Prima gara all'American Airlines Arena tra Miami Heat e Chicago Bulls, fermi sull'1-1 dopo le due partite disputate a Chicago.
Il primo quarto è di quelli arcigni, dove le difese più che competenti delle due squadre la fanno da padrone. Basta pensare che a metà del secondo quarto la gara era 27-25 per gli Heat. Chris Bosh esordisce nella partita con uno 0/3 al tiro, poi però comincia a tagliare forte verso il canestro e seminare i diretti marcatori. Da quel momento metterà un clamoroso 13/15 dal campo, aggiungendo un 8/10 dalla lunetta, per i 34 punti finali che decideranno la gara in favore di Miami. Derrick Rose comunque tiene in partita si suoi, che restano a contatto senza perdere quasi mai colpi. A metà del terzo periodo il play dei Bulls mette addirittura il canestro del vantaggio, 51-50. Poi però Bibby e Wade aprono un break importante, portando i padroni di casa sul +7. Nell'ultimo periodo le squadre si ribattonno canestro su canestro, ma gli Heat rimangono sempre in vantaggio, oscillante tra i 4 e gli 8 punti. A metà del quarto però i Bulls non sembrano averne più, e Miami continua pian piano ad allungare fino al +12 di James in contropiede. I Bulls non rientrano più, e Miami chiude 96-85 e si porta sul 2-1.
34 punti per Bosh come detto, a cui si sono aggiunti i 22 punti e 10 rimbalzi di LeBron James e i 17 di Wade che però ha tirato molto male. Per i Bulls Boozer 26 punti e 17 rimbalzi di cui ben 7 in attacco, Rose 20 ma con 19 tiri, non benisismo Deng con 14, opttimo Gibson con 5/6 dal campo e tanta energia, come al solito.
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lunedì 23 maggio 2011
venerdì 22 aprile 2011
Gara 3 - Portland non si arrende, Chicago e Miami vanno sul 3-0
I Portland Trail Blazers non si arrendono allo 0-2 subito a Dallas e con una partita delle loro per intensità e furore agonistico sconfiggono i Dallas Mavericks 97-92. Protagonista della gara Wesley Matthews, che segna 25 punti con un portentoso 8/12 dal campo (4/6 da tre punti). LaMarcus Aldridge ne aggiunge 20 mentre un Brandon Roy finalmente competitivo ne ha segnati altri 16. Per i Mavericks Jason Terry ha spezzato la difesa avversaria con 29 punti e 10/13 dal campo, mentre Dirk Nowitzki ha piazzato 25 punti con però 21 tiri.
I Chicago Bulls passano 88-84 in casa degli Indiana Pacers e si portano su un 3-0 che sa di passaggio del turno. Gara comunque combattuta, con Granger e compagni che proprio non vogliono arrendersi. Non sono mancate le grandi azioni difensive e anche qualche colpo più duro del solito, vedi Jeff Foster su D-Rose. Come al solito si arriva pari a pochissimi secondi dalla fine, e allora Derrick Rose tira fuori una penetrazione delle sue e segna due punti da antologia. Granger mette corta la tripla del sorpasso e la gara si chiude. 23 per Rose con 18 tiri, 21 per Deng. Per i Pacers invece un encomiabile Danny Granger, 21 e tanta volontà.
Anche i Miami Heat vanno sul 3-0 vincendo 100-94 a Philadelphia: dopo aver sofferto dei suoi soliti mal di testa, Dwyane Wade scende in campo e maciulla la difesa dei 76ers con 32 punti e 10 rimbalzi. E dire che i padroni di casa avevano dominato il primo quarto con difesa e contropiede. Il recupero di Miami porta la gara punto a punto, e alla fine la fisicità di LeBron James e compagni ha la meglio sull'abnegazione di Brand e degli altri. 24 per James, 19 per Bosh.
I Chicago Bulls passano 88-84 in casa degli Indiana Pacers e si portano su un 3-0 che sa di passaggio del turno. Gara comunque combattuta, con Granger e compagni che proprio non vogliono arrendersi. Non sono mancate le grandi azioni difensive e anche qualche colpo più duro del solito, vedi Jeff Foster su D-Rose. Come al solito si arriva pari a pochissimi secondi dalla fine, e allora Derrick Rose tira fuori una penetrazione delle sue e segna due punti da antologia. Granger mette corta la tripla del sorpasso e la gara si chiude. 23 per Rose con 18 tiri, 21 per Deng. Per i Pacers invece un encomiabile Danny Granger, 21 e tanta volontà.
Anche i Miami Heat vanno sul 3-0 vincendo 100-94 a Philadelphia: dopo aver sofferto dei suoi soliti mal di testa, Dwyane Wade scende in campo e maciulla la difesa dei 76ers con 32 punti e 10 rimbalzi. E dire che i padroni di casa avevano dominato il primo quarto con difesa e contropiede. Il recupero di Miami porta la gara punto a punto, e alla fine la fisicità di LeBron James e compagni ha la meglio sull'abnegazione di Brand e degli altri. 24 per James, 19 per Bosh.
sabato 26 marzo 2011
New York e Boston, adesso è crisi
Tredici gare giocate in nottata. Partiamo dalle due sconfitte eccellenti, in particolare qualla dei Celtics in casa contro i Bobcats per 81-83 che pregiudica forse definitivamente alla squadra di Doc Rivers di arrivare prima a Est. Anzi, adesso Miami è a sola mezza partita di distanza, e farsi superare per giocare un eventuale secondo turno in trasferta proprio contro gli Heat sarebbe mortifero. Comunque sia, stanotte i Celtcis sono crollati nell'ultimo quarto (segno di stanchezza o distrazione?), finito 30-15 per gli avversari. Nessun giocatore delle due squadre è arrivato neppure al ventello.
Se Boston non sorride, i New York Knicks sono in piena, totale confusione. Quinta sconfitta di fila, 96-102, per di più in casa contro i Milwaukee Bucks guidati da un Brandon Jennings che nel primo tempo ha messo 23 punti e ha finito con 37. Bogut ha aggiunto un bel 21 e 17 rimbalzi, dominando sotto i tebelloni. Per i Knicks 53 complessivi di Stoudemire e Anthony, ma il resto della squadra totalmente deficitario a parte un Tony Douglas da 16 e tanta volontà. Come si presenterà D'Antoni ai playoff? Parecchi dubbi sulla squadra.
Passiamo alle vincenti a Est: i Chicago Bulls in una gara molto bella passano nel finale i Memphis Grizzlies 99-96 con gli ultimi 6 punti di Derrick Rose, che alla fine ne mette 24, uno in più di Luol Deng. I Miami Heat battono 111-99 i Philadelphia 76ers dilagando nell'ultimo periodo (34-17). 39 per Wade, 32 per James, 20 per Bosh: con queste cifre è difficile per chiunque tenere botta contro questi tre. Però intorno a loro continua a esserci il vuoto, e qusto rimane un fattore preoccupante per l'alchimia della squadra.
Gli Orlando consolidano il quarto posto battendo 95-85 i New Jersey Nets con 21 e 14r di Howard e 20 di Turkoglu.
Passiamo a Ovest, dove il buzzer di Batum (foto) consente ai Portland Trail Blazers (che squadra!) di battere i San Antonio Spurs per 98-96. Niente di grave per la classifica della squadra di Popovich, sicuramente prima nella Conference, però senza Duncaninfortunato sono al secondo stop di fila, segnale per nulla incoraggiante. Stanotte 21 per Manu Ginobili, così come per Miller e Batum appunto dall'altra parte. Dietro di loro sesta vittoria di fila per i non brillantissimi Lakers nel derby contro i Clippers: 112-104 con 37 di Bryant, 26 di Gasol, doppia doppia del rientrato Bynum e 15 di un Ron Artest in scioltezza. Per i "cugini" 30 di Mo Williams e 22 di Blake Griffin. Gli Hornets reagiscono bene al tremendo infortunio di David West e passano a Phoenix 106-100 col ventello di Paul e altri quattro in doppia cifra. Soltanto 3 punti per uno spento Marco Belinelli. Non va molto meglio a Bargnani, che ne piazza solo 7 e vede i suoi Raptors massacrati 100-138 dai Golden State Warriors, che mandano 4 giocatori oltre il ventello.
L'unico dei tre italiani a sorridere del tutto è Danilo Gallinari, che ne mette 17 e trascina i suoi Denver Nuggets alla vittoria 114-104 sui Washington Wizards. Sempre più probabile quel primo turno di playoff contro gli Oklahoma City Thunder, che hanno sistemato i Minnesota Timberwolves 11-103 con 23 di Durant e altri 6 giocatori in doppia cifra, segnale importante del loro gioco di squadra.
Nelle altre due gare giocate stanotte i Cleveland Cavaliers hanno battuto 97-91 i Detroit Pistons con 24 di Hickson, i Sacramento Kings hanno strapazzato 110-93 a domicilio gli Indiana Pacers con le doppie doppie di Cousins e Dalembert.
Se Boston non sorride, i New York Knicks sono in piena, totale confusione. Quinta sconfitta di fila, 96-102, per di più in casa contro i Milwaukee Bucks guidati da un Brandon Jennings che nel primo tempo ha messo 23 punti e ha finito con 37. Bogut ha aggiunto un bel 21 e 17 rimbalzi, dominando sotto i tebelloni. Per i Knicks 53 complessivi di Stoudemire e Anthony, ma il resto della squadra totalmente deficitario a parte un Tony Douglas da 16 e tanta volontà. Come si presenterà D'Antoni ai playoff? Parecchi dubbi sulla squadra.
Passiamo alle vincenti a Est: i Chicago Bulls in una gara molto bella passano nel finale i Memphis Grizzlies 99-96 con gli ultimi 6 punti di Derrick Rose, che alla fine ne mette 24, uno in più di Luol Deng. I Miami Heat battono 111-99 i Philadelphia 76ers dilagando nell'ultimo periodo (34-17). 39 per Wade, 32 per James, 20 per Bosh: con queste cifre è difficile per chiunque tenere botta contro questi tre. Però intorno a loro continua a esserci il vuoto, e qusto rimane un fattore preoccupante per l'alchimia della squadra.
Gli Orlando consolidano il quarto posto battendo 95-85 i New Jersey Nets con 21 e 14r di Howard e 20 di Turkoglu.
Passiamo a Ovest, dove il buzzer di Batum (foto) consente ai Portland Trail Blazers (che squadra!) di battere i San Antonio Spurs per 98-96. Niente di grave per la classifica della squadra di Popovich, sicuramente prima nella Conference, però senza Duncaninfortunato sono al secondo stop di fila, segnale per nulla incoraggiante. Stanotte 21 per Manu Ginobili, così come per Miller e Batum appunto dall'altra parte. Dietro di loro sesta vittoria di fila per i non brillantissimi Lakers nel derby contro i Clippers: 112-104 con 37 di Bryant, 26 di Gasol, doppia doppia del rientrato Bynum e 15 di un Ron Artest in scioltezza. Per i "cugini" 30 di Mo Williams e 22 di Blake Griffin. Gli Hornets reagiscono bene al tremendo infortunio di David West e passano a Phoenix 106-100 col ventello di Paul e altri quattro in doppia cifra. Soltanto 3 punti per uno spento Marco Belinelli. Non va molto meglio a Bargnani, che ne piazza solo 7 e vede i suoi Raptors massacrati 100-138 dai Golden State Warriors, che mandano 4 giocatori oltre il ventello.
L'unico dei tre italiani a sorridere del tutto è Danilo Gallinari, che ne mette 17 e trascina i suoi Denver Nuggets alla vittoria 114-104 sui Washington Wizards. Sempre più probabile quel primo turno di playoff contro gli Oklahoma City Thunder, che hanno sistemato i Minnesota Timberwolves 11-103 con 23 di Durant e altri 6 giocatori in doppia cifra, segnale importante del loro gioco di squadra.
Nelle altre due gare giocate stanotte i Cleveland Cavaliers hanno battuto 97-91 i Detroit Pistons con 24 di Hickson, i Sacramento Kings hanno strapazzato 110-93 a domicilio gli Indiana Pacers con le doppie doppie di Cousins e Dalembert.
lunedì 14 marzo 2011
Eastern Conference, tutto da rifare!
Le nove gare giocate stanotte hanno rimesso definitivamente in discussione la supremazia sicuramente a Est e in qualche modo anche a Ovest. I Boston Celtics perdono molto malamente in casa dei New Jersey Nets 79-88 e vengono raggiunti dai Chicago Bulls, che adesso hanno lo stesso score di 47-18. Doppie doppie per Humphries da una parte e Davis dall'altra.
Anche i Miami Heat sono oggettivamente ritornati in corsa dopo il periodo di crisi: stanotte hanno strapazzato la squadra più vincente della Lega, i San Antonio Spurs, con un 110-80 che non ammette repliche. Partita sempre in pugno per Wade e soci, che l'hanno chiusa con un quarto periodo da 33-17. 30 e 13 rimbalzi per Bosh, 29 per Dwyane, 21 per LeBron James. Dall'altra parte nessuno è arrivato al ventello. Una partita come questa, dopo la vittoria recente sui Lakers, può dare molto morale agli Heat. Al contrario una sconfitta pesante per gli Spurs, sempre dopo quella coi Lakers, potrebbe minare profondamente la loro convinzione di essere sul serio i più forti in campo. Vedremo nei playoff.
La squadra che adesso a Ovest sta oggettivamente dettando legge è proprio Los Angeles, che nonostante un Kobe Bryant acciaccato dall'infortunio alla caviglia (16 punti per lui) ha malmenato gli Orlando Magic 97-84 con un grande secondo tempo, chiuso 56-38. Ad impressionare maggiormente è stato il reparto lunghi, che proprio contro Dwight Howard (22p e 15r) ha tirato fuori forse la miglior prestazione della stagione: 23 punti per Pau Gasol, 10 punti con addirittura 18 rimbalzi e 4 stoppate per Andrew Bynum, che finalmente sta salendo di colpi e diventando un fattore. Preziosissimi anche i 16 di Lamar Odom e i 15 di un Derek Fisher tornato cecchino (6/9 e 2/2 da tre).
In attesa del ritorno in campo di Danilo Gallinari e Denver Nuggets continuano a giocare molto bene e vincono in scioltezza a New Orelans 114-103 con 23 e 10 assit di Lawson, 22 e 12 assist di Felton, 21 di Chandler. Per gli Hornets 27 e 10 assist di Chris Paul, solo 9 punti con 3/10 dal campo per Marco Belinelli. Buono l'esordio di Kendrick Perkins per i Thunder.
32 per Kevin Durant nella vittoria degli Oklahoma City Thunder a Washington 116-89: 18 e 12 assist per il "gemello" Russell Westbrook. Gli Houston Rockets sconfiggono 95-93 i Phoenix Suns e gli precludono le già minime speranze di playoff: Kevin Martin e Hayes col ventello.
I Sacramento Kings battono i Golden State Warriors 129-119 con Thornton che ne piazza 42 con 20 tiri tentati. Mica male! Piccolo momento di flessione per i Philadelphia 76ers che perdono a Salt Lake City 107-112 e si devono inchinare di fronte ai 30 e 17 rimbalzi di Al Jefferson. Chiudiamo coi Memphis Grizzlies che sorpassano i Los Angeles Clippers 105-82 grazie soprattutto ai 30 e 12r di Zach Randolph.
martedì 8 marzo 2011
Los Angeles Lakers inarrestabili, Miami Heat a picco
Ormai lo schema appare consolidato. Nel secondo tempo i Los Angeles Laker chiudono le maglie della difesa, stritolano l'avversario nel terzo quarto (sembrano il Montepaschi delle scorse stagioni...) e vincono le gare in difesa. E' successo anche stanotte in casa degli Atlanta Hawks, squadra non certo irresistibile - e per me molto deludente questa stagione - che però ha pur sempre il quinto record a Est, quindi rappresenta un'altra vittoria abbastanza pesante. 101-87 con 26 di Bryant e le doppie doppie corpose dei due lunghi titolari. Questo è lo schema da seguire, i Lakers sono all'ottava vitoria di fila e se dovessero passare anche a Dallas il discorso nella Western Conference non solo sarebbe totalmente riaperto, ma forse addirittura ribaltato.
A questo punto i Miami Heat devono necessariamente dare una scossa alla stagione, e il sacrificio di Eric Spoelstra inizia ad apparire inevitabile. L'allenatore appare abbastanza incolpevole riguardo la mancanza di gioco dei suoi, ma allo stesso tempo risulta chiaro che non ha i mezzi per imporsi alle sue star e dettare gli schemi. Quinta sconfitta di fila, per di più in casa. E' toccato a Portland passare all'America Airlines Arena 105-96. Aldridge e Wallace col ventello, Wade e James rispondono con 69 in coppia, ma Bosh ne mette soltanto 7. Nel finale Miami non trova più il canestro, i Trail Blazers rimangono lucidi e applicano gli schemi, e questo alla fine fa tutta la differenza. Notte fonda a Miami.
I Phoenix Suns superano 113-110 gli Houston Rockets: 32 per Carter e Warrick, 14 assist di Nash. Dall'altra parte 32 anche per Lowry.
I Philadelphia 76ers confermano la settima posizione nella Eastern Conference vincendo in casa dei Pacers 110-100 con 7 giocatori in doppia cifra e Iguodala sempre più leader. I Milwaukee Bucks tornato alla vittoria passando a Washington 95-76 coi ventelli di Salmons e Jennings. Vincono anche i Golden State Warriors, 95-85 a Cleveland con la solita coppia Ellis/Cyrry che ne combina per 47, e Lee ci aggiunge una doppia doppia corposa.
domenica 6 marzo 2011
I Lakers stravincono a San Antonio, Chicago affonda ancora i Miami Heat.
I Los Angeles Lakers riallungano le mani sul campionato NBA.
L'avevamo scritto nel post di commento a Spurs-Heat di venerdì scorso: San Antonio può essere messa in difficoltà dando palla sotto, controllando i tabelloni a rimbalzo, chiudendo le linee di passaggio per gli esterni. I Lakers hanno fatto proprio questo e il risultato è stato devastante: 34-13, poi 65-37, poi 81-52, infine 99-83 . Dopo 22 sucessi casalinghi di fila, Duncan, Ginobili, Parker e il resto della squadra si trova secondo me quasi del tutto annullato il vantaggio sostanziale che avevano costruito alla grande per tutta la stagione: questi Lakers possono venire all'AT& T Center e vincere facilmente, addirittura dominare. Ci sono partite che contano relativamente, questa invece può far davvero saltare il vantaggio psicologico dell'avere il fattore campo amico in un'eventuale finale. I Lakers visti oggi secondo me hanno spaventato tutti, non soltanto nella Western Conference. Bynum ha dominato la gara con soltanto 2 tiri (per altro segnati) e 17 rimbalzi, Bryant ne ha piazzati 26, Gasol esiziale nel primo tempo ne ha aggiunti 21 addirittura con una tripla. Artest concentrato, Brown come al solito atletico, Odom lucido, si è rivisto finalmente anche Barnes.
Addirittura più che il risultato contano altri fattori in questa Miami Heat-Chicago Bulls 86-87.
Prima di tutto la personalità: la squadra dei Big Three doveva spaccare la Lega, e invece si fa imporre il sistema di gioco da qualsiasi squadra minimamente attrezzata gli si preseneti contro. Orlando Magic, San Antonio Spurs e stasera i Chicago Bulls a dimostrarlo.
Vanno all'intervallo col vantaggio di 9 punti, segnando la cifra discreta di 49 contro la difesa competente dei Tori, e nel secondo tempo ecco che la loro personalità fragile li tradisce nuovamente: gioco stagnante, troppi isolamenti e testardaggini, non si sa chi deve comandare l'azione, mai un cambio di lato e quelle poche volte che è successo alcuni tiratori si sono fatti trovare impreparati, vedi Miller. Così i Bulls hanno imposto il loro gioco a metà campo, hanno come al solito contato sui rimbalzi in attacco e le seconde possibilità, hanno lasciato il pallino del gioco a Rose e Deng. E gli Heat li a subire, senza opporre un minimo di sistema contrario.
Altra questione: James ha sbagliato l'ennesimo tiro della vittoria. Ma affidarli anche a Wade questi tiri? O ancora meglio a uno degli altri giocatori sempre costantemente liberi? Chissà quanto si sentirà frustrato un membro dei Miami Heat che però non fa parte del sottogruppo dei Big Three! Comunque quarta sconfitta di fila per la squadra di Spoelstra (anche se sua non sembra proprio...), terzo posto ad Est e un morale che sembra al momento piuttosto basso. Se LeBron, Dwyane e Bosh non si decidono a cercare di eseguire qualche schema offensivo, la stagione appare già adesso da buttare.
L'avevamo scritto nel post di commento a Spurs-Heat di venerdì scorso: San Antonio può essere messa in difficoltà dando palla sotto, controllando i tabelloni a rimbalzo, chiudendo le linee di passaggio per gli esterni. I Lakers hanno fatto proprio questo e il risultato è stato devastante: 34-13, poi 65-37, poi 81-52, infine 99-83 . Dopo 22 sucessi casalinghi di fila, Duncan, Ginobili, Parker e il resto della squadra si trova secondo me quasi del tutto annullato il vantaggio sostanziale che avevano costruito alla grande per tutta la stagione: questi Lakers possono venire all'AT& T Center e vincere facilmente, addirittura dominare. Ci sono partite che contano relativamente, questa invece può far davvero saltare il vantaggio psicologico dell'avere il fattore campo amico in un'eventuale finale. I Lakers visti oggi secondo me hanno spaventato tutti, non soltanto nella Western Conference. Bynum ha dominato la gara con soltanto 2 tiri (per altro segnati) e 17 rimbalzi, Bryant ne ha piazzati 26, Gasol esiziale nel primo tempo ne ha aggiunti 21 addirittura con una tripla. Artest concentrato, Brown come al solito atletico, Odom lucido, si è rivisto finalmente anche Barnes.
Addirittura più che il risultato contano altri fattori in questa Miami Heat-Chicago Bulls 86-87.
Prima di tutto la personalità: la squadra dei Big Three doveva spaccare la Lega, e invece si fa imporre il sistema di gioco da qualsiasi squadra minimamente attrezzata gli si preseneti contro. Orlando Magic, San Antonio Spurs e stasera i Chicago Bulls a dimostrarlo.
Vanno all'intervallo col vantaggio di 9 punti, segnando la cifra discreta di 49 contro la difesa competente dei Tori, e nel secondo tempo ecco che la loro personalità fragile li tradisce nuovamente: gioco stagnante, troppi isolamenti e testardaggini, non si sa chi deve comandare l'azione, mai un cambio di lato e quelle poche volte che è successo alcuni tiratori si sono fatti trovare impreparati, vedi Miller. Così i Bulls hanno imposto il loro gioco a metà campo, hanno come al solito contato sui rimbalzi in attacco e le seconde possibilità, hanno lasciato il pallino del gioco a Rose e Deng. E gli Heat li a subire, senza opporre un minimo di sistema contrario.
Altra questione: James ha sbagliato l'ennesimo tiro della vittoria. Ma affidarli anche a Wade questi tiri? O ancora meglio a uno degli altri giocatori sempre costantemente liberi? Chissà quanto si sentirà frustrato un membro dei Miami Heat che però non fa parte del sottogruppo dei Big Three! Comunque quarta sconfitta di fila per la squadra di Spoelstra (anche se sua non sembra proprio...), terzo posto ad Est e un morale che sembra al momento piuttosto basso. Se LeBron, Dwyane e Bosh non si decidono a cercare di eseguire qualche schema offensivo, la stagione appare già adesso da buttare.
mercoledì 23 febbraio 2011
Riparte il campionato, vincono tutte le grandi.
Dopo la pausa dell'All-Star Game la regular season è ripartita con 9 gare, in cui non ci sono state sorprese riguardanti le cosiddette "grandi".
Partiamo allora dagli amati/odiati rivali di sempre, i Boston Celtics, che hanno vinto in casa dei Golden State Warriors per 115-93, stritolando gli avversari nel secondo tempo con una difesa che ha concesso soltanto 33 punti dopo un primo tempo da 60. Kevin Garnett, leader assoluto della squadra (e della lega) quando si comincia a difendere, alla fine ha messo insieme 24 punti e 12 rimbalzi, seguito al tabellino dai 23 di Pierce. Anche Rajon Rondo ha giochicchiato: 19 punti e 15 assist. Doppia doppia anche per "Big Baby" Davis.
I Los Angeles Lakers partono concentrati e uniti contro gli Atlanta Hawks, azzannano anche loro con la difesa (!), vanno all'intervallo lungo sul 54-33 e non si voltano più indietro. 104-80 con 20 di Kobe Bryant, doppia doppia di Pau Gasol e 15 di Shannon Brown. Che la pausa abbia fatto bene alla coesione interna della squadra di Phil Jackson? Staremo a vedere, la gara di stanotte a Portland ci dirà molto.
Anche i Miami Heat non hanno avuto problemi contro i sacramento Kings: 117-97 con 31 di James e 45 combinati di Bosh e Wade. Anche gli Oklahoma City Thunder si sono liberati facilmente dei Los Angeles Clippers, che hanno opposto soltanto il solito Blake Griffin da 28 e 11 rimbalzi. 111-88 per i padroni di casa con 22 di Jeff Green e 21 di Kevin Durant.
I resti dei Denver Nuggets, in attesa che arrivi la carovana di giocatori di New York, hanno sconfitto i Memphis Grizzlies per 120-107 con i 68 punti combinati di Smith, Lawson e Afflalo.
Gli Houston Rockets passano a detroit 108-100 con il rookie Patrick Patterson che ne piazza 20.
Kevin Love continua la sua ricorsa a Moses Malone: 20 e 17 contro i Bucks, ma i Timberwolves perdono ugualmente 88-94, surclassati dai 27 di un ritrovato Brandon Jennings.
I Charlotte Bobcats sconfiggono i Toronto Raptors 114-101: Bargnani ne mette 18 con 7/15 al tiro. Gli Indiana Pacers infine passano a Washington 113-96 grazie ai 21 e 10 rimbalzi di Danny Granger.
Partiamo allora dagli amati/odiati rivali di sempre, i Boston Celtics, che hanno vinto in casa dei Golden State Warriors per 115-93, stritolando gli avversari nel secondo tempo con una difesa che ha concesso soltanto 33 punti dopo un primo tempo da 60. Kevin Garnett, leader assoluto della squadra (e della lega) quando si comincia a difendere, alla fine ha messo insieme 24 punti e 12 rimbalzi, seguito al tabellino dai 23 di Pierce. Anche Rajon Rondo ha giochicchiato: 19 punti e 15 assist. Doppia doppia anche per "Big Baby" Davis.
I Los Angeles Lakers partono concentrati e uniti contro gli Atlanta Hawks, azzannano anche loro con la difesa (!), vanno all'intervallo lungo sul 54-33 e non si voltano più indietro. 104-80 con 20 di Kobe Bryant, doppia doppia di Pau Gasol e 15 di Shannon Brown. Che la pausa abbia fatto bene alla coesione interna della squadra di Phil Jackson? Staremo a vedere, la gara di stanotte a Portland ci dirà molto.
Anche i Miami Heat non hanno avuto problemi contro i sacramento Kings: 117-97 con 31 di James e 45 combinati di Bosh e Wade. Anche gli Oklahoma City Thunder si sono liberati facilmente dei Los Angeles Clippers, che hanno opposto soltanto il solito Blake Griffin da 28 e 11 rimbalzi. 111-88 per i padroni di casa con 22 di Jeff Green e 21 di Kevin Durant.
I resti dei Denver Nuggets, in attesa che arrivi la carovana di giocatori di New York, hanno sconfitto i Memphis Grizzlies per 120-107 con i 68 punti combinati di Smith, Lawson e Afflalo.
Gli Houston Rockets passano a detroit 108-100 con il rookie Patrick Patterson che ne piazza 20.
Kevin Love continua la sua ricorsa a Moses Malone: 20 e 17 contro i Bucks, ma i Timberwolves perdono ugualmente 88-94, surclassati dai 27 di un ritrovato Brandon Jennings.
I Charlotte Bobcats sconfiggono i Toronto Raptors 114-101: Bargnani ne mette 18 con 7/15 al tiro. Gli Indiana Pacers infine passano a Washington 113-96 grazie ai 21 e 10 rimbalzi di Danny Granger.
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