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domenica 1 gennaio 2012

Bynum torna e trascina i Lakers. I Thunder suonano la quinta.

Prima di tutto buon anno lettori di Buddy's Basketball Diaries, che sia un 2012 pieno di canestri emozionanti!

Andrew Bynum decisivo al ritorno
29 punti, 13 rimbalzi e 13/18 al tiro. Dopo le quattro grare di sospensione Andrew Bynum si è presentato allo Staples Center con questa prova e ha trascinato i Lakers alla vittoria 92-89 sui Denver Nuggets. Partita equilibrata e segnata più dalle palle perse e dagli errori che da giocate veramente spettacolari, anche se a tratti l'attacco gialloviola ha eseguito bene. Però i falli e la superficialità ha permesso ai Nuggets di stare sempre attaccati e addirittura andare avanti di 5 a pochi minuti dalla fien, grazie soprattutto a Nene e a un Harrington da 21 punti. Però nel finale ancora Bynum e la voglia di vincere di Kobe (17 punti con 10 rimbalzi e 9 preziosissimi assist) hanno permesso ai Lakers di andare avanti. Poi Gallinari, che ha marcato alla grande Bryant, a due secondi dalla fine ha sbagliato il più facile dei canestri del pareggio e la gara si è conclusa in favore dei padroni di casa. Discreto anche Gasol con 17 punti e 7/10 al tiro.
Kevin Durant si prende una mezza giornata di vacanza (12 punti con 4/11 al tiro) ma ormai gli Oklahoma City Thunder sono oliati come squadra e spazzano via i Phoenix Suns per 107-97, punteggio anche troppo stretto. Bene tutti, soprattutto un Russell Westbrook protagonista di alcune giocate di classe e potenza. Per Phoenix pochissima resistenza, i Thunder sono stati davvero troppo forti per loro.
I New York Knicks si risollevano dopo due sberle esterne andando a vincere a Sacramento per 114-92: ospiti sempre in assoluto controllo con i 23 di Anthony, i 22 di Chandler e i 21 di un ottimo Landry Fields. Stoudemire assente per un problema alla caviglia.
Ginobili pazzesco contro i Jazz
I San Antonio Spurs in casa non si fermano e strapazzano gli scassati Utah Jazz per 104-89: le danze come al solito le conduce Manu Ginobili, che ne mette 19 nel primo tempo e chiude con 23, dovuto da un bel 9/10 al tiro (5/6 da tre). Immenso, non ci sono altri aggettivi. Bella doppia doppia per Blair, così come quella del rientrante Jefferson tra gli ospiti.
Gli Houston Rockets infliggono la prima sconfitta agli Atlanta Hawks battendoli per 95-84: Smith e compagni provano a restare in scia per tutta la partita, ma la lucidità dei padroni di casa e le giocate sopraffine di Martin (27), Scola (21) e Budinger (17) non ammettono repliche. Altanta con quattro giocatori in doppia cifra, ma decisamente sotto il par rispetto alle prime tre gare.
I Detroit Pistons vincono la prima gara della stagione sconfiggendo gli Indiana Pacers 96-88 grazie a un Jerebko da 20 punti e 12 rimbalzi. Tutto il quintetto di partenza comunque va in doppia cifra e dimostra un discreto gioco di squadra. Per i Pacers 7/11 e 16 punti di Hill.
Chiudiamo con i Phladelphia 76ers che si impongono in trasferta schiacciando 107-79 i Golden State Wariors: dopo un brutto primo quarto si scatenano Williams (23) e Young (18) e per gli altri c'è poco da fare, se non opporre i 40 della coppia Curry/Lee, ma davvero poco altro.



