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martedì 26 aprile 2011

Playoff - Spurs con le spalle al muro, Dallas risorge.

I Memphis Grizzlies sconfiggono ancora i San Antonio Spurs, stavolta con un perentorio 104-86, e si portano sul 3-1 nella serie più sorprendente del primo turno. Partita equilibrata nel primo tempo, con la fisicità e l'entusiasmo dei padroni di casa contrastato dall'esperienza degli uomnii di Popovich. All'inizio del secondo tempo i Grizzlies provano a scappare una prima volta, si portano sul + 12, ma Ginobili, Duncan e Parker tengono botta. Quando però c'è un secondo tentativo di allungo all'inizio dell'ultimo periodo gli Spurs non ne hanno più, e la panchina dimostra di  non avere la forza mentale e l'esperienza necessaria per supportare i senatori stanchi, nonostante gli sforzi comunque ammirevoli di Splitter, Neal e Hill.. Così Memphis allunga e non si volta più indietro, fino al trionfo finale. Trascinatore in attacco stanotte è stato Conley, con anche Arthur attivissimo da entrambi i lati del campo. Per gli Spuirs 23 di un Parker volenteroso e 14 per Ginobili, ma soltanto 6 per Duncan visibilmente affaticato e in difficoltà contro gliocatori adesso più atletici.
Dopo la tremnda sconfitta in Gara4 a Portland, in cui erano in vantaggio anche di 23 punti, i Dallas Mavericks rialzano (sorprendentemente...) la testa e vincono Gara5 in casa 93-82. Partita equilibrata fino alla fine del terzo periodo, quando con le giocate di Terry e Nowitzki i padroni di casa hanno scavato il solco decisivo. Fondamentale stanotte è stato il contributo a rimbalzo di Tyson Chandler: 20 rimbalzi di cui 13 in attacco, che hanno garantito secondi possessi nei momenti topici dell'incontro. Da rimarcare anche i 25 punti di Dirk e i 14 assist di Jason Kidd. Per i trail Blazers Miller e Wallace sgli scudi, sotto il par invece LaMarcus Aldridge.
I Denver Nuggets vincono 107-104 Gara4 contri gli Oklahoma City Thunder ed evitano il "cappotto": finalmente importante la prova di Danilo Gallinari, autore di 18 punti con 3/4 da tre. Il top scorer per i Nuggets è stato comunque Ty Lawson, che ne ha messi 27. Per gli ospiti 61 punti con 48 tiri per la coppia Durant/Westbrook. Serie comunque saldamente in mano ai Thunder, in vantaggio 3-1.

domenica 10 aprile 2011

Ty Lawson, che nottata!

Cinque gare notturne, nessuna di particolare importanza ai fini delle classifiche e delle posizioni nella griglia dei playoff.
Allora segnaliamo la strepitosa giornata al tiro del playmaker dei Denver Nuggets Ty Lawson (foto), che nella vittoria 130-106 contro i Minnesota Timberwolves ha piazzato 37 punti con un clamoroso 10/11 da tre, ed ha fatto anche il recordo di triple di fila in una gara. Altri suoi sette compagni in doppia cifra, ma non Danilo Gallinari che ha messo solo tre punti e giocato solo 10 minuti. Un lieve infortunio, niente di grave, magari meglio così: si riposa per le sfide che contano.
San Antonio Spurs in salute, continuano la striscia positiva battendo gli Utah Jazz 111-102 con 20 punti di Richard Jefferson e altri 6 giocatori sopra i 10.
I Milwaukee Bucks superano 108-101 i Cleveland Cavaliers: 32 punti di Salmons con 14/18 dal campo.
Gli Houston Rockets strapazzano i Los Angeles Clippers 99-78 con finalmente un Dragic (una delusione personale molto cocente) che gioca dignitosamente e piazza 14 punti, 10 rimbalzi e 7 assist.
Washington Wizards a valanga sulla squadra più insensata della Lega, gli Atlanta Hawks: 115-83 con 23 punti di Blatche. Ma come fanno gli Hawks a deludere sempre e comunque e poi andare ai playoff? Con quel potenziale è irritante vedere Johnson, Smith, Horford, Crawford e gli altri fare il compitino minimo e dimostrare nessuna volontà di eccellere. Decisamente franchigia che deve cambiare passo.

