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venerdì 29 aprile 2011

Playoff - Passano Lakers, Mavericks e Hawks.


Finalmente una gara da Lakers per chiudere la serie. A metà del terzo quarto l'accelerazione decisiva, condotta dal solito Kobe Bryant seguito dai lunghi in maniera perentoria. I gialloviola hanno messo il fisico e la cattiveria, e gli Hornets più leggeri non hanno potuto sostenere la battaglia muscolare. E dire che comunque i padroni di casa non si sono scanzati, e i gomiti li hanno fatti sentire e come agli avversari, soprattutto al 24 che s'è preso un paio di belle legnate. 98-80 il punteggio finale con 24 di Bryant, 18 e 12 rimbalzi di un Bynum decisivo, 16 per Gasol e 14 per Odom. Serie conclusa 4-2 con qualche affanno di troppo, adesso tocca a Dallas.
I Mavericks infatti sono andati a vincere a Portland 103-96 ed hanno chiuso anche loro 4-2: stavolta succede una cosa imprevista, perché con i Trail Blazers in vantaggio netto, +11 all'inizio del secondo periodo, Nowitzki subisce un fallo pesante che invece di toglierlo dalla partita lo sveglia, e la ribalta completamente. All'intervallo i Mavericks vanno in vantaggio di 9 con i canestri del tedesco e di Jason Terry. Alla fine 33 per Nowitzki e 22 per il panchinaro di lusso dei Mavericks, che mette il buzzer a fine primo tempo. Nella ripresa i Mavericks sembrano poter controllare, ma il cuore di Portland risponde e si riporta sotto. Alla fine decidono un paio di canestri di Terry, a cui un grande Wallace (32) e il solito Aldridge (24) non riescono più a rispondere. Complimenti a Dallas, inchino ai Portland Trail Blazers, per me la squadra dell'anno.
Altra gara combattutissima la sesta tra gli Atlanta Hawks e gli Orlando Magic:di colpi proibiti e falli tecnici ne escono a iosa, ma anche di giocate pesanti e decisive come quelle di Joe Johnson, autore di 23 punti e 10 rimbalzi. E poi Crawford coi suoi tiri perfetti, anche lui 19 tanto per gradire. Gli Hawks provano ad allungare definitivamente all'inizio dell'ultimo quarto, ma Orlando resta e contatto con le schiacciate di Howard (25 e 15) e ha la tripla del pareggio con Redick, che però esce. Finisce 84-81 per Atlanta, che passa 4-2. Una sorpresa che conferma la fragilità dei Magic, squadra da sempre incompiuta.

mercoledì 27 aprile 2011

Playoff - Lakers sul 3-2 col gioco di squadra, i Bulls chiudono i conti.



A livello puramente emotivo la gara (forse la serie) è cambiata con il canestro di Kobe Bryant che vedete nella foto qui sopra. Con gli Hornets in vantaggio 44-40 alla fine del secondo quarto, e tutto sommato ababstanza in controllo su dei Lakers in partita ma come al solito sonnacchiosi, la penetrazione e la schiacciata perentoria di Black Mamba ha girato il termometro della gara. Nel secondo tempo infatti i gialloviola sono entrati decisi, hanno controllato il punteggio, hanno allungato senza eccessivi problemi nell'ultimo quarto. Altra questione fondamentale: tutti e sei i titolari - chi ritiene ancora Odom un panchinaro dei Lakers? - in doppia cifra: quando si gioca di squadra, si esegue il triangolo, si aprono gli spazi per i tiratori, rimane complesso fermare Los Angeles. 106-90 abbastanza confortante, anche perché New Orleans non è che la gara l'ha lasciata andare: Paul ha sminestrato (magnifico termine sentito da Flavio Tranquillo l'altro giorno in telecronaca...) 20 punti e 12 assist, Marco Belinelli stanotte allo Staples Center ha sfoggiato i suoi abiti migliori con 21 punti e 8/14 al tiro. Grande Beli! E l'ex Trevor Ariza, che per tutta la serie si sta dannando l'anima evidentemente col dente avveleanto, ne ha piazzati 22 con una gara di enorme sostanza.
Adesso i Lakers sono sul 3-2, per risparmiare energie sarebbe appropriato chiudere a New Orleans, ma viste le prestazioni altalenanti di quest'anno io purtroppo non ci metterei la mano sul fuoco sul fatto che accadrà...
I Chicago Bulls asfaltano gli Indiana Pacers 116-89 in Gara5 e chiudono la serie 4-1. Tutto secondo i piani: giusto concedere il punto dell'onore a una franchigia che si è comunque battuta con coraggio, altrettanto giusto chiudere i conti e risparmiare forze. Gara senza storia: Derrick Rose e Luol Geng col ventello abbondante, altri quattro in doppia cifra. Adesso Chicago spetta la vincente di Orlando-Atlanta.
Stanotte i Magic si sono portati sul 2-3 strapazzando gli avversari 101-76. Anche qui tutto secondo i piani, per carità: la serie si deciderà probabilmente ad Atlanta in Gara6. Però secondo me lasciar andare una partita in questo modo è sempre pericoloso a livello mentale. Ancora mi ricordo quando i Lakers andarono sul 3-1 contro i Suns dopo quattro gare memorabili (con quella dei canestri clamorosi di Bryant in finale di tempi regolamentari e overtime) e poi regalaranono Gara5 per giocarsi tutto allo Staples Center. Risultato? Sconfitta ai supplementari in Gara6 e mazzata in gara7. Comunque, torniamo ad Orlando, che ha praticamente passeggiato sugli Hawks nonostante i falli precoci di Howard e Turkoglu. Ci ha pensato Redick a mettere la gara nei binari voluti, poi Anderson ha ggiunto i punti necessari per chiudere presto. Si torna dunque ad Atlanta, dove il match sarà senza dubbio di tutt'altro spessore.

sabato 12 marzo 2011

Celtics, è crisi? I Chicago Bulls a un passo da Boston.

Nove match giocati in nottata, alcune sorprese.
Seconda sconfitta consecutiva per i Boston Celtics, battuti a Philadelphia 86-89 in una partita molto combattuta, in cui alla fine a risultare i più convincneti sono stati i due nuovi acquisti Jeff Green (18 punti) e Krstic (16 punti e 15 rimbalzi).  Malissimo Ray Allen, 5 punti con 2/11 al tiro. I 76ers confermano di essere in un ottimo momento di froama: giocano uniti, sciolti, sanno difendere, non subiscono psicologicamente l'avversario. Bella sorpresa.
I Chicago Bulls approfittano della sconfitta dei Celtics per portarsi a sola mezza partita di distanza dopo la vittoria schiacciante sugli Atlanta Hawks per 94-76: Derrick Rose ne mette 34, la coppia Noah/Thomas cattura 24 rimbalzi e difende come sa, gli avversari vengono spazzati via in un secondo tempo in cui segnano soltanto 26 punti. Chicago in casa è un fattore determinante, dovesse avere il vantaggio per tutti i playoff a Est sarebbe molto difficile da superare. Boston e Miami avvertite.
Gli Orlando Magic si fanno rimontare e sorprendere in casa dei Golden State Warriors 120-123 dopo un supplementare. +14 per la squadra di Van Gundy all'intervallo, poi la distrazione e il ritorno con Monta Ellis (39 con 7/9 da tre!) e Wright (32 con 8/11 da tre!). Alla grandinata di triple ha partecipato anche Jason Richardson con un "discreto" 7/11 per 30 punti finali. Decisivo però il suo 1/3 ai liberi nel finale.
Passiamo a Ovest, dove gli Spurs sconfiggono i Sacramento Kings 108-103 con la coppia Ginobili/Partker che ne mette 51. Anche i Thunder vincono in casa: 104-94 sui Detroit Pistons con 24 di Durant, 22 di Harden e 11 assist di Westbrook. Andrea Bargnani tira con un tremendo 1/13 dal campo per miseri 8 punti, ma i Toronto Raptors battono gli Indiana Pacers 108-98 grazie soprattutto ai 29 di Leandro Barbosa. I Charlotte Bobcats superano 97-92 i Portland Trail Blazers: 29 di Stephen Jackson. I Minnesota Timberwolves strapazzano gli Utah Jazz 122-101 con 47 combinati di Beasley e Love (altra doppia doppia). Infine i Nets battono i Clippers 102-98 con 24 sia di Farmar che di Lopez. 23 per Blake Griffin.

venerdì 4 marzo 2011

Heat, ancora una sberla. I Nuggets vincono a Salt Lake City.

Due sole gare disputate stanotte.
Ma come si può chiudere un primo tempo sul + 18, segnando addirittura 63 punti, e poi perdere mettendone solo 33 nella ripresa? Chiedete pure ai Miami Heat, compagine che a questo punto della stagione dimostra dei limiti tecnici e anche caratteriali che avrebebro dovuto essere superati da tempo. Come al solito basta l'organizzazione di gioco per mettere in difficoltà LeBron James e compagni. Se poi di fronte c'è una squadra che sa giocare a basket come gli Orlando Magic, ecco che qualsiasi vantaggio non può essere rassicurante.
Il 96-99 patito all'American Airlines Arena di stanotte ha evidenziato poi ancora una falla imprescindibile nel sistema degli Heat: non c'è un centro in grado di fare barriera sotto canestro, e senza il controllo minimo dei rimbalzi non si controlla la partita. Certo, contro Dwight Howard (stanotte 14p e 18r) sarebbe stato difficile per molte squadre NBA, ma Miami proprio non è attrezzata, mente altri team lo sono eccome (vedi Celtics, Lakers ecc.). Altro problema: James e Wade ne hanno piazzati 47 in coppia nel primo tempo, 10 soltanto nella ripresa. Troppo pochi, probabilmente c'è ancora un problema di compatibilità tra i due. Poi magari da qui alla fine i Miami Heat si scatenato, dominano fisicamente e vanno a vincere il titolo, ma a livello di gioco, organizzazione, concentrazione e espressione tecnico/tattica del gioco sono molto indietro rispetto al tabellino di marcia. Comunque gare come quella di stanotte bisogna saperle vincere, e gli Orlando Magic l'hano fatto con la fluidità di gioco e schemi: alla fine decisivi sono stati i tiri pesanti di Jason Richardson (24p, 6/8 da tre), di Anderson, di un Gilbert Arenas che ha segnato il pareggio a 82 con una bomba delle sue. Orlando c'é. Quando coinvolge il giusto Superman e mantiene i suoi bombardieri oliati nei momenti decisivi è una squadra che fa paura.
Chi invece sta progrendendo nel gioco e in particolar mdo nei risultati sono i Denver Nuggets, vittoriosi in casa degli Utah Jazz 103-101 e capaci di conquistare la quinta vittoria in 6 gare da quando si sono rinnovati con la trade. Decisivo un canestro di Afflalo nel finale, ma importante il contributo collettivo, con 5 giocatori in doppia cifra e i 23 perentori di Lawson.  Per i Jazz bene Devin Harris, che si sta inserendo da leader nel team.

 

martedì 1 marzo 2011

Ai Magic il big match coi Knicks. Lakers ancora con la difesa.



E' senz'altro vero che quando decide di far girare palla l'attacco degli Orlando Magic è quello meno marcabile dell'intera Lega, ma concedere 69 punti in un tempo è comunque troppo. I New York Knicks recuperano un brutto primo quarto, ne giocano un secondo clamoroso da 37-15, ma nella ripresa omettono una componenete fondamentale come la difesa e perdono lo statement game contro Orlando 110-116. 85 punti del trio Stoudemire/Billups/Anthony sono parecchi, ma oltre loro tre non si è andato. Howard 30 punti e 16 rimbalzi, Nelson 26, altri tre in doppia cifra ed ecco che Orlando vince la gara.
Brutto segnale per i San Antonio Spurs, che alla prima partita senza Tony Parker infortunato si fanno battere nettamente dai Memphis Grizzlies, squadra comunque in un grande momento di forma: 109-93 con Randolph, Tony Allen e Arthur che piazzano il ventello, mentre per la compagine di Popovich solo Gary Neal (14p) riesce ad andare in doppia cifra. I Dallas Mavericks passano a 101-93 a Philadlephia e un minimo si avvicinano: protagonista Jason Terry con 30 punti, ai quali aggiungere la tripla doppia del recordman Jason Kidd e i 22 ben conditi di Dirk Nowitzki.
Passata la fatidica data dell'All-Star Game i Los Angeles Lakers sembrano finalmente fare sul serio: quinta vittoria di fila e anche stavolta con la difesa. 90-79 in casa dei Minnesota Timberwolves, con soli 34 punti concessi nella seconda parte di gara. 24 per Kobe Bryant, doppia doppia per Pau Gasol e Lamar Odom, Bynum coinvolto in attacco. Così ci siamo. Kevin Love 13 e 11, continua la rincorsa al record consecutivo di doppie doppie di Moses Malone.
I Toronto Raptors di Andrea Bargnani vincono 96-90 la sfida con i New Orleans Hornets dell'altro italiano Marco Belinelli: 14 per il romano, 13 per il ragazzo di san Giovanni in Persiceto.
Gli Houston Rockets passano 103-87 in casa dei Portland Trail Blazers, che stanno attraversando un momento di netta flessione (ma rimangono un team da applaudire per lo sforzo e l'abnegazione nel fronteggiare tutte le avversità). Scola, Martin e Lowry col ventello, dall'altra parte doppia doppia del neo-acquisto Gerard Wallace.
Gli Indiana Pacers superano 109-100 i Golden State Warriors con un Danny Granger da 25 punti e 16/16 ai liberi, i Milwaukee Bucks battono 92-90 i Detroit Pistons con 21 punti del folletto Brandon Jennings.