mercoledì 28 dicembre 2011

Lezione degli Spurs ai Clippers. Heat e Thunder a fatica, notte fonda per Boston

Manu Ginobili schianta i Clippers
I tiri liberi di Kevin Durant e Russell Westbrook regalano agli Okahoma City Thunder la vittoria a Memphis. Solo che il primo ne mette 32 con la solita concretezza, l'altro gioca una gara orribile da 0/13 al tiro. Per fortuna gli uomini di Brooks hanno la solita terza punta Harden che piazza 20 punti importantissimi. I Grizzlies giocano col solito cuore, mandano in doppia doppia pesante Randolph, Gasol e Gay, ma alla fine devono arrendersi in un match che però rende loro onore, come al solito.
Altro trentello di KD
Anche gli Heat come i Thunder vanno sul 3-0 sconfiggendo i Bobcats all'ultimo tiro. Gli uomini di Spoelstra fanno paura anche, anzi soprattutto in queste partite in cui giocano al gatto col topo e poi colpiscono nel finale. Il 96-95 in casa dei volenterosi Charlotte Bobcats è frutto del bellissimo buzzer di Dwyane Wade a 2.8 secondi dal termine. Miami presuntuosa e leziosa fino alla fine, ma quando James (35punti) e un Bosh molto ispirato (25 con 8/13) hanno attaccato sono stati imperiosi. Per i padroni di casa ventello di Augustin e Henderson, più un Boris Diaw da 16 punti e 16 rimbalzi.
Saranno pure "vecchietti", ma in casa i San Antonio Spurs sanno ancora dettare legge. Dopo aver sconfitto i Grizzlies asfaltano addirittura i Los Angeles Clippers con un terzo periodo da 38-17: chapeau. Manu Ginobili ne segna 24 con 10 tiri (servono altri eggettivi?), Parker con altri 20 e un ottimo Jefferson da 8/9 al tiro. Per i Clippers 28 di Griffin e un Chris Paul abbastanza opaco. Saranno la squadra del futuro i losangelini, ma stanotte hanno fatto da studenti a professori decisamente prestigiosi...
I Boston Celtics entrano ufficialmente in crisi dopo essere stati massacrati a New Orelans per 97-78, soprattutto in un ultimo quarto in cui hanno dimostrato tutta la loro età e una panchina cortissima. Ci potrebbe poi essere un altro problema: Rondo, che non ha tenuto una singola penetrazione di Jack, autore di 21 punti  e 9 assist. 20 punti e 11 rimbalzi per un solido Landry, ottimo Belinelli con 13 punti, 4/6 dal campo e la tripla che ha spezzato la partita nel terzo quarto. Celtics da ricomporre in fretta, lo 0-3 è pesantissimo.
La vittoria ottenuta su Boston all'esordio dunque non era poi un risultato così eclatante per i New York Knicks. L'ha dimostrato la secca sconfitta in casa dei Golden State Warriors per 78-92. Si entra nell'ultimo quarto in parità, poi i padroni di casa dilagano 28-14. Monta Ellis sbaglia tanti tiri ma ne mette comunque 22, che con i 19 di Rush fanno la differenza. Per New York maluccio tutti, solo Landry Fields con 14 punti e 5/10 dal campo si salva parzialmente.
Seconda vittoria per i Denver Nuggets, che passano facilmente sugli Utah Jazz per 117-100: a farla da padrone è un Nene da 10/13 e 25 punti. Bene anche Lawson, Harrington e il solito Gallinari al servizio della squadra, con 11 punti e 4/7 dal campo.
I Philadelphia 76ers sbancano Phoenix 103-83 in un confronto stravinto oltre il punteggio: sei uomini in doppia cifra, prova molto convincente. Malissimo i Suns.
I Toronto Raptors vengono sorpresi in casa dagli Indiana Pacers, partiti molto bene come dovrebbe fare una squadra compatta e che gioca unita. 90-85 per gli ospiti che controllano una partita equilibrata grazie ai 21 di Granger e alla doppia cifra di tutti gli altri nel quintetto di partenza. Da notare i 12 assist di Collison. Per i Raptors un buon Bargnani da 21 punti e un DeRozan da 22.
Nonostante il ventello di Young e Wall gli Atlanta Hawks si sbarazzano senza problemi dei Washington Wizards battendoli 101-83 in una gara senza storia. Sei in doppia cifra e doppia doppia per Smith e Horford per i padroni di casa, che si portano 2-0.
I Cleveland Cavaliers passano a Detroit 105-89. Kyle Irving ne mette 14 e condisce con 7 assist. Altri cinque sopra i 10 per gli ospiti, mentre i Pistons malconci anzichenò mettono sopra i 20 Gordon e l'altra matricola Knight, senza però entrare mai in competizione.

martedì 2 agosto 2011

Quando eravamo re - Zoran Savic

Zoran Savic
Si, torniamo ancora una volta a quella fantasmagorica Kinder Bologna di Ettore Messina, di cui abbiamo già incensato Manu Ginobili, Sacha Danilovic, Antoine Rigaudeau, Matjaz Smodis, Picchio Abbio e probabilmente altri in futuro. Oggi tocca a uno dei membri meno spettacolari ma più concreti e redditizi di quel grandioso roster.
Zoran Savic era un giocatore tutt'altro che spettacolare, ma su di lui potevi contare sempre (ma davvero sempre!) su punti, rimbalzi, presenza fisica sotto canestro, bombe da tre piazzate nei momenti veramente topici di una gara, non importa quanto importante fosse. Lui c'era, e quasi sempre la metteva.
Arrivato a Bologna a trent'anni. Savic con la grande Virtus ha vinto scudetto e una Eurolega gloriosa. E' stato a dir poco decisivo nella finale di Barcellona, nel 58-44 contro l'Aek Atene.
Maestro di tagliafuori e rimbalzo, straordinario nella capacità di rimorchio incontripiede, ha anche scritto la storia della nazionale jugoslava, prima e dopo la scissione: un Mondiale, tre Europei, un argento olimpico ad Atlanta 1996.
Io vedendo la Kinder vincere ovunque e con la massima autorità spesso mi domandavo chi fosse il leader carismatico del gruppo. Il sospetto è che il barometro emotivo della squadra lo tenesse in mano questo giocatore silenzioso ma letale, che alla fine era protagonista in ogni momento cruciale di una partita. Questo il nostro omaggio a uno dei centri europei più forti e completi degli anni '90.