lunedì 4 aprile 2011

Gallinari espugna lo Staples Center



Tutti e tre vincenti gli italiani (o meglio, le loro squadre) che giocano in NBA: non succedeva da un bel po'. 
Il successo più prestigioso è senza dubbio quello di Danilo Gallinari, i cui Denver Nuggets passano in casa dei Los Angeles Lakers 95-90. Il Gallo è assoluto protagonista della partita con 22 punti, un primo tempo da realizzatore di classe cristallina e un secondo al servizio della squadra con assist, rimbalzi, difesa. Lakers troppo distratti: due palle perse su rimessa dal fondo dopo canestro subito e uno scelerato tagliafuori di Odom su tiro libero nell'azione decisiva hanno evidenziato la serata no dei gialloviola. In più infortunio a Bynum: il solito ginocchio. Unico a salvarsi veramente Pau Gasol, con 16 punti (7/10 al tiro) e 12 rimbalzi.
I San Antonio Spurs ne approfittano: strapazzano 114-97 i Phoenix Suns e richiudono definitivamente la questione del primo posto a Ovest. Protagonista dell'incontro George Hill con 29 punti. Chi continua invece a perdere colpi sono i Dallas Mavericks, sconfitti a Portland 96-104 da una squadra che davvero ha molte frecce al proprio arco e segna con una miriade di giocatori. 
Ma torniamo agli italiani: i New Orleans Hornets sistemano gli Indiana Pacers 108-96, con Belinelli che mette 9 punti con 4/9 al tiro in 23 minuti. La vittoria di Andrea Bargnani contro gli Orlando Magic invece è soltanto "virtuale", perché il romano non gioca per non so quale motivo: 102-98 per i Raptors con DeRozan e Bayless ben sopra il ventello, a contrastare efficacementei 31 punti di Howard.
I Miami Heat passano in New Jersey 108-94, basta un LeBron James da 31 punti e 11 rimbalzi. Vincono anche i Celtics, 101-90 sui Detroit Pistons: Garnett 23 punti, Pierce 22. 
I New York Knicks si sbarazzano dei Cleveland Cavaliers 123-107, superandoli per la prima volta in stagione. 28 Soudemire, 25 Anthony, 23 Billups. Houston Rockets vincenti sugli Atlanta Hawks 114-109 con 35 punti dello scatenato Kevin Martin: minime ma ancora presenti le speranze di postseason per loro. 
I Sacramento Kings battono gli Utah Jazz 106-97 con un Tyreke Evans da 24 punti, i Washington Wizards passano a Charlotte 97-91 grazie ai 25 di Blatche e ai 23 di Crawford.

giovedì 24 marzo 2011

Thunder e Nuggets lanciano la sfida verso il futuro.

