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domenica 3 luglio 2011

Quando eravamo re - Allan Houston

Allan Houston
Dopo i post dedicati a due grandi tiratori come Ray Allen e Reggie Miller, non poteva mancare il nostro personale omaggio alla shooting guard più competente e sfortunata della storia recente dei New York Knicks.
Undicesima chiamata al draft 1993, scelto dai Pistons con cui disputa tre stagioni a fasi più che alterne, Allan Houston diventa free-agent nel '96 e arriva nella Grande Mela. Primi due anni come guardia tiratrice in cui però la prima punta è Patrick Ewing. Houston gioca bene, i Knicks arrivano ai playoff ma prima la tremenda rissa con gli Heat e poi proprio Reggie Miller gli chiusono la strada nella post-season.
Poi arriva il '99: il tiro di Houston che decide Gara 5, decisiva nel primo turno contro gli "odiati" Miami Heat è ancora oggi storia di New York. Galvanizzati, i Knicks stendono gli Hawks e poi vanno in finale battendo gli strafavoriti Indiana Pacers con una serie di gare straordinarie: ancora mi ricordo le "Big L" di Larry Johnson dopo ogni tripla. New York è una squadra più che competente, con Ewing, Sprewell, Johnson e ovviamente Allan. Ottavi a Est e NBA Finals: magnifici.
In finale gli Spurs di Robinson e Duncan: senza Ewing e Johnson appiedati, è impossibile reggere il confronto. Houston, Sprewell e un giovanissimo ma fenomenale Marcus Camby sputano l'anima, ma il verdetto finale è 4-1 per le "Twin Towers" di San Antonio.
L'anno dopo finale di Conference, ma Reggie Miller stavolta vuole arrivare fino in fondo e si prende l'ultimo atto a suon di triple.
Da quel momento carriera in calando per un Allan Houston fisicamente mai al 100%, che con l'infortunio della stagione 2003/04 chiude praticamente la carriera.
Un tiratore come davvero ne ho visti pochi, freddo come il ghiaccio e sempre in controllo.
Ladies and gentlemen, Allan Houston:

martedì 10 maggio 2011

Playoff NBA - I Thunder vincono una maratona pazzesca, Heat corsari a Boston.


In gara 4 a Memphis ci sono voluti ben 3 supplementari agli Oklahoma City Thunder per avere la meglio, 133-123, sui Memphis Grizzlies. Dopo il grande recupero dei padroni di casa nella gara precedente, è toccato stavolta a gli ospiti rimontare anche 18 punti patiti a metà del secondo periodo. Nel finale i Thunder sembrano poter controllare con agilità e un discreto vantaggio, ma come al solito la forza emotiva dei Grizzlies recupera il gap, con un paio di giocate di Marc Gasol in attacco e difesa davvero da antologia. Poi la bomba pazzesca di Mike Conley per il 96-96 a 3 secondi dalla fine.
Durant con una paio di azioni delle sue sembra chiudere i conti nel secondo overtime, ma Mayo e Vasquez ancora con due triple pareggiano nuovamente i conti. Alla fine Memphis va addiritura in vantaggio di 3. Ma stavolta tocca a Harden mettere la tripla del pareggio a 117. Nel terzo supplementare Memphis non he ha più, mentre Kevin Durant si esalta con una stoppata grandiosa su Gasol e due canestri di quelli che a chiamarli pesanti di scrive un eufemismo. 35 per KD con 13 rimbalzi, 40 insensati per Westbrook che così recupera le scelte non proprio felici di Gara 3. 19 per Harden che stavolta è stato degna e fondamentale spalla del super-duo. Per Memphis la coppia Randolph/Gasol ha combinato per 60 punti e 37 rimbalzi, fenomenale. Conley, Vasquez e Mayo in pesante doppia cifra. Adesso si torna ad Oklahoma City sul 2-2, dopo un match che entra di diritto nella storia recente dei playoff. Muto inchino a queste due franchigie.


I Miami Heat vincono dopo un overtime a Boston Gara 4 98-90 e si portano 3-1 nella serie contro i Celtics. Nonostante il bel primo quarto di Pierce e compagni, Miami riesce a restare in scia nonostante un gioco abbastanza farraginoso.La forza fisica e il contropiede di James e Wade portano avanti gli ospiti all'inizio della ripresa, anche se la partita rimane punto a punto. Delonte West pareggia 81-81 con una tripla a tre minuti dalla fine, poi ilsolito leggendario Ray Allen manda i suoi sul +3 con la solita bellissima bomba. Ma stavolta LeBron James non esita, e con 5 punti di fila ribalta la situazione. Pierce pareggia, si va al supplementare. I Big Three di Miami segnano 7 punti di fila, i Celtics tentano per l'ennesima volta di rientrare ma un tape-in di Bosh chiude la gara. 35 gloriosi di James, 28 di Wade e una doppia doppia solidissima di Bosh. Per Boston 27 di The Answer ma soltanto 7 punti di Kevin  Garnett. Sconfitta che quasi sicuramente chiude la serie: anche per i Boston Celtics, dopo Lakers e Spurs, si avvicina la chiususa di un ciclo portentoso.

domenica 1 maggio 2011

Playoff NBA - Grizzlies ancora corsari, Dwyane Wade abbatte i Celtics.

Dopo l'impressionante serie che li ha portati a sconfiggere la favorita testa di serie n° 1 a Ovest, i San Antonio Spurs, i Memphis Grizzlies continuano a stupire e vincono d'autorità anche Gara 1 contro gli Oklahoma City Thunder, 114-101. Notevole l'atteggiamento tattico e l'aggressività fisica degli ospiti, che quarto dopo quarto scavano un solco che non viene più colmato dai padroni di casa. La coppia di "lunghi" di Memphis formata da Marc Gasol e Zach Randolph è in uno stato di grazia che al momento appare difficilmente contrastabile: ci hanno provato Perkins (pochino a dire il vero) e Ibaka, ma non c'è stato nulla da fare. Alla fine 34 punti e 10 rimbalzi per Randolph, 20 e 13 per lo spagnolo. Per gli Oklahoma City Thunder il solito Kevin Durant, 33 e 11 rimbalzi, e un volenteroro Russell Westbrook da 29 punti non sono bastati. Stavolta è mancato l'apporto di Harden, solo 5 punti con 5 tiri. I Grizzlies hanno controllato la gara con autorità, senza soffrire mai la rimonta dei talentuosi ma sorpresi avversari, e hanno vinto una partita in trasferta che conferma la loro tenuta mentale. Appaluso a questa squadra che sta sorprendendo ma merita al 100% i grandi risultati che sta ottenendo.

Dopo aver giocato quattro disastrose gare di regular season contro i Boston Celtics, in Gara 1 della semifinale di Conference più attesa Dwyane Wade ha dimostrato che i playoff sono tutt'altra cosa. Il primo tempo l'ha letteralemnte dominato "Flash", che ha segnato 23 punti e consentito ai suoi di andare a riposo con 15 punti di vantaggio, 51-36. Nella ripresa è bastato controllare il tentativo di ritorno di Boston, a dire il vero poco convinto: molta confusione per i verdi di Doc Rivers, un buon inizio di Ray Allen ma poco più. Deludente Rajon Rondo, che non ha mai sfruttato il vantaggio tecnico e atletico su Mike Bibby. Molto male anche Kevin Garnett. Alla fine Wade è meritatamente risultato il dominatore di questa prima sfida, vinta dai Miami Heat 99-90 nonostante il tentativo di rimonta dei Celtics nel finale, ancora con le triple di Allen (alla fine 25 per lui con 9/13 dal campo).
Per quanto riguarda gli score, Wade ne ha messi 38, seguito da un sorprendete Jones con 25 (5/6 da tre, 10/10 ai liberi) e da James con 22. Per Boston abbiamo già detto di Allen, segnaliamo anche i 19 di un Pierce però non incisivo come in passato.

sabato 23 aprile 2011

Gara 3 - Celtics pazzeschi a New York, Lakers e Hawks vanno sul 2-1


Con Stoudemire a mezzo servizio e senza la regia di Chauncey Billups, resistere ai Boston Celtics sarebbe stato onestamente utopico. Ma nessuno si aspettava questi Celtics al Madison Square Garden, almeno non dopo le due partite combattutissime al TD Garden. E invece parziale di 9-0 per cominciare, difesa e contropiede inarrestabili, solco decisivo scavato tra la fine del secondo e l'inizio del terzo periodo. New York non ha avuto armi da opporre, e la coppia Pierce/Allen ha stradominato: 38 per il primo con 19 tiri e 6/8 da tre, 32 per He Hot Game con 8/11 anche lui da dietro l'arco. Ah, poi quel Rajon Rondo (che i lettori del blog non a caso hanno votato miglior playmaker della Lega, alla salute del signor Derrick Rose...) ha piazzato una tripla doppia da 15 punti, 11 rimbalzi e 20 ASSIST!!!. Alla fine 113-96 per i Boston Celtics, che vanno sul 3-0 e  quasi sicuramente chiudono la pratica.
Il piano dei Lakers in gara 3 a New Orleans è stato semplice: lasciamo sfogare Kobe nel primo quarto (meraviglioso per il 24), poi andiamo sotto canestro e sfruttiamo lo strapotere fisico di Bynum, che infatti praticamente da solo scava il solco che porta avanti Los Angeles senza eccessivi problemi, anche per mancanza di avversari sotto canestro. Una caduta del centro alla fine del secondo quarto fa temere il peggio per il suo ginocchio ballerino. Nel terzo quarto gli Hornets provano a rientrare e si arriva fino al -5. Finalmente nell'ultimo periodo si sveglia però il fino ad ora assente Pau Gasol, e per i lunghi dei padroni di casa diventa notte fonda. Alla fine Bryant ne mette 30 con 20 tiri, la statistica perfetta per lui e i Lakers. Doppia doppia sia per Gasol che Bynum, buona la doppia cifra anche per Fisher e Odom. Per gli Hornets il ventello arriva per Paul e Landry, insieme alla doppia doppia di Ariza. Male Belinelli con 5 punti in 22 minuti. I Los Angeles Lakers vincono 100-86 e si portano sul 2-1.
Tra Atlanta Hawks e Orlando Magic la musica è sempre la stessa: i padroni di casa continuano a concedere punti e rimbalzi a Dwight Howard (21 e 15 per lui stanotte) ma limitano i tiratori, in particolare un Turkoglu che ha finito con 3/11 dal campo. E poi in Gara 3 Pachulia con il suo mestiere non sempre pulito ha messo in difficoltà il centro dei Magic. In più, Johnson col ventello (però con 23 tiri, male le percentuali) e un Jamal Crawford leggendario (23 punti ma un paio di triple clamorose) chiudono la questione sull'88-84. In particolare, la bomba di Crawford a 5 secondi dalla fine è da consegnare di diritto alla storia di questi playoff. Gli Orlando Magic devono ritrovare subito gli esterni e la fluidità del gioco, altrimenti rischiano di uscire troppo presto dalla competizione.

mercoledì 20 aprile 2011

Gara 2 -Boston, stavolta risolve KG. Vincono Dallas e Orlando


Ancora un match da ricordare tra Celtics e Knicks. Combattuto, arcigno, da veri giocatori carismatici. Ammirevole l'impegno degli uomini di Mike D'Antoni, mancanti di Billups infortunato in Gara 1 e con uno Stoudemire a mezzo servizio per problemi alla schiena. Gara punto a punto fino a metà del terzo quarto, quando i Celtics provano a scappare con le triple di Pierce e del solito, esiziale Ray Allen (18 punti, 4/4 da tre. Ma come fa?). Fino a quel momento i verdi erano stati trascinati da un Rajon Rondo che alla fine ne metterà 30 approfittando dell'assenza del play titolare avversario. Comunque i Knicks non mollano, e sale in cattedra un Carmelo Anthony prodigioso, che mette una serie di canestri impossibili e porta addirittura New York avanti a pochi secondi dalla fine. Ma i Celtics hanno il giocatore più duro della lega, Kevin Garnett, che prima schiaccia per il vantaggio e poi ruba il pallone decisivo in difesa. 96-93 per Boston in una gara straordinaria, in cui un Anthony da 42 punti e 17 rimbalzi ha dimostrato onestamente (e in parte smentendo le mie convinzioni) di essere un grande di questo sport.
I Dallas Mavericks si portano sul 2-0 contro i Portland Trail Blazers con un 101-89 abbastanza perentorio, o almeno più secco di quanto avrei immaginato. Gli ospiti tengono fino a metà dell'ultimo quarto con le giocate fisiche di Aldridge (24 e 10 rimbalzi) e con la classe di Gerard Wallace, Dallas risponde coi contropiede di Terry, la ritrovata vena realizzativa di Jason Kidd (18), un Dirk Nowitzi ispiratissimo (33 per lui). Però a risolvere la gara è il "grande vecchio" Peja Stojakovic, che piazza una serie di triple delle sue come ai grandi vecchi tempi, e scava il divario che Portland non saprà più recuperare. 21 per Peja con 5/10 dall'arco, encomiabile.
Gli Orlando Magic pareggiano la serie contro gli Atlanta Hawks battendoli per 88-82. Decisivo Dwight Howard (evidentemente galvanizzato dall'aver vinto per il terzo anno consecutivo il premio come miglor difensore dell'anno) con 33 punti e 19 rimbalzi. Partita onestamente bruttina al'inizio, che Atlanta sembrava poter controllare. Alla fine del primo quarto un magnifico buzzer di Crawford per il 22-16. Nel secondo quarto erò sale in cattedra Howard che domina sotto canestro e riporta i suoi in carreggiata. Nel terzo periodo non segna nessuno, gara che scende ulteriormente di spettacolarità, Orlando prende il comando con una tripla di Turkoglu ma Atlanta torna in gara con Johnson e Horford. Chiude i conti una tripla di Richardson.

sabato 12 marzo 2011

Celtics, è crisi? I Chicago Bulls a un passo da Boston.

Nove match giocati in nottata, alcune sorprese.
Seconda sconfitta consecutiva per i Boston Celtics, battuti a Philadelphia 86-89 in una partita molto combattuta, in cui alla fine a risultare i più convincneti sono stati i due nuovi acquisti Jeff Green (18 punti) e Krstic (16 punti e 15 rimbalzi).  Malissimo Ray Allen, 5 punti con 2/11 al tiro. I 76ers confermano di essere in un ottimo momento di froama: giocano uniti, sciolti, sanno difendere, non subiscono psicologicamente l'avversario. Bella sorpresa.
I Chicago Bulls approfittano della sconfitta dei Celtics per portarsi a sola mezza partita di distanza dopo la vittoria schiacciante sugli Atlanta Hawks per 94-76: Derrick Rose ne mette 34, la coppia Noah/Thomas cattura 24 rimbalzi e difende come sa, gli avversari vengono spazzati via in un secondo tempo in cui segnano soltanto 26 punti. Chicago in casa è un fattore determinante, dovesse avere il vantaggio per tutti i playoff a Est sarebbe molto difficile da superare. Boston e Miami avvertite.
Gli Orlando Magic si fanno rimontare e sorprendere in casa dei Golden State Warriors 120-123 dopo un supplementare. +14 per la squadra di Van Gundy all'intervallo, poi la distrazione e il ritorno con Monta Ellis (39 con 7/9 da tre!) e Wright (32 con 8/11 da tre!). Alla grandinata di triple ha partecipato anche Jason Richardson con un "discreto" 7/11 per 30 punti finali. Decisivo però il suo 1/3 ai liberi nel finale.
Passiamo a Ovest, dove gli Spurs sconfiggono i Sacramento Kings 108-103 con la coppia Ginobili/Partker che ne mette 51. Anche i Thunder vincono in casa: 104-94 sui Detroit Pistons con 24 di Durant, 22 di Harden e 11 assist di Westbrook. Andrea Bargnani tira con un tremendo 1/13 dal campo per miseri 8 punti, ma i Toronto Raptors battono gli Indiana Pacers 108-98 grazie soprattutto ai 29 di Leandro Barbosa. I Charlotte Bobcats superano 97-92 i Portland Trail Blazers: 29 di Stephen Jackson. I Minnesota Timberwolves strapazzano gli Utah Jazz 122-101 con 47 combinati di Beasley e Love (altra doppia doppia). Infine i Nets battono i Clippers 102-98 con 24 sia di Farmar che di Lopez. 23 per Blake Griffin.

sabato 5 marzo 2011

Gli Spurs umiliano Miami, Chicago passa a Orlando.



11 match giocati stanotte.
"Texas Toast" titola in maniera molto divertente Yahoo Sports riguardo la schiacciante vittoria dei San Antonio Spurs su Miami Heat. Un 125-95 che proprio non ammette repliche.
Come commentare un risultato del genere? Probabilmente con una considerazione. Se prendiamo il secondo tempo con Orlando e la gara di stanotte gli Heat hanno preso 175 punti in meno di una partita e mezzo. Se la difesa inizia a concedere tutto questo significa niente campo aperto per James, Wade e compagni, ed è di quello che l'attacco vive, perché col gioco a metà campo non ci siamo neppure lontanamente. Se gli Heat non difendono, non c'è alcuna speranza. Il primo quarto della disputa si è chiuso 36-12 per i padroni di casa, guidati dal rientrante Tony Parker (ma non doveva stare fuori un mese?): questo la dice lunga sull'approccio alla gara da parte delle due contendenti.
Intanto i Boston Celtics allungano battendo 107-103 i Golden State Warriors: 27 per Pierce e Allen, 16 assist per Rondo, Jeff Green comincia a inserirsi per bene, lo dimostrano i 21 di stanotte. Epica la gara di Monta Ellis, autore di 41 punti. Bene anche Lee con 26 e 12.
Avevo scritto in un post precedente che Chicago per puntare davvero alla leadership a Est avrebbe dovuto trovare succesi in trasferta. La vittoria notturna a Orlando 98-81 è un ottimo biglietto da visita per almeno 2 motivi: 1) Era uno statement game abbastanza importante 2) Ha fermato a 81 l'attacco di Orlando. La difesa dei Tori comincia davvero a impensierire l'NBA. 
I Dallas Mavericks sconfiggono gli Indiana Pacers 116-108 con i 29 di Dirk Nowitzki (10/12 dal campo) e i 21 di Jason Terry. Bene anche i Los Angeles Lakers, che superano allo Staple Center i Charlotte Bobcats 92-84 con una difesa ancora più che competente. 27 di Bryant con però troppi tiri (25), controllo dei rimbalzi dei i tre lunghi (38).
Clamorosa e inquietante sconfitta casalinga dei New York Knicks: 115-119 contro i Cleveland Cavaliers, alla loro 11° vittoria di fila su Anthony & Co. Fuori Billups infortunato, Stoudemire ne ha messi 41, cementati dai 29 di Anthony, ma i Cavaliers rimontano nel finale e una tripla di Williams chiude i conti a pochissimi secondi dalla fine.
Durant scende regolarmente in campo, col "gemello" Westbrook ne combina per 57 e gli Oklahoma City Thunder vincono ad Atlanta 111-104 nonostante la bella prova di Johnson e del neoacquisto Hinrich.
 Anche i New Orleans Hornets vincono in trasferta, precisamente in casa dei Memphis Grizzlies, per 98-91. Marco Belinelli torna in quintetto e piazza un notevolissimo 6/7 per 14 punti. Ma a dominare la gare è il folletto Chris Paul, autore di 23 punti e 14 assist. I Phoenix Suns passano a Milwaukee 102-88 con il ventello di Frye e Pietrus, aiutati dai 13 assist di Nash.
I 76ers sorpassano i Timberwolves 111-100 con Iguodala  e Brand. Kevin Love 21p e 23r, maestoso.
Chiudiamo con la prima gara di regular season nella storia dell'NBA ad essere giocata in Europa: a Londra i New Jersey Nets hanno sconfitto i Toronto Raptors 116-103 in un match che non verrà ricordato nella storia di questo sport se non appunto per l'ambientazione: 25 per Lopez, doppia doppia corposa per Humphries, belli i 30 di DeRozan e discretii 23 di Bargnani che però il ferro ormai lo vede solo da lontano. Abbastanza inspiegabile.

martedì 1 marzo 2011

Celtics e Bulls impongono le regole

In un finale concitato i Boston Celtics sono riusciti a passare a Salt Lake City 107-102 grazie alla clamorosa vena realizzativa di Ray Allen (25 punti con 9/15) nel finale e a un Rajon Rondo (18 e 11 assist) che piazza il jump-shot della staffa. Molto utile anche l11/11 di Pierce ai liberi e i 16 e 14 di Garnett. Insomma, i soliti Celtics quadrati, che pian piano inserirannoal meglio anche Krstic e Green. A tenere in partita i Jazz sopratuttto la velocità di Harris e un Jefferson da 28 e 19. Anche Kirilenko ha fatto il suo, segni di risveglio da Utah.
I Chicago Bulls passano d'autorità a Washington 105-77: partita in cassaforte con un secondo quarto in cui hanno costretto i Wizards a soli 17 punti. 21 punri per Derrick Rose e Luol Deng, doppia doppia per Boozer e Noah, Korver solita arma tattica con 3/6 da tre. Chicago è in gran forma, le altre a Est sono avvertite.
Privi del nostro Danilo Gallinari (si è rotto l'alluce, dovrebbe averne per circa dieci giorni), i Denver Nuggets hanno sconfitto gli Atlanta Hawks 100-90 con una bella prova di squadra e un notevole ultimo quarto. Horford e Johnson hanno provato a rispondere per Atlanta, ma Denver ha controllato con sicurezza ed ha prevalso. Bene così in attesa del ritorno del Gallo.
I Phoenix Suns passano in casa dei Nets 104-103 con Channing Frye che gioca una partita piuttosto incolore ma poi regala la vittoria ai suoi. 15 assit di Nash, inutili i 28 e 10 di Lopez e i 13 e 18 assist di un Deron Williams che sta ingranando. Chiudiamo coi Sacramento Kings che battono i Los Angeles Clippers 105-99 con 28 di Thornton che neutralizza i 50 combinati di Griffin e Foye.