mercoledì 13 luglio 2011

Quando eravamo re - Antoine Rigaudeau

Antoine Rigaudeau
Chissà perché quando si parla dei grandi stranieri venuti a giocare nel nostro paese non si cita mai questo, che per me è uno dei più determinanti giocatori europei degli anni '90. Io ho una sola maglietta di squadre italiane, ed è la n° 14 che vedete nella foto.
Dopo aver vinto scudetto e premi nazionali in Francia, Antoine Rigaudeau arriva alla Kinder Bologna nel 1997, e e negli anni a venire scrive la storia del basket europeo.
Nelle sei stagioni di permanenza con le V nere vince, anzi stravince di tutto, comprese quelle due Eurolega sotto la guida di Ettore Messina. Le stelle di quella Kinder erano Ginobili, Danilovic, Jaric, Sconochini, Smodis, Nesterovic. Ma l'ordine, la lucidità, la capacità di prendersi responsabilità e tiri importanti che aveva Rigaudeau erano davvero quel qualcosa in più che alla fine faceva pendere l'ago della bilancia in favore di Bologna.
La carriera NBA ai Mavericks è stata a dir poco deficitaria, il ritorno europeo a Valencia dimenticabile.
Però nella sua parentesi italiana Antoine Rigaudeau è stato un giocatore di freddezza e sapienza cestistica ineguagliabili, uno che entra di diritto nella mia Top10 del cuore. Il video brevissimo che ho trovato rende soltanto in parte giustizia alle qualità tecniche e caratteriali del francese. Però guardate da che distanza si prende due o tre bombe, ammiratene lo sguardo, la sicurezza con cui alza il gomito sicuro che sta facendo la cosa giusta, che il pallone finirà in fondo alla retina. Questo era Antoine Rigaudeau, "Le Roi" del basket francese, un grande ma grande del basket europeo.

sabato 30 aprile 2011

Playoff - Zach Randolph trascina i Grizzlies al secondo turno. Si chiude la dinastia dei grandi Spurs.


All'inizio sembrava una passeggiata per i Memphis Grizzlies, che sono andati subito sul 20-6 con una fisicità e un entusiasmo esponenzialmente maggiori del quintetto di partenza dei San Antonio Spurs. Duncan, Ginobili e Parker sembrano davvero non averne più. Tony Allen domina in difesa, recupera palloni su palloni, Randolph e la sorpresa Vasquez (entrato subito per Conley in crisi di falli) non sembrano contenibili. Però la risposta stavolta arriva dalla panchina degli Spurs: Bonner con le triple e Hill con i jump piazzati riportano San Antonio in gara, e il primo tempo si chiude con soli 4 punti di svantaggio. Anche la ripresa si muove sulla stessa partitura: Memphis controlla a livello fisico grazie anche a un Marc Gasol che sotto canestro è un fattore eccome. San Antonio sembra non farcela eppure è sempre ancora li, e quando Manu Ginobili mette il buzzer da oltre metà campo alla fine del terzo quarto si capisce che la gara è tutt'altro che conclusa, anche perché i titolari degli Spurs iniziano a dare segni di vita, soprattutto Parker. A quattro minuti dalla fine della gara McDyess mette il canestro del sorpasso, 80-79.
Da quel momento in poi però la gara è letteralmente dominata da Zach Randolph, che segna una serie di canestri impressionante e scava azione dopo azione il divario definitivo. 99-91 per i Memphis Grizzlies, 31 punti (16 nell'ultimo quarto) e 11 rimbalzi per il giocatore/franchigia di Memphis, doppia doppia fondamentale per Gasol. Per i San Antonio Spurs 23 per Parker, 16 per Ginobili, 12 e 10 rimbalzi per Duncan.
Appare a questo punto difficile da non capire: con questa sconfitta si chiude definitivamente la "dinastia" dei San Antonio Spurs, quella che ha portato al squadra di Gregg  Popovich a quattro gloriosi e strameritati titoli. Una squadra meravigliosa che vogliamo omaggiare con questo video:

giovedì 28 aprile 2011

Playoff - Che spettacolo a San Antonio! Thunder e Heat al secondo turno


Da dove cominciare per commentare una partita così emozionante come Gara5 tra Spurs e Grizzlies? Dalla volontà degli ospiti che non cedono di un centimentro e si trovano a condurre anche un match che potevano lasciar andare per giocarsi tutto in casa quella successiva? Oppure cominciare dalla classe immensa di Manu Ginobili, che segna 33 punti e un canestro alla fine che ha dell'incredibile? Oppure ancora dalla forza mentale della matricola Gary Neal (si, quello un po' sciagurato di Treviso...), che mette la tripla del pareggio allo scadere? Alla fine gli Spurs l'hanno spuntata all'overtime 110-103, e potrebbero aver trovato l'esaltazione necessaria per andare a vincere a Memphis. Ma questa partita è senza dubbio una perla assoluta, da vedere e rivedere, a prescindere da chi passerà il turno. Per i Grizzlies 26 di Randolph, 20 di Conley, mentre per San Antonio vanno citati anche i 24 di Tony Parker.
Gli Oklahoma City Thunder sconfiggono i Denver Nuggets 100-97 e vincono la serie 4-1. La storia è stata quella delle altre partite: gli ospiti giocano bene di squadra e mettono tutti a referto. Però dall'altra parte c'è LA PRIMA PUNTA per eccellenza, Kevin Durant, che in una giornata pessima per Westbrook recupera lo svantaggio praticamente da solo, serve a Harden la tripla del pareggio, mette un canestro più fallo da antologia per il sorpasso, chiude con 41 punti e un ultimo quarto di quelli che possono farlo paragonare ancora una volta (e per me a buon diritto) a Michael Jordan.
I Miami Heat hanno battuto 97-91 i Philadelphia 76ers e chiuso anche loro la serie 4-1. Gara decisa dai tiri liberi nel finale, dove i padroni di casa hanno mantenuto la freddezza necessaria per prevalere. Heat comunque ancora lontani da un gioco che possa permettere loro di affrontare con sicurezza i Celtics nel prossimo turno. Comunque 26 di Wade, 22 di Bosh e 20 importanti di Chalmers con un bel 6/12 da tre.

domenica 24 aprile 2011

Playoff - Portland, che rimonta! Grizzlies e Thunder dettano legge.


Gara 4 tra Portland Trail Blazers e Dallas Mavericks ha evidenziato ancora una volta il DNA specifico di queste due franchigie. I Blazers non mollano mai, si rialzano dopo qualsiasi canestro, dopo qualsiasi infortunio, dopo qualsiasi sconfitta. Dall'altra parte i Mavericks non possono essere sicuri della vittoria neppure sopra di venti punti. Già, perché alla fine del terzo quarto i Mavericks stavano 61-41 a Portland, con Roy fuori praticamente tutto il primo tempo per una botta subita da Stojakovic. E invece il piccolo grande "uomo d'argilla" dei Trail Blazers ha preso in mano la squadra e l'ha guidata ad una rimonta storica. 18 punti nell'ultimo quarto, col gioco meraviglioso da quattro punti all'ultimo minuto che ha dato l'82 pari. Poi il canestro del sorpasso in penetrazione-arresto e tiro, quello con cui ha squassato la difesa dei Mavericks. Brandon Roy ha compiuto un'impresa eroica, sicuramente la più grande della sua fin'ora travagliata carriera. 84-82 per Portland, con tutti che hanno contribuito alla grandiosa vittoria. Per Dallas una sconfitta pesantissima che di sicuro apre la porta non solo ai fantasmi del passato, ma alla condizione mentale perennemente fragile di questo team. Adesso la serie è 2-2, si torna a Dallas.
I Memphis Grizzlies stanno sfruttando al meglio la loro prestanza fisica, la loro voglia di correre, l'atletismo che i più compassati ed esperti Aan Antonio Spurs al momento non hanno. Avanti tutta la partita, i Grizzlies hanno mandato a segno praticamente tutti e ruotato intorno a un Zach Randolph da 25 punti. Gli Spurs però hano tenuto botta soprattutto grazie a un Manu Ginobili che, infortunio o meno, botte subite o meno, è continuato ad andare dentro col motorino e ha tenuto i suoi a galla. Poi l'azione che non ti aspetti, tripla decisiva di Randoph da fermo a 40 secondi dalla fine per il + 5. 91-88 finale per i Grizzlies, che adesso conducono 2-1. Gara 4 a questo punto appare decisiva.
I Denver Nuggets continuano a giocare come una squadra unita, che però non ha una prima punta in grado di metterne magari 30 e portare i suoi alla vittoria. Per gli Oklahoma City Thunder invece ci sono Kevin Durant, Russell Westbrook e stanotte anche Serge Ibaka, che ha piazzato 22 punti e catturato 16 rimbalzi. 26 punti invece per KG e 23 per il playmaker dei Thunder. Gli ospiti vincono 97-94, si portano sul 3-0 e chiudono virtualmente una serie che onestamente avremmo immaginato più combattuta. Gallinari soltanto 6 punti in 18 minuti. Ma comunque complimenti ai Thunder, che si stanno dimostrando una squadra già matura e pronta al grande salto. Se i Grizzlies dovessero compiere l'impresa (adesso non impossibile) contro gli Spurs, i Thunder potrebbero davvero vedere la finale di Conference.
In una partita meno importante delle altre i Chicago Bulls hanno concesso il punto dell'orgolio agli Indiana Pacers: 89-84 con 24 e 10 rimbalzi di Danny Granger.

giovedì 21 aprile 2011

Gara 2 - Bynum e Odom tengono a galla i Lakers, anche gli Spurs pareggiano i conti.


I Lakers non hanno ceramente giocato una partita memorabile contro i New Orleans Hornets, ma la vittoria per 87-78 ha almeno evidenziato che sono scesi in campo con la carica giusta. Anzi, Bryant, Artest e compagni hanno picchiato duro, hanno messo subito in chiaro che sarebb stata una gara fisica, da "duri", e hanno approfittato della loro superiorità di tonnellaggio. La gara è stata portata in porto da Andrew Bynum coi suoi 17 punti e 11 rimbalzi, da Artest e la sua presenza costante, da un Odom evidentemetne galvanizzato dal premio come miglior sesto uomo dell'anno. Bryant e Gasol decisamente sotto la loro media, ma comunque la reazione dei Lakers, almeno a livello emotivo, c'è stata. Anche la panchina ha fatto il suo con un gioco non sciolto ma aggressivo, concentrato, "cattivo".
Per gli Hornets bene l'ex Trevor Ariza (22 punti) e il solito Chris Paul, ma senza chili da opporre agli avversari c'era poco da fare quando le maglie della difesa si sono strette. Male Belinelli con 4 punti e 2/9 al tiro, ma contro Ron Artest è decisamente una gara impari.
Per la rivincita contro i Grizzlies torna Manu Ginobili, che ci mette tutta l'energia disponibile e l'esperienza del campione. Alla fine 17 punti per lui e un paio di rubate e contropiede da antologia. Memphis però continua a giocarsela senza paura, risponde canestro su canestro, e si arriva nuovamente punto a punto, dove un Duncan nell'ultimo quarto fa la voce grossa con un paio di canestri da giocatore di razza (16 punti e 10 rimbalzi alla fine per il centro). Entrambe le franchigie hanno giocato di squadra, costruendo attacchi capaci di variare soluzioni e marcatori. Il 93-87 finale per i padroni di casa testimonia un equilibrio che non ci saremmo decisamente aspettati. 1-1 e si va a Memphis.
Gli Oklahoma City Thunder strapazzano i Denver Nuggets 106-89 in gara 2 e mettono una seria ipoteca sul passaggio del turno. Il primo quarto finisce 29-10 e chiude già la gara. Ospiti stritolati da difesa e contropiede, con Harden e Sefolosha (per me miglior difensore dell'anno con buona pace di Howard...) sugli scudi. La musica non cambia più, il vantaggio non scende mai sotto la doppia cifra e i Thunder controllano agevolmente. Alla fine anche Durant e Westbrook si riposano, rispettivamente con 23 e 21 punti. Benissimo tutta la squadra. Per i Nuggets il ventello di Lawson e qualcosa dalla difesa, ma la mazzata subita nelle due gare dimostra lo squilibrio di valori, anche questo abbastanza inaspettato. Gallinari maluccio con 7 punti e 3/9 al tiro in 37 minuti di parquet. 

venerdì 1 aprile 2011

Lakers a valanga su Dallas, Boston passa a San Antonio



Era lo spareggio forse definitivo per il secondo posto nella Western Conference. I Los Angeles Lakers se lo sono aggiudicato senza posssibilità di discussione. La partita dura un tempo, poi nel terzo quarto i padroni di casa dilagano sui Dallas Mavericks. Il parziale della seconda frazione è 56-32, per un 110-82 finale che non ammette repliche. Se anche i Mavericks dovessero riuscire a risuperare i Lakers nelle prossime partite, in un eventuale secondo turno di playoff questa batosta potrebbe segnare gli equilibri psicologici. 28 punti di Kobe Bryant, 20 per Gasol, 13 e 18 rimbalzi per Bynum (in grande crescita), 16 e 11 rimbalzi per un monumentale Lamar Odom, 13 per Artest sempre più coinvolto e attivo.
Insomma, questi sono i Lakers versione three peat!
Duncan e Ginobili rientrano nei San Antonio Spurs, che però cedono in casa ai Boston Celtics per 97-107. Decisivo un terzo quarto da 28-21 per i verdi. 21 e 11 rimbalzi per Paul Pierce, 20 con 9/12 per Kevin Garnett, 22 e 14 assit per Rajon Rondo. Per gli Spurs Duncan encomiabile con 20 punti (8/12 al tiro) e 13 rimbalzi, parker ne aggiunge 23 ma il resto della squadra latita. I Lakers si sono avvicinati a due partite e mezzo: sorpasso difficile ma adesso non impossibile... 

martedì 29 marzo 2011

Perdono Chicago e Boston, i Knicks battono i Magic


Prima sconfitta da tempo immemorabile per i Chicago Bulls, fermati allo United Center 85-97 dai Philadelphia 76ers. Derrick Rose segna il suo solito trentello ma perde ben 10 palloni. Philadelphia ha risposto con 5 giocatori in doppia cifra, un primo quarto da 27-13 e il controllo dell'ultima frazione.
Della sconfitta dei Bulls però non hanno approfittato per riavvicinarsi i Boston Celtics, battutti anche loro dagli Indiana Pacers per 100-107. Male Garnett, Allen e Green, Pierce ne mette 23, Davis 20, Rondo 22 con 9/13 al tiro e 8 assist. I Pacers però tirano fuori dal cilindro un Hibbert da 26 con 12/17 dal campo. Decisivi secondo e quarto periodo, dove Boston ha subito pesantemente l'atletismo degli avversari.
I New York Knicks dimostrano di possedere ancora un minimo di orgoglio, e battono al supplementare 113-106 gli Orlando Magic. Protagonista Carmelo Anthony, che segna 39 punti e cattura 10 rimbalzi. 20 anche per Stoudemire, doppia cifra corposa anche per Billups e Douglas. Il resto della squadra però completamente escluso dal gioco, soprattutto un Landry Fields che in questo contesto sembra ancora del tutto spaesato. Per i Magic i "soliti" 29 punti e 18 rimbalzi di Dwight Howard, seguiti dai 24 di Richardson e i 18 di Hedo Turkoglu.
I San Antonio Spurs sono ufficialmente in crisi? Parrebbe di si, anche perché senza Duncan e Ginobili, l'anima della squadra, è difficile mantenere i livelli eccelsi di qualche settimana fa. Terza sconfitta di fila, coi Portland Trail Blazers che passano all'AT & T Center per 100-92: protagonista il grande veterano Andre Miller, che segna 26 punti con 9/15. Doppia doppia di 13 e 10 per Batum, mentre per gli Spurs non è bastato un Tony Parker commovente da 27 punti e tanta volontà. Da segnalare anche i 14 di Splitter, che comunque non sono poca cosa per uno che il campo in stagione l'ha visto pochissimo.
I Charlotte Bobcats hanno battuto i Milwaukee Bucks per 87-86: cinque giocatori in doppia cifra ad arginare i 26 punti di Brandon Jennings e Andrew Bogut. Ultima gara quella tra Utah Jazz e Washington Wizards, conclusasi con la vittoria di questi ultimi per 100-95: 28 per lo scatenato John Wall, 25 per Jordan Crawford, 11 e 18 rimbazli per JaVale McGee e la questione è sistemata.

domenica 27 marzo 2011

Welcome to Kobetown!