60 punti con 29 tiri: questo è il bottino accumulato stanotte da Kevin Durant e Russell Westbrook nella vittoria 106-94 degli Okahoma City Thunder contro gli Utah Jazz. Precisi, lucidi, sportivamente spietati. Questi due giocatori si stanno impossessando della Lega, e nel futuro più immediato la domineranno.
Facilitati dall'assenza di Tim Duncan infortunato, i Denver Nuggets recuperano e sorpassano nel finale i San Antonio Spurs 115-112. Ginobili e Parker ne mettono 39, ma i padroni di casa segnano con tutto il roster e trovano un Al Harrington da 27 punti. Danilo Gallinari 13 punti
Al momento Thunder e Nuggets sono rispettivamente quarti e quinti a Ovest: se dovessero incontrarsi in un primo turno di playoff sarebbe una sfida decisamente lanciata verso il futuro, bellissima da vedere.
I Celtics si stanno risparmiando per la post-season? Speriamo, perché quelli che stanno scendendo in campo ultimamente nono sono neppure lontani cugini della squadra compatta e determinata di qualche tempo fa: stanotte i verdi sono stati sconfitti al TD Garden 87-90 dai Memphis Grizzlies, con l'ex dal dente avvelenato Leon Powe che ha messo 13 punti importantissimi. Tranne Paul Pierce, autore di 22 centri, gli altri Celtics tutti abbastanza sottotono. Quarta sconfitta di fila per gli ancor più disastrosi New York Knicks, stracciati al Madison Square Garden 99-111 dagli Orlando Magic: Howard con 33p e 11r, tutto il quintetto di partenza in doppia cifra per Orlando. 24 di Anthony per New York, che però nell'ultimo quarto, come troppo spesso gli capita, si è fatta detronizzare dagli avversari, subendo il decisivo 21-32.
I Miami Heat vincono a Detroit 100-94 e si avicinano pericolosamente ai Boston Celtics: se dovessero riuscire a scavalcarli e chiudere la regular season al secondo posto potrebbe ribaltarsi ogni equilibrio a Est, sul serio. Comunque stanotte 66 punti dei Big Three contro i 27 del ritrovato Richard Hamilton.
Gli Houston Rockets non vogliono mollare le residue possibilità di andare ai playoff e superano i Golden State Warriors 131-112 con Kevin Martin che ne piazza 34, seguito dai 25 di Courtney Lee, i 20 di Scola e la tripla doppia di Hayes. Per Golden State 34 di Dorell Wright.
I Phoenix Suns battono i Toronto Raptors 114-106 nonostante i 27 punti di un buon Andrea Bargnani, i Kings passano a Milwaukee 97-90 con 52 complessivi di Thornton e Udrih. Dall'altra parte 30 di un Carlos Delfino ultimamente in grande spolvero. Nets vittoriosi a Cleveland 98-94 dopo un overtime con 6 giocatori in doppia cifra. I Philadlephia 76ers battono gli Atlanta Hawks 105-100 con 7 componenti del roster sopra i 10 punti. Per la squadra più irritante della Lega 33 e 12 rimbalzi di Josh Smith. Infine i Pacers passano a Charlotte 111-88 con 33 punti del redivivo Danny Granger.

Ops! Scusate, m'ero scordato i Los Angeles Clippers che hanno sconfitto i Washington Wizards 127-119 dopo 2 supplementari con tripla doppia clamorosa di Blake Griffin (33p, 17r, 10a), 32 di Gordon e 28 e 12 rimbalzi di Kaman. Per Washington 32 e 10 assist di un grande John Wall, 25 e 10a di Crawford e 22 e 13r di McGee. Non male come statistiche...

venerdì 4 marzo 2011

Heat, ancora una sberla. I Nuggets vincono a Salt Lake City.

Due sole gare disputate stanotte.
Ma come si può chiudere un primo tempo sul + 18, segnando addirittura 63 punti, e poi perdere mettendone solo 33 nella ripresa? Chiedete pure ai Miami Heat, compagine che a questo punto della stagione dimostra dei limiti tecnici e anche caratteriali che avrebebro dovuto essere superati da tempo. Come al solito basta l'organizzazione di gioco per mettere in difficoltà LeBron James e compagni. Se poi di fronte c'è una squadra che sa giocare a basket come gli Orlando Magic, ecco che qualsiasi vantaggio non può essere rassicurante.
Il 96-99 patito all'American Airlines Arena di stanotte ha evidenziato poi ancora una falla imprescindibile nel sistema degli Heat: non c'è un centro in grado di fare barriera sotto canestro, e senza il controllo minimo dei rimbalzi non si controlla la partita. Certo, contro Dwight Howard (stanotte 14p e 18r) sarebbe stato difficile per molte squadre NBA, ma Miami proprio non è attrezzata, mente altri team lo sono eccome (vedi Celtics, Lakers ecc.). Altro problema: James e Wade ne hanno piazzati 47 in coppia nel primo tempo, 10 soltanto nella ripresa. Troppo pochi, probabilmente c'è ancora un problema di compatibilità tra i due. Poi magari da qui alla fine i Miami Heat si scatenato, dominano fisicamente e vanno a vincere il titolo, ma a livello di gioco, organizzazione, concentrazione e espressione tecnico/tattica del gioco sono molto indietro rispetto al tabellino di marcia. Comunque gare come quella di stanotte bisogna saperle vincere, e gli Orlando Magic l'hano fatto con la fluidità di gioco e schemi: alla fine decisivi sono stati i tiri pesanti di Jason Richardson (24p, 6/8 da tre), di Anderson, di un Gilbert Arenas che ha segnato il pareggio a 82 con una bomba delle sue. Orlando c'é. Quando coinvolge il giusto Superman e mantiene i suoi bombardieri oliati nei momenti decisivi è una squadra che fa paura.
Chi invece sta progrendendo nel gioco e in particolar mdo nei risultati sono i Denver Nuggets, vittoriosi in casa degli Utah Jazz 103-101 e capaci di conquistare la quinta vittoria in 6 gare da quando si sono rinnovati con la trade. Decisivo un canestro di Afflalo nel finale, ma importante il contributo collettivo, con 5 giocatori in doppia cifra e i 23 perentori di Lawson.  Per i Jazz bene Devin Harris, che si sta inserendo da leader nel team.

 

venerdì 25 febbraio 2011

I Chicago Bulls spaventano la Eastern Conference, Gallinari esordio vincente a Denver.



Adesso che è tornato in campo anche Joakim Noah la difesa dei Chicago Bulls è davvero un fattore determinante, soprattutto allo United Center. Tom Thibodeau stanotte ha adoperato una tattica precisa e redditizia: concediamo il necessario a chi non si può fermare più di tanto, ma chiudiamo ogni spazio agli altri.
E così Dwyane Wade ha messo 34 punti, LeBron James ne ha aggiunti 29 con 10 rimbalzi, ma gli altri sei giocatori in campo soltanto altri 26 punti. In particolare, Chris Bosh ne ha messi 7 con 1/18 al tiro.
Dall'altra parte Derrick Rose nel secondo tempo ha scoperchiato la difesa degli Heat nei momenti cruciali, e negli ultimi minuti con la gara punto a punto ha messo un paio di lay-up in penetrazione da vera antologia. Poi sull 89-89 a una manciata di secondi dalla fine lo scarico per Deng e il piazzato dall'angolo che ha deciso il match. 93-89 per i Bulls con 26 di Rose, 20 di Deng e 16 di Boozer. Chicago saldamente terza a Est, sarà seriamente protagonista.
I Boston Celtics non approfittano della sconfitta degli Heat e inciampano contro i nuovi Denver Nuggets 75-89.  Decisivo un ultimo quarto da 28-15 per i padroni di casa. Danilo Gallinari è l'unico nuovo acquisto a partire in quintetto, ma gioca una partita piuttosto incolore e finisce con 2 punti in 19 minuti. Meglio i 16 punti di Chandler e i 10 assit di Felton. Per i Celtics (sicuri che Perkins e Robinson non servivano più?) un Kevin Garnett da 14 e 13 rimbalzi.

martedì 22 febbraio 2011

La "Trade" s'è compiuta: Anthony a New York, Gallinari a Denver




I New York Knicks cedono Danilo Gallinari, Wilson Chandler, Raymond Felton e Timotey Mozgov a Denver, insieme alla prima scelta al draft del 2014. In cambio dai Nuggets arrivano Carmelo Anthony, Chauncey Billups, Shelden Williams, Anthony Carter e Renaldo Balkman.
In più, i Knicks spediranno Anthony Randolph e Eddy Curry ai Minnesota Timberwolves in cambio di Corey Brewer.
La mega-trade alla fine si è realizzata. Denver si libera dell'angoscia di perdere Anthony a zero dollari a fine stagione, e in più acquista un trio di giocatori che possono garantirle un futuro più che roseo, contando anche che comunque ai Nuggets rimane un roster di tutto rispetto.
New York con Billups e Anthony acquista esperienza, controllo del ritmo, determinazione e punti sul tabellone. Io però non sono convintissimo che Carmelo e Chauncey almeno nell'immediato si adattino troppo all'idea di basket di Mike D'Antoni fatto di contropiede, gioco sul perimetro e soprattutto palla che gira con velocità. Certo, adesso le possibilità di competere a Est con le grandi aumentano, ai playoff i Knicks avranno un peso specifico notevolmente maggiore.
Io personalmente non avrei sacrificato Gallinari e Chandler, due giocatori che in proiezione futura erano molto appetibili. Certo l'esplosione di Landry Fields copre le spalle a New York.
Staremo a vedere, adesso le cose nelle due Conference possono cambiare radicalmente un po' per tutti.
Comunque ecco un doveroso tributo al Gallo, che lascia la Grande Mela dopo due anni e mezzo sicuramente alterni, ma in cui ha dato prova di essere un giocatore di basket di quelli veri. Eccone alcuni indizi: