Alla fine il passaggio di consegne tra
Kobe Bryant e
Kevin Durant come dominatore della Lega a me pare sincerament einevitabile, però stanotte non è avvenuto.
Nel 90-87 con cui i Los Angeles Lakers hanno sbancato la Oklahoma City Arena però non si deve troppo lodare la prova dei due campioni, quanto le difese delle due squadre che hanno scritto la storia della gara. All'inizio infatti è
Tabo Sefolosha a primeggiare sul 24 gialloviola, così come
Ron Artest insegna scienza della difesa al 35 dei padroni di casa. Risultato? I Thunder quasi sempre avanti con le magie di
Westbrook (17 alla fine del primo tempo) recuperati però dai due lunghi dei Lakers, dominanti sotto canestro.
Nel terzo quarto la musica cambia perché i Lakers stringono ulteriormente le maglie dietro:
Kobe si sposta sul play dei Thunder e lo annulla (
Westbrook segnerà il 18° punto a metà quarto quarto),
Artest continua a limitare fortemente
Durant, i Lakers piazzano un 21-13 e vanno in testa.
Nell'ultimo period
Bryant si intestardisce e forza troppo contro
Harden (grande fiesa pure lui) e
Sefolosha, però i Lakers tengono dietro e concedoon pochissimo a rimbalzo. Nel finale punto a punto un tripla e un fade-away del 24 risultano letali, e
Artest