9 le gare disputate domenica notte.
15 vittorie in 16 match dopo la pausa dell'All-Star Game. Adesso  non ci si può più nascondere: sono i Lakers la squadra favorita per il titolo 2011? Probabilmente si, a prescindere dalla posizione in classifica che a Ovest li vede ancora dietro i San Antonio Spurs.
Stanotte 102-84 ai New Orleans Hornets con 30 di Kobe Bryant e 23 e 16 di Pau Gasol. Da notare il 5/6 al tiro di Bynum e il 4/6 di Artest. E Odom sembra riposarsi per i playoff.
Per gli avversari doppie doppie di Landry e Okafor ma poco da tutti gli altri, costretti dentro una difesa competente dei Lakers. Belinelli 9 punti con un pessimo 4/16 al tiro.
Intanto i San Antonio Spurs confermano che senza Tim Duncan psicologicamente sono tutta un'altra squadra: terza sconfitta di fila, stavolta a Memphis per 104-111. Non sono bastati i 30 di George Hill e i 20 di Tony Parker, anche perché Ginobili stanotte ha subito un inofrtunio al quatricipite sinistro e non ha giocato il secondo tempo. Per i Grizzlies 23 e 11 di Randolph e altri 23 di Tony Allen.
I Dallas Mavericks rinsaldano il terzo posto vincendo a Phoenix 91-83 con la bella doppia doppia (16p e 18r) di Tyson Chandler, cosa non facilissima contro il Gortat di questo periodo. Dietro di loro si confermano gli Oklahoma City Thunder, che passano i Portland Trail Blazers 99-90 con 49 complessivi di Westbrook e Durant. Per gli ospiti stratosferici 40 punti per Gerard Wallace, forse la trade più riuscita tra quelle clamorose del mese scorso.
Passiamo alla Eastern Conference, dove i Boston Celtics si evitano la terza sconfitta di fila e soprattutto una figuraccia (sprecati 23 punti di vantaggio), vincendo nel finale 85-82 in casa dei Timberwolves. Risolve Paul Pierce con 23 punti, Kevin Garnett aggiunge 13p e 13r, Rondo non gioca causa infortunio. Per i padroni di casa Beasley ne ha messi 28.
Vittoria importante di Boston per tenere dietro i Miami Heat, vittoriosi sugli Houston Rockets 125-119: trentello per i "Big Three", non so se era mai successo questa stagione: la statistica più importante però mi sembrano i 14 di Mike Bibby con 5/7 al tiro. E' li per quello, se comincia ad eseguire per le altre potrebbero essere davvero guai. Houston ha risposto con 29 di Kevin Martin, 28 di Scola e 25 di Lowry. Biglietto per i playoff staccato per gli Atlanta Hawks, che vincono a Cleveland 99-83: 31 di Marvin Williams, 20 di Horford.
I Sacramento Kings passano a Philadelphia dopo un supplementare: 114-111 con 32 di Thornton, contro i 28 di Holiday e i 22 di Meeks. I Golden State Warriors superano 114-104 i Washington Wizards grazie ai 37 e 13 assist di Monta Ellis e ai 33 con 12 rimbalzi di David Lee.  Per gli ospiti 28 e 18r di McGee, 18 e 12 assist di John Wall, 23 di Maurice Evans.

martedì 22 marzo 2011

Knicks, altro crollo tremendo. I Celtics passano al Garden.

Adesso è ufficialmente crisi.
terza sconfitta di fila, arrivata in casa contro una possibile rivale diretta ai playoff e per giunta quando a pochi minuti dalla fine si era in più che discreto vantaggio, sempre oscillante intorno ai 10 punti.
I New York Knicks perdono 86-96 contro i Boston Celtics, trascinato da un Kevin Garnett da 24  punti e 11 rimbalzi con 10715 al tiro. Rajon Rondo 13 punti e 12 assist (non per niente è in testa al mio sondaggio sul migliore playmaker della Lega), Paul Pierce ne aggiunge 21 con 8/13.
Per New York 22 di Anthony e 21 di Billups ma con brutte percentuali.
Il derby italiano tra Danilo Gallinari e Andrea Bargnani è stradominato dai Denver Nuggets, che massacrano i Toronto Raptors 123-90. 20 per il Mago, 9 per il Gallo, ma sono statistiche poco incisive in una gara che è finita praticamente subito. Denver conferma di essere una squadra in notevole crescita, che ai playoff andrà presa con le molle perché propone varie soluzioni offensive.
I San Antonio Spurs spazzano via senza problemi i Golden State Warriors 111-96 con 20 punti del sempre grandioso Manu Ginobili.
Gli Orlando Magic passano a Cleveland 97-86 grazie ai 28 e 18 rimbalzi di Dwight Howard e ai 22 di Brandon Bass. Altro massacro senza storia è stato quello subito dai Sacramento Kings in casa dei sempre più lanciati Chicago Bulls: 92-132 con ben 8 giocatori i doppia cifra per i padroni si casa. 
Gli Indiana Pacers vincono in New Jersey 102-98 con 24 punti di Hibbert e 20 di Granger.
I Memphis Grizzlies tengono ancora a distanza gli Houston Rockets per l'ottavo posto a Ovest sconfiggendo gli Utah Jazz per 103-85: sette giocaotri con 10 punti o più per i padroni di casa, notevoli anche gli 11 assist di Conley.

sabato 19 marzo 2011

Gli Spurs passano a Dallas, LeBron James tuona contro Altanta.

Dodici el gare notturne.
Il big match è stato sicuramente Dallas Mavericks- San Antonio Spurs, conclusosi con la vittoria degli uomini di Popovich per 97-91. Sempre avanti anche in maniera abbastanza consistente, gli Spurs si fanno raggiungere sul 60 pari nel terzo quarto, ma subito ingranano nuovamente le marce alte e non si voltano più indietro. Protagonisti i tre "senatori" Parker con 33 punti, Manu Ginobili devastante nel finale con 25 punti, Tim Duncan con 22. Per i Mavericks, che stanno sicuramente passando un periodo non brillante,  sono arrivati i 23 del solito, maestoso Dirk Nowitzki.
Al secondo posto a Ovest si sono quindi comodamente sistemati i Los Angeles Lakers, vittoriosi sui Timberwolbes 106-98. Gara a dire il vero non esaltante dei gialloviola, che non riescono a scrollarsi di dosso gli avversari meno capaci grazie soprattutto all'esuberanza di Michael Beasley (18p), tanto che nell'ultimo periodo Andrew Bynum con un fallo tremendo lo stende. Espulsione sacrosanta per il centro dei Lakers, reo di un gesto abbastanza indegno. Comunque i Lakers riescono a prevalere nel finale con Fisher in penetrazione e una tripla di Odom. Alla fine 25 di Gasol, 10 e 14r di Bynum, buon contributo di tutta la panchina.
A Est i giochi si fanno sempre più interessanti: i Bulls perdono al supplementare in casa dei Pacers per 108-115 nonostante il recupero da -16 nell'ultimo quarto e soprattutto i 42 punti  di Derrick Rose. Non ne approfittano però i Boston Celtics, massacrati a Houston 77-93 (punteggio anche clemente...) dalla coppia Martin/Lowry che ne mette 45. Si riavvicinano così i Miami Heat, trascinati stavolta da LeBron James: 43 punti con 21 tiri nella vittoria 106 a 85 ad Atlanta. Vale la pena spendere due parole sugli Hawks, che nonostante il record di 39-30 sono a mio avviso la squadra più deludente dell'anno, incapace di imporsi con le grandi e anonima a livelli esacerbanti.
Bella anche la vittoria degli Orlando Magic, che con il buzzer di Jameer Nelson battono i Denver Nuggets 85-82. Nota positiva il ritorno di Danilo Gallinari, che ha messo 17 punti con 10/11 ai liberi.
Continuano a deludere gli altalenanti New York Knicks, sconfitti nel finale a Detroit 95-99: Anthony malissimo, ventello di Stoudemire e Douglas, i Pistons alla fine vincono con il contributo della panchina.
Continua il grande momento degli Oklahma City Thunder che sconfiggono i Charlotte Bobcats 99-82 con 25 di Kevin Durant, 21 di Harden (miglior sesto uomo?) e 18 di Westbrook.
I Philadelphia 76ers vincono a Sacramento 102-80 senza patire problemi, i Raptors battono i Wizards 116-107 con 33 in 15 tiri di un ispirato Andrea Bargnani e 30 di DeRozan.
I Milwaukke Bucks si impongono sui New Jersey Nets 110-95 con 26 di Delfino e 25 di Salmons. I Phoenix Suns infine passano i Golden State Warriors 108-97 con 17 e 10 assist di Steve Nash rientrato.
   

mercoledì 9 marzo 2011

Quando eravamo re - Matjaz Smodis

Uno dei "lunghi" più duttili e tatticamente intelligenti mai visti in Italia, capace di giocare senza problemi sia da 4 che da 5.
Tosto sotto canestro, atleta poderoso e agile, rimbalzista e difensore caparbio, mortifero nel pick and pop e nel tiro da tre. 
Sloveno, classe '79, viene preso dalla Virtus Bologna dove al primo anno vince Coppa Italia, Campionato e Eurolega. Gioca in quella squadra quasi imbattibile formata anche da campioni del calibro di Jaric, Rigaudeu, Ginobili. Nella stagione seguente è il Panathinaikos in finale a precludergli la doppietta in Eurolega.
Nel 2003 il passaggio "traditore" alla Fortitudo Bologna, con cui raggiunge la finale di campionato persa contro Siena e soprattutto un'altra finale di Eurolega, quella tragica contro il Maccabi di Anthony Parker.
Nel 2005 però arriva lo scudetto, prima del passaggio al glorioso CSKA Mosca di Ettore Messina.

Con l'armata russa ottiene altre tre finali di Eurolega consecutive, di cui due vinte nel 2006 e 2008.
Nel suo ruolo, Matjaz Smodis è stato senz'altro uno dei giocatori più dominanti dello scorso decennio. Ve lo restituiamo nel video qui sotto:

sabato 5 marzo 2011

San Antonio Spurs- Miami Heat 125-95: approfondimento


Ginobili che ruba il tempo all'avversario seguendo la traiettoria della palla a due e va a mettere in sottomano il 2-0 per gli Spurs.
La partita è finita dopo 5, 6 secondi al massimo.
Però di considerazioni da fare ce ne sono.
Prima questione: il nuovo sistema di gioco di San Antonio è stato esaltato da una difesa di Miami che in penetrazione non ha tenuto un singolo primo palleggio. Quante volte abbiamo visto gli scarichi di Manu o Parker per il tiratore libero dopo aver batutto facilmente l'uomo in penetrazione? Tutte praticamente. 
Certo poi Bonner e compagni dovevano metterla, ma se Bibby e gli altri avessero saputo contenere un minimo gli esterni quei palloni non sarebbero arrivati coi tempi giusti e la musica sarebbe cambiata. Miami continua a non avere un sistema offensivo e secondo me l'innesto di Bibby in difesa sarà un problema.
San Antonio Spurs perfetti ieri, ma alcune zone in cui possosono essere messi in difficoltà si sono intraviste. Secondo me se Miami avesse avuto un centro vero, in grado di farsi sentire a rimbalzo, la partita poteva anche rimetterla in piedi (non per froza vincerla comunque, sia ben chiaro). Nel secondo quarto James più convinto a rimbalzo ha messo un paio di canestri seguiendo il suo o gli errori altrui. Gli Spurs non controllano con totale sicurezza i tabelloni, contro Lakers o Celtics possono andare in difficoltà.
Come contenere allora gli Spurs? Sembra quasi un paradosso dirlo, ma forse concedendo tiri e possessi a Duncan, McDyess e Blair e chiudendo le linee di scarico. Non facilissimo, anche perché San Antonio segna copn tutto il roster a disposizione, ma adattare una "nuova" idea di difesa al "nuovo" cocnetto di attacco di Popovich potrebbe essere fondamentale. Un Duncan da 20 tiri a partita nei playoff potrebbe stancarsi e molto, e andare sotto. E poi Blair, Hill, Neal e Bonner (come ha fatto notare la coppia Tranquillo/Buffa nel commento della gara) saranno così freddi e precisi anche nella post-season? Possibile ma non semplicssimo.
Insomma, i San Antonio Spurs sono una squadra oliata a puntino adesso, ma non sono a mio avviso imbattibili. E anche contro gli Heat (onestamente una tragedia cestistica di squadra) dietro la prova scintillante un pizzico lo hanno dimostrato.

lunedì 13 dicembre 2010

Kobe illumina, San Antonio non si ferma, i Knicks battono Denver

C'è poco da fare, Kobe Bryant è ancora oggi il più grande giocatore vivente. E non contano tanto i 32 punti messi a segno per sconfiggere i New Jersey Nets, quanto il momento in cui li ha messi, quando cioè ha deciso di sistermale la partita nel finale. E più dei punti contano i raddoppi che si è tirato addosso negli ultimi sei minuti, spezzati con la lucidità di chi sa gestire il gioco come nessun altro nella Lega. I due assist nel finale per Gasol e Odom sono esplicativi. I suoi due alfieri gli sono poi andati dietro: il primo pur tirnado molto male ha piazzato una doppia doppia in cui gli 11 rimbalzi sono stati utilissimi, Lamar ha giocato una gara sopraffina pur ostacolato dai falli, ed i suoi 22 punti sono stati decisivi con i 5 messi a segno negli ultimissimi minuti. I Lakers non stanno certamente giocando come ad inizio stagione, però quelli visti ieri sembrano più centellinare le energie (Bryant & Co. non sono più giovanissimi né troppo integri a livello fisico), che trovarsi in una vera e propria crisi di gioco. La vittoria 99-92 sui Nets è più incoraggiante di quanto dica il punteggio e la fatica messa per ottenerla.
Danilo Gallinari ha sentito la competizione con Carmelo Anthony, che ha appena manifestato la sua ttoale volontà di andare ai Knicks. Ha giocato nervoso, contratto, ed ha sofferto a forza di falli i 31 punti e 13 rimbalzi dell'avversario diretto. Però al momento decisivo gli ha preso uno sfondamento che grida al capolavoro. Per New York sontuosi i 17 assist di un Raymond Felton che è davvero la sorpresa del'anno per il momento. Stoudemire col trentello e Chandler con altri 27 punti hanno condotto i Knicks alla vittoria per 129-125.
I San Antonio Spurs non si fermano, alla faccia di età, acciacchi e altre stupidaggini varie. Annichiliti i Portland Trail Blazers che stavano attraversando un buon momento di forma. 95-78 con 22 di George Hill e 18 di Manu Ginobili.
I New Orleans Hornets chiudono il primo tempo a Philadelphia con soli 23 punti: la sconfitta 88-70 è quasi un buon risultato per come hanno giocato e tirato. Si salva soltanto Chris Paul, autore di 25 punti. Per Belinelli giornata da dimenticare, e la squadra sta clamorosamente andando a picco.
Chi invece continua ad inanellare sucessi, terzo di fila, sono gli Oklahoma City Thunder, che strapazzano in casa Cleveland per106-77. 25 per Kevin Durant, 14 e 11 assist per Russell Westbrook. Infine Orlando è tornata alla vittoria in casa dei Clippers per 94-85, con i 22 di Dwight Howard. Per Los Angeles i soliti Blake Griffin (27 punti, 16 rimbalzi) ed Eric Gordon (28 punti e 8 assist).

lunedì 8 novembre 2010

Quando eravamo re - Manu Ginobili

Il folletto di Bahìa Blanca ha scritto la storia del basket europeo prima con la Virtus Bologna di Ettore Messina e poi quello mondiale con i San Antonio Spurs di Gregg Popovich.
In Europa ha conquistato un campionato e un Eurolega con la Kinder, nell'NBA tre titoli con gli Spurs da assoluto protagonista.
E poi l'Oro con l'Argentina all'Olimpiade di Atene nel 2004, forse il titolo più bello e soprendente.
In era moderna non ho mai visto un giocatore più coraggioso: anche adesso a 33 anni e una carriera alle spalle, quando Manu decide di andare al ferro va e basta. Ricordo una serie di playoff contro i Denver Nuggets in cui sistematicamente veniva piallato al suolo su ogni penetrazione, e lui continuava ad attaccare a testa bassa, non importa chi ci fosse davanti. Nel video qui sotto solo alcune delle perle cestistiche di un grande, grandissimo di questo sport.