo punto difficile da non capire: con questa sconfitta si chiude definitivamente la "dinastia" dei San Antonio Spurs, quella che ha portato al squadra di Gregg  Popovich a quattro gloriosi e strameritati titoli. Una squadra meravigliosa che vogliamo omaggiare con questo video:

giovedì 28 aprile 2011

Playoff - Che spettacolo a San Antonio! Thunder e Heat al secondo turno


Da dove cominciare per commentare una partita così emozionante come Gara5 tra Spurs e Grizzlies? Dalla volontà degli ospiti che non cedono di un centimentro e si trovano a condurre anche un match che potevano lasciar andare per giocarsi tutto in casa quella successiva? Oppure cominciare dalla classe immensa di Manu Ginobili, che segna 33 punti e un canestro alla fine che ha dell'incredibile? Oppure ancora dalla forza mentale della matricola Gary Neal (si, quello un po' sciagurato di Treviso...), che mette la tripla del pareggio allo scadere? Alla fine gli Spurs l'hanno spuntata all'overtime 110-103, e potrebbero aver trovato l'esaltazione necessaria per andare a vincere a Memphis. Ma questa partita è senza dubbio una perla assoluta, da vedere e rivedere, a prescindere da chi passerà il turno. Per i Grizzlies 26 di Randolph, 20 di Conley, mentre per San Antonio vanno citati anche i 24 di Tony Parker.
Gli Oklahoma City Thunder sconfiggono i Denver Nuggets 100-97 e vincono la serie 4-1. La storia è stata quella delle altre partite: gli ospiti giocano bene di squadra e mettono tutti a referto. Però dall'altra parte c'è LA PRIMA PUNTA per eccellenza, Kevin Durant, che in una giornata pessima per Westbrook recupera lo svantaggio praticamente da solo, serve a Harden la tripla del pareggio, mette un canestro più fallo da antologia per il sorpasso, chiude con 41 punti e un ultimo quarto di quelli che possono farlo paragonare ancora una volta (e per me a buon diritto) a Michael Jordan.
I Miami Heat hanno battuto 97-91 i Philadelphia 76ers e chiuso anche loro la serie 4-1. Gara decisa dai tiri liberi nel finale, dove i padroni di casa hanno mantenuto la freddezza necessaria per prevalere. Heat comunque ancora lontani da un gioco che possa permettere loro di affrontare con sicurezza i Celtics nel prossimo turno. Comunque 26 di Wade, 22 di Bosh e 20 importanti di Chalmers con un bel 6/12 da tre.

martedì 26 aprile 2011

Playoff - Spurs con le spalle al muro, Dallas risorge.

I Memphis Grizzlies sconfiggono ancora i San Antonio Spurs, stavolta con un perentorio 104-86, e si portano sul 3-1 nella serie più sorprendente del primo turno. Partita equilibrata nel primo tempo, con la fisicità e l'entusiasmo dei padroni di casa contrastato dall'esperienza degli uomnii di Popovich. All'inizio del secondo tempo i Grizzlies provano a scappare una prima volta, si portano sul + 12, ma Ginobili, Duncan e Parker tengono botta. Quando però c'è un secondo tentativo di allungo all'inizio dell'ultimo periodo gli Spurs non ne hanno più, e la panchina dimostra di  non avere la forza mentale e l'esperienza necessaria per supportare i senatori stanchi, nonostante gli sforzi comunque ammirevoli di Splitter, Neal e Hill.. Così Memphis allunga e non si volta più indietro, fino al trionfo finale. Trascinatore in attacco stanotte è stato Conley, con anche Arthur attivissimo da entrambi i lati del campo. Per gli Spuirs 23 di un Parker volenteroso e 14 per Ginobili, ma soltanto 6 per Duncan visibilmente affaticato e in difficoltà contro gliocatori adesso più atletici.
Dopo la tremnda sconfitta in Gara4 a Portland, in cui erano in vantaggio anche di 23 punti, i Dallas Mavericks rialzano (sorprendentemente...) la testa e vincono Gara5 in casa 93-82. Partita equilibrata fino alla fine del terzo periodo, quando con le giocate di Terry e Nowitzki i padroni di casa hanno scavato il solco decisivo. Fondamentale stanotte è stato il contributo a rimbalzo di Tyson Chandler: 20 rimbalzi di cui 13 in attacco, che hanno garantito secondi possessi nei momenti topici dell'incontro. Da rimarcare anche i 25 punti di Dirk e i 14 assist di Jason Kidd. Per i trail Blazers Miller e Wallace sgli scudi, sotto il par invece LaMarcus Aldridge.
I Denver Nuggets vincono 107-104 Gara4 contri gli Oklahoma City Thunder ed evitano il "cappotto": finalmente importante la prova di Danilo Gallinari, autore di 18 punti con 3/4 da tre. Il top scorer per i Nuggets è stato comunque Ty Lawson, che ne ha messi 27. Per gli ospiti 61 punti con 48 tiri per la coppia Durant/Westbrook. Serie comunque saldamente in mano ai Thunder, in vantaggio 3-1.

domenica 24 aprile 2011

Playoff - Portland, che rimonta! Grizzlies e Thunder dettano legge.


Gara 4 tra Portland Trail Blazers e Dallas Mavericks ha evidenziato ancora una volta il DNA specifico di queste due franchigie. I Blazers non mollano mai, si rialzano dopo qualsiasi canestro, dopo qualsiasi infortunio, dopo qualsiasi sconfitta. Dall'altra parte i Mavericks non possono essere sicuri della vittoria neppure sopra di venti punti. Già, perché alla fine del terzo quarto i Mavericks stavano 61-41 a Portland, con Roy fuori praticamente tutto il primo tempo per una botta subita da Stojakovic. E invece il piccolo grande "uomo d'argilla" dei Trail Blazers ha preso in mano la squadra e l'ha guidata ad una rimonta storica. 18 punti nell'ultimo quarto, col gioco meraviglioso da quattro punti all'ultimo minuto che ha dato l'82 pari. Poi il canestro del sorpasso in penetrazione-arresto e tiro, quello con cui ha squassato la difesa dei Mavericks. Brandon Roy ha compiuto un'impresa eroica, sicuramente la più grande della sua fin'ora travagliata carriera. 84-82 per Portland, con tutti che hanno contribuito alla grandiosa vittoria. Per Dallas una sconfitta pesantissima che di sicuro apre la porta non solo ai fantasmi del passato, ma alla condizione mentale perennemente fragile di questo team. Adesso la serie è 2-2, si torna a Dallas.
I Memphis Grizzlies stanno sfruttando al meglio la loro prestanza fisica, la loro voglia di correre, l'atletismo che i più compassati ed esperti Aan Antonio Spurs al momento non hanno. Avanti tutta la partita, i Grizzlies hanno mandato a segno praticamente tutti e ruotato intorno a un Zach Randolph da 25 punti. Gli Spurs però hano tenuto botta soprattutto grazie a un Manu Ginobili che, infortunio o meno, botte subite o meno, è continuato ad andare dentro col motorino e ha tenuto i suoi a galla. Poi l'azione che non ti aspetti, tripla decisiva di Randoph da fermo a 40 secondi dalla fine per il + 5. 91-88 finale per i Grizzlies, che adesso conducono 2-1. Gara 4 a questo punto appare decisiva.
I Denver Nuggets continuano a giocare come una squadra unita, che però non ha una prima punta in grado di metterne magari 30 e portare i suoi alla vittoria. Per gli Oklahoma City Thunder invece ci sono Kevin Durant, Russell Westbrook e stanotte anche Serge Ibaka, che ha piazzato 22 punti e catturato 16 rimbalzi. 26 punti invece per KG e 23 per il playmaker dei Thunder. Gli ospiti vincono 97-94, si portano sul 3-0 e chiudono virtualmente una serie che onestamente avremmo immaginato più combattuta. Gallinari soltanto 6 punti in 18 minuti. Ma comunque complimenti ai Thunder, che si stanno dimostrando una squadra già matura e pronta al grande salto. Se i Grizzlies dovessero compiere l'impresa (adesso non impossibile) contro gli Spurs, i Thunder potrebbero davvero vedere la finale di Conference.
In una partita meno importante delle altre i Chicago Bulls hanno concesso il punto dell'orgolio agli Indiana Pacers: 89-84 con 24 e 10 rimbalzi di Danny Granger.

giovedì 21 aprile 2011

Gara 2 - Bynum e Odom tengono a galla i Lakers, anche gli Spurs pareggiano i conti.


I Lakers non hanno ceramente giocato una partita memorabile contro i New Orleans Hornets, ma la vittoria per 87-78 ha almeno evidenziato che sono scesi in campo con la carica giusta. Anzi, Bryant, Artest e compagni hanno picchiato duro, hanno messo subito in chiaro che sarebb stata una gara fisica, da "duri", e hanno approfittato della loro superiorità di tonnellaggio. La gara è stata portata in porto da Andrew Bynum coi suoi 17 punti e 11 rimbalzi, da Artest e la sua presenza costante, da un Odom evidentemetne galvanizzato dal premio come miglior sesto uomo dell'anno. Bryant e Gasol decisamente sotto la loro media, ma comunque la reazione dei Lakers, almeno a livello emotivo, c'è stata. Anche la panchina ha fatto il suo con un gioco non sciolto ma aggressivo, concentrato, "cattivo".
Per gli Hornets bene l'ex Trevor Ariza (22 punti) e il solito Chris Paul, ma senza chili da opporre agli avversari c'era poco da fare quando le maglie della difesa si sono strette. Male Belinelli con 4 punti e 2/9 al tiro, ma contro Ron Artest è decisamente una gara impari.
Per la rivincita contro i Grizzlies torna Manu Ginobili, che ci mette tutta l'energia disponibile e l'esperienza del campione. Alla fine 17 punti per lui e un paio di rubate e contropiede da antologia. Memphis però continua a giocarsela senza paura, risponde canestro su canestro, e si arriva nuovamente punto a punto, dove un Duncan nell'ultimo quarto fa la voce grossa con un paio di canestri da giocatore di razza (16 punti e 10 rimbalzi alla fine per il centro). Entrambe le franchigie hanno giocato di squadra, costruendo attacchi capaci di variare soluzioni e marcatori. Il 93-87 finale per i padroni di casa testimonia un equilibrio che non ci saremmo decisamente aspettati. 1-1 e si va a Memphis.
Gli Oklahoma City Thunder strapazzano i Denver Nuggets 106-89 in gara 2 e mettono una seria ipoteca sul passaggio del turno. Il primo quarto finisce 29-10 e chiude già la gara. Ospiti stritolati da difesa e contropiede, con Harden e Sefolosha (per me miglior difensore dell'anno con buona pace di Howard...) sugli scudi. La musica non cambia più, il vantaggio non scende mai sotto la doppia cifra e i Thunder controllano agevolmente. Alla fine anche Durant e Westbrook si riposano, rispettivamente con 23 e 21 punti. Benissimo tutta la squadra. Per i Nuggets il ventello di Lawson e qualcosa dalla difesa, ma la mazzata subita nelle due gare dimostra lo squilibrio di valori, anche questo abbastanza inaspettato. Gallinari maluccio con 7 punti e 3/9 al tiro in 37 minuti di parquet. 

lunedì 18 aprile 2011

Gara 1 - Spurs e Lakers sorpresi, Ray Allen e Durant senza limiti.


Continuano le sorprese in questo inizio dei playoff.
I Los Angeles Lakers nella loro versione pantofolaia, quest'anno fin troppo ammirata, si fanno battere allo Staples Center 100-109 dai resti dei New Orleans Hornets. O meglio, dal genio cestistico assoluto di Chris Paul, a cui nessuno ha saputo trovare un rimedio per 48 minuti filati. 33 punti, 14 assist, 7 rimbalzi e 4 palle recuperate per CP3, dominatore assoluto della gara. Per i Lakers non pervenuti in maniera onestamente imbarazzante Gasol e Odom, proprio quando di fronte avevano un reparto lunghi alla loro portata ad essere eufemistici. E invece Okafor, Landry e la riserva Gray hanno fatto bello e catttivo tempo sotto canestro, così come Jarrett Jack contro le altrettanto deludenti riserve dei Lakers. Per i gialloviola Kobe Bryant ha piazzato 34 punti tenendo la squadra a galla per tre quarti, ma nelle fasi finali ha sbagliato praticamente tutti i tiri, forzando molto. C'è da dire che, a parte Artest e Bynum, nessuno stava letteralmente giocando...
Assente Manu Ginobili per l'infortunio al gomito, i San Antonio Spurs cedono a sorpresa 98-101 a dei clamorosi Memphis Grizzlies. Nonostante una gara portentosa di Tim Duncan, 16 punti con 8/13 al tiro e 13 rimbalzi catturati, i lunghi degli ospiti hanno sfornato una gara stratosferica: 25 e 14 rimbalzi per Randolph, 24 e 9 per Marc Gasol. Benone anche Conley e Battier che mette la tripla decisiva dopo che nel terzo quarto i padorni di casa avevano ragiunto un vantaggio anche in doppia cifra.
La serie tra Celtics e Knicks si apre in maniera esaltante: i "duri" impongono subito le regole. Stratosferico Amare Stoudemire nel quarto quarto, che alla fine raccoglie 28 punti e 11 rimbalzi. Ma i Celtics mettono in campo un Garnett che non arretra mai e poi mai (15 e 13 rimbalzi), Pierce ne aggiunge 18, e soprattutto He Got Game, Ray Allen, che ne segna 24 e la bomba decisiva, imperiale, a 11 secondi dalla fine. Gara tesissima, stupenda, di quelle che meritano di essere viste e riviste. 87-85 per i Celtics il risultato finale.
Ultima partita della giornata il 107-103 con cui gli Oklahoma City Thunder hanno superato i Denver Nuggets. Match molto tirato, in cui una chiamata arbitrale discutibile ha concesso un canestro irregolare a Perkins a pochi secondi dalla fine. Comunque è meglio parlare delal prova immensa di Kevin Durant: 41 punti con 22 tiri, un controllo tecnico della partita come al momento non ce ne sono nella Lega. Fenomenale, lucido, sempre decisivo. Non c'è niente da fare, è lui il mio MVP. Ed accanto ha un altrettanto magnifico Russell Westbrook, autore di 31 punti e di canestri monumentali. Per Denver grandissima prova di Nene, 22 punti con 9/11 dal campo. 18 punti per Danilo Gallinari, che però in alcuni momenti ha forzato troppo alla ricerca del fallo. Comunque Gara1 è stata fantastica, la serie si preannuncia di quelle che ci faranno godere.

domenica 10 aprile 2011

Ty Lawson, che nottata!

Cinque gare notturne, nessuna di particolare importanza ai fini delle classifiche e delle posizioni nella griglia dei playoff.
Allora segnaliamo la strepitosa giornata al tiro del playmaker dei Denver Nuggets Ty Lawson (foto), che nella vittoria 130-106 contro i Minnesota Timberwolves ha piazzato 37 punti con un clamoroso 10/11 da tre, ed ha fatto anche il recordo di triple di fila in una gara. Altri suoi sette compagni in doppia cifra, ma non Danilo Gallinari che ha messo solo tre punti e giocato solo 10 minuti. Un lieve infortunio, niente di grave, magari meglio così: si riposa per le sfide che contano.
San Antonio Spurs in salute, continuano la striscia positiva battendo gli Utah Jazz 111-102 con 20 punti di Richard Jefferson e altri 6 giocatori sopra i 10.
I Milwaukee Bucks superano 108-101 i Cleveland Cavaliers: 32 punti di Salmons con 14/18 dal campo.
Gli Houston Rockets strapazzano i Los Angeles Clippers 99-78 con finalmente un Dragic (una delusione personale molto cocente) che gioca dignitosamente e piazza 14 punti, 10 rimbalzi e 7 assist.
Washington Wizards a valanga sulla squadra più insensata della Lega, gli Atlanta Hawks: 115-83 con 23 punti di Blatche. Ma come fanno gli Hawks a deludere sempre e comunque e poi andare ai playoff? Con quel potenziale è irritante vedere Johnson, Smith, Horford, Crawford e gli altri fare il compitino minimo e dimostrare nessuna volontà di eccellere. Decisamente franchigia che deve cambiare passo.

sabato 2 aprile 2011

April's Fool: i giochi si riaprono!

Sono state proprio le 13 gare disputate il primo di aprile a decretare ufficialmente che, sia a Est che a Ovest, tutto è nuovamente in ballo.
I San Antonio Spurs ci mettono del loro, entrano in crisi nera proprio quando c'era da tirare la volata finale, perdono la sesta consecutiva all'overtime a Houston e adesso hanno i Lakers a una partita e mezzo.
Stanotte il 114-119 contro i Rockets ha dimostatro che il trio di grandi "veterani" Duncan/Parker/Ginobili da garanzie (77 punti in 3) ma è il resto della squadra ad essere sceso totalmente di tono. Alla fine i 33 di Kevin Martin, la doppia doppia da 21 e 14 di Scola e altri cinque in doppia cifra hanno deciso la gara.
I Lakers ne approfittano vincendo in casa dei Jazz 96-85 con una notevole prova di squadra: 5 in doppia cifra, e se anche il "venerabile maestro" Derek Fisher ne mette 15 con 6 tiri allora significa che la franchigia è pronta eccome! Decisivo il terzo quarto, finito 29-16 per i gialloviola, che nel prmo tempo erano andati sotto anche di 16 punti.
Nella Eastern Conference è arrivato  il sorpasso che davvero può cambiare ogni equilibrio. I Boston Celtics perdono 83-88 ad Atlanta dopo essere stati in vantaggio per tutta la gara: il 15-26 dell'ultimo periodo apre ufficialmente la crisi dei verdi. Alla fine rende solo un Paul Pierce da 25 punti, gli altri tutti deludenti. Per gli Hawks i 20 di Crawford e la doppia doppia di Horford risultano decisive. I Miami Heat mettono finalmente la freccia del sorpasso vincendo in casa dei Timberwolves 111-92 con 32 di Wade, 27 di James e 24 di Bosh. Al primo posto a Est rimangono comunque saldi i Chicago Bulls, che passano a Detroit 101-96 con 27 di Derrick Rose e 22 di Carlos Boozer. Inutili i 30 di Richard Hamilton.
Per quanto riguarda la questione playoff bella la vittoria dei Memphis Grizzlies in casa dei New Orleans Hornets per 93-81:  28 e 10 rimbalzo di Zach Randolph, ma soprattutto un ottavo posto sempre più sicuro. Bene Marco Belinelli, autore di 14 punti e un 5/9 dal campo.
I Denver Nuggets nel terzo quarto stritolano i Sacramento Kings e si impongono in trasferta per 99-90: Gallinari non tira benissimo, 4/13, e mette solo 9 punti. Però aiuta la squadra a girare a meraviglia, e altri 6 dei suoi compagni anche grazie al suo lavoro vanno in doppia cifra. i Portland Trail Blazers si impongono sugli Oklahoma City Thunder per 98-91 grazie soprattutto ai 32 punti del loro faro LaMarcus Aldridge. Durant 25 con 11 rimbalzi, Harden 21, Westbrook 16 per gli ospiti.
I Philadelphia 76ers cementano il sesto posto nella Eastern Conference superando i New Jersey Nets 115-90 con 22 di Young e 21 del redivivo Elton Brand. Lo stesso fanno gli Indiana Pacers col loro ottavo posto. Vittoria 89-88 contro i Milwaukee Bucks nonostante i 20 punti di Brandon Jennings. Li aiutano in qualche modo gli Orlando Magic, che battono i Charlotte Bobcats 89-77 con i 26 e 14 rimbalzi di Howard, ordinaria amministrazione. Infine i Washington Wizards battono i Cleveland Cavaliers 115-107 con 36 di Blatche e 25 di McGee.

sabato 19 marzo 2011

Gli Spurs passano a Dallas, LeBron James tuona contro Altanta.

Dodici el gare notturne.
Il big match è stato sicuramente Dallas Mavericks- San Antonio Spurs, conclusosi con la vittoria degli uomini di Popovich per 97-91. Sempre avanti anche in maniera abbastanza consistente, gli Spurs si fanno raggiungere sul 60 pari nel terzo quarto, ma subito ingranano nuovamente le marce alte e non si voltano più indietro. Protagonisti i tre "senatori" Parker con 33 punti, Manu Ginobili devastante nel finale con 25 punti, Tim Duncan con 22. Per i Mavericks, che stanno sicuramente passando un periodo non brillante,  sono arrivati i 23 del solito, maestoso Dirk Nowitzki.
Al secondo posto a Ovest si sono quindi comodamente sistemati i Los Angeles Lakers, vittoriosi sui Timberwolbes 106-98. Gara a dire il vero non esaltante dei gialloviola, che non riescono a scrollarsi di dosso gli avversari meno capaci grazie soprattutto all'esuberanza di Michael Beasley (18p), tanto che nell'ultimo periodo Andrew Bynum con un fallo tremendo lo stende. Espulsione sacrosanta per il centro dei Lakers, reo di un gesto abbastanza indegno. Comunque i Lakers riescono a prevalere nel finale con Fisher in penetrazione e una tripla di Odom. Alla fine 25 di Gasol, 10 e 14r di Bynum, buon contributo di tutta la panchina.
A Est i giochi si fanno sempre più interessanti: i Bulls perdono al supplementare in casa dei Pacers per 108-115 nonostante il recupero da -16 nell'ultimo quarto e soprattutto i 42 punti  di Derrick Rose. Non ne approfittano però i Boston Celtics, massacrati a Houston 77-93 (punteggio anche clemente...) dalla coppia Martin/Lowry che ne mette 45. Si riavvicinano così i Miami Heat, trascinati stavolta da LeBron James: 43 punti con 21 tiri nella vittoria 106 a 85 ad Atlanta. Vale la pena spendere due parole sugli Hawks, che nonostante il record di 39-30 sono a mio avviso la squadra più deludente dell'anno, incapace di imporsi con le grandi e anonima a livelli esacerbanti.
Bella anche la vittoria degli Orlando Magic, che con il buzzer di Jameer Nelson battono i Denver Nuggets 85-82. Nota positiva il ritorno di Danilo Gallinari, che ha messo 17 punti con 10/11 ai liberi.
Continuano a deludere gli altalenanti New York Knicks, sconfitti nel finale a Detroit 95-99: Anthony malissimo, ventello di Stoudemire e Douglas, i Pistons alla fine vincono con il contributo della panchina.
Continua il grande momento degli Oklahma City Thunder che sconfiggono i Charlotte Bobcats 99-82 con 25 di Kevin Durant, 21 di Harden (miglior sesto uomo?) e 18 di Westbrook.
I Philadelphia 76ers vincono a Sacramento 102-80 senza patire problemi, i Raptors battono i Wizards 116-107 con 33 in 15 tiri di un ispirato Andrea Bargnani e 30 di DeRozan.
I Milwaukke Bucks si impongono sui New Jersey Nets 110-95 con 26 di Delfino e 25 di Salmons. I Phoenix Suns infine passano i Golden State Warriors 108-97 con 17 e 10 assist di Steve Nash rientrato.
   

domenica 6 marzo 2011

I Lakers stravincono a San Antonio, Chicago affonda ancora i Miami Heat.

I Los Angeles Lakers riallungano le mani sul campionato NBA.
L'avevamo scritto nel post di commento a Spurs-Heat di venerdì scorso: San Antonio può essere messa in difficoltà dando palla sotto, controllando i tabelloni a rimbalzo, chiudendo le linee di passaggio per gli esterni. I Lakers hanno fatto proprio questo e il risultato è stato devastante: 34-13, poi 65-37, poi 81-52, infine 99-83 . Dopo 22 sucessi casalinghi di fila, Duncan, Ginobili, Parker e il resto della squadra si trova secondo me quasi del tutto annullato il vantaggio sostanziale che avevano costruito alla grande per tutta la stagione: questi Lakers possono venire all'AT& T Center e vincere facilmente, addirittura dominare. Ci sono partite che contano relativamente, questa invece può far davvero saltare il vantaggio psicologico dell'avere il fattore campo amico in un'eventuale finale. I Lakers visti oggi secondo me hanno spaventato tutti, non soltanto nella Western Conference. Bynum ha dominato la gara con soltanto 2 tiri (per altro segnati) e 17 rimbalzi, Bryant ne ha piazzati 26, Gasol esiziale nel primo tempo ne ha aggiunti 21 addirittura con una tripla. Artest concentrato, Brown come al solito atletico, Odom lucido, si è rivisto finalmente anche Barnes. 


Addirittura più che il risultato contano altri fattori in questa Miami Heat-Chicago Bulls 86-87.
Prima di tutto la personalità: la squadra dei Big Three doveva spaccare la Lega, e invece si fa imporre il sistema di gioco da qualsiasi squadra minimamente attrezzata gli si preseneti contro. Orlando Magic, San Antonio Spurs e stasera i Chicago Bulls a dimostrarlo.
Vanno all'intervallo col vantaggio di 9 punti, segnando la cifra discreta di 49 contro la difesa competente dei Tori, e nel secondo tempo ecco che la loro personalità fragile li tradisce nuovamente: gioco stagnante, troppi isolamenti e testardaggini, non si sa chi deve comandare l'azione, mai un cambio di lato e quelle poche volte che è successo alcuni tiratori si sono fatti trovare impreparati, vedi Miller. Così i Bulls hanno imposto il loro gioco a metà campo, hanno come al solito contato sui rimbalzi in attacco e le seconde possibilità, hanno lasciato il pallino del gioco a Rose e Deng. E gli Heat li a subire, senza opporre un minimo di sistema contrario.
Altra questione: James ha sbagliato l'ennesimo tiro della vittoria. Ma affidarli anche a Wade questi tiri? O ancora meglio a uno degli altri giocatori sempre costantemente liberi? Chissà quanto si sentirà frustrato un membro dei Miami Heat che  però non fa parte del sottogruppo dei Big Three! Comunque quarta sconfitta di fila per la squadra di Spoelstra (anche se sua non sembra proprio...), terzo posto ad Est e un morale che sembra al momento piuttosto basso. Se LeBron, Dwyane e Bosh non si decidono a cercare di eseguire qualche schema offensivo, la stagione appare già adesso da buttare.

sabato 5 marzo 2011

San Antonio Spurs- Miami Heat 125-95: approfondimento


Ginobili che ruba il tempo all'avversario seguendo la traiettoria della palla a due e va a mettere in sottomano il 2-0 per gli Spurs.
La partita è finita dopo 5, 6 secondi al massimo.
Però di considerazioni da fare ce ne sono.
Prima questione: il nuovo sistema di gioco di San Antonio è stato esaltato da una difesa di Miami che in penetrazione non ha tenuto un singolo primo palleggio. Quante volte abbiamo visto gli scarichi di Manu o Parker per il tiratore libero dopo aver batutto facilmente l'uomo in penetrazione? Tutte praticamente. 
Certo poi Bonner e compagni dovevano metterla, ma se Bibby e gli altri avessero saputo contenere un minimo gli esterni quei palloni non sarebbero arrivati coi tempi giusti e la musica sarebbe cambiata. Miami continua a non avere un sistema offensivo e secondo me l'innesto di Bibby in difesa sarà un problema.
San Antonio Spurs perfetti ieri, ma alcune zone in cui possosono essere messi in difficoltà si sono intraviste. Secondo me se Miami avesse avuto un centro vero, in grado di farsi sentire a rimbalzo, la partita poteva anche rimetterla in piedi (non per froza vincerla comunque, sia ben chiaro). Nel secondo quarto James più convinto a rimbalzo ha messo un paio di canestri seguiendo il suo o gli errori altrui. Gli Spurs non controllano con totale sicurezza i tabelloni, contro Lakers o Celtics possono andare in difficoltà.
Come contenere allora gli Spurs? Sembra quasi un paradosso dirlo, ma forse concedendo tiri e possessi a Duncan, McDyess e Blair e chiudendo le linee di scarico. Non facilissimo, anche perché San Antonio segna copn tutto il roster a disposizione, ma adattare una "nuova" idea di difesa al "nuovo" cocnetto di attacco di Popovich potrebbe essere fondamentale. Un Duncan da 20 tiri a partita nei playoff potrebbe stancarsi e molto, e andare sotto. E poi Blair, Hill, Neal e Bonner (come ha fatto notare la coppia Tranquillo/Buffa nel commento della gara) saranno così freddi e precisi anche nella post-season? Possibile ma non semplicssimo.
Insomma, i San Antonio Spurs sono una squadra oliata a puntino adesso, ma non sono a mio avviso imbattibili. E anche contro gli Heat (onestamente una tragedia cestistica di squadra) dietro la prova scintillante un pizzico lo hanno dimostrato.

Gli Spurs umiliano Miami, Chicago passa a Orlando.



11 match giocati stanotte.
"Texas Toast" titola in maniera molto divertente Yahoo Sports riguardo la schiacciante vittoria dei San Antonio Spurs su Miami Heat. Un 125-95 che proprio non ammette repliche.
Come commentare un risultato del genere? Probabilmente con una considerazione. Se prendiamo il secondo tempo con Orlando e la gara di stanotte gli Heat hanno preso 175 punti in meno di una partita e mezzo. Se la difesa inizia a concedere tutto questo significa niente campo aperto per James, Wade e compagni, ed è di quello che l'attacco vive, perché col gioco a metà campo non ci siamo neppure lontanamente. Se gli Heat non difendono, non c'è alcuna speranza. Il primo quarto della disputa si è chiuso 36-12 per i padroni di casa, guidati dal rientrante Tony Parker (ma non doveva stare fuori un mese?): questo la dice lunga sull'approccio alla gara da parte delle due contendenti.
Intanto i Boston Celtics allungano battendo 107-103 i Golden State Warriors: 27 per Pierce e Allen, 16 assist per Rondo, Jeff Green comincia a inserirsi per bene, lo dimostrano i 21 di stanotte. Epica la gara di Monta Ellis, autore di 41 punti. Bene anche Lee con 26 e 12.
Avevo scritto in un post precedente che Chicago per puntare davvero alla leadership a Est avrebbe dovuto trovare succesi in trasferta. La vittoria notturna a Orlando 98-81 è un ottimo biglietto da visita per almeno 2 motivi: 1) Era uno statement game abbastanza importante 2) Ha fermato a 81 l'attacco di Orlando. La difesa dei Tori comincia davvero a impensierire l'NBA. 
I Dallas Mavericks sconfiggono gli Indiana Pacers 116-108 con i 29 di Dirk Nowitzki (10/12 dal campo) e i 21 di Jason Terry. Bene anche i Los Angeles Lakers, che superano allo Staple Center i Charlotte Bobcats 92-84 con una difesa ancora più che competente. 27 di Bryant con però troppi tiri (25), controllo dei rimbalzi dei i tre lunghi (38).
Clamorosa e inquietante sconfitta casalinga dei New York Knicks: 115-119 contro i Cleveland Cavaliers, alla loro 11° vittoria di fila su Anthony & Co. Fuori Billups infortunato, Stoudemire ne ha messi 41, cementati dai 29 di Anthony, ma i Cavaliers rimontano nel finale e una tripla di Williams chiude i conti a pochissimi secondi dalla fine.
Durant scende regolarmente in campo, col "gemello" Westbrook ne combina per 57 e gli Oklahoma City Thunder vincono ad Atlanta 111-104 nonostante la bella prova di Johnson e del neoacquisto Hinrich.
 Anche i New Orleans Hornets vincono in trasferta, precisamente in casa dei Memphis Grizzlies, per 98-91. Marco Belinelli torna in quintetto e piazza un notevolissimo 6/7 per 14 punti. Ma a dominare la gare è il folletto Chris Paul, autore di 23 punti e 14 assist. I Phoenix Suns passano a Milwaukee 102-88 con il ventello di Frye e Pietrus, aiutati dai 13 assist di Nash.
I 76ers sorpassano i Timberwolves 111-100 con Iguodala  e Brand. Kevin Love 21p e 23r, maestoso.
Chiudiamo con la prima gara di regular season nella storia dell'NBA ad essere giocata in Europa: a Londra i New Jersey Nets hanno sconfitto i Toronto Raptors 116-103 in un match che non verrà ricordato nella storia di questo sport se non appunto per l'ambientazione: 25 per Lopez, doppia doppia corposa per Humphries, belli i 30 di DeRozan e discretii 23 di Bargnani che però il ferro ormai lo vede solo da lontano. Abbastanza inspiegabile.

venerdì 18 febbraio 2011

Grande nottata per Derrick Rose e Dirk Nowitzki

Due sole le gare giocate prima che parta la baraonda dell'All-Star Game di Los Angeles.
I Chicago Bulls hanno sconfitto i San Antonio Spurs 109-99, controllando la partita con un Derrick Rose che ha preferito stavolta più diventare terminale offensivo della squadra che playmaker al servizio dei compagni. Il risultato? "Solo" 8 assist ma 42 punti, che sommati ai 19 di Deng e ai 15 di Boozer alla fine hanno fatto la differenza. Dall'altra Tony Parker ha provato a contrastare lo strapotere di Rose e ne ha piazzati 26, aiutato da Neal, Ginobili, Duncan e Jefferson, tutti in doppia cifra. Però allo Ubited Center di Chicago quest'anno sembra difficile passare, i Bulls stanno diventando una squadra che in casa riesce a dettare il proprio gioco e i propri ritmi. Saranno un avversario ostico per chiunque ai playoff, a il ritorno imminente di Noah non potrà che giovare al già ottimo sistema difensivo di coach Thibodeah.
I Dallas Mavericks passano a Phoenix 112-106 con un Dirk Nowitzki da antologia: 35 punti con 13/18 al tiro e 3/3 da dietro l'arco. Se aggiungiamo la doppia cifra di Stojakovic, Marion, Chandler e Terry, i 12 rimbalzi del centro e lo stesso numero di assistenze del playmaker, ecco che ne escono fuori dei Mavericks sciolti in attacco, capaci di varie soluzioni offensive, molto pericolosi anche loro in atesa del ritorno di Caron Butler, altro realizzatore da non sottovalutare. I Suns hanno opposto un Channing Frye in un buon momento (24 punti) e i 14 assit di Steve Nash, che vede compagni liberi per il tiro anche quando non ci sono. Genio puro.

lunedì 8 novembre 2010

Quando eravamo re - Manu Ginobili

Il folletto di Bahìa Blanca ha scritto la storia del basket europeo prima con la Virtus Bologna di Ettore Messina e poi quello mondiale con i San Antonio Spurs di Gregg Popovich.
In Europa ha conquistato un campionato e un Eurolega con la Kinder, nell'NBA tre titoli con gli Spurs da assoluto protagonista.
E poi l'Oro con l'Argentina all'Olimpiade di Atene nel 2004, forse il titolo più bello e soprendente.
In era moderna non ho mai visto un giocatore più coraggioso: anche adesso a 33 anni e una carriera alle spalle, quando Manu decide di andare al ferro va e basta. Ricordo una serie di playoff contro i Denver Nuggets in cui sistematicamente veniva piallato al suolo su ogni penetrazione, e lui continuava ad attaccare a testa bassa, non importa chi ci fosse davanti. Nel video qui sotto solo alcune delle perle cestistiche di un grande, grandissimo di questo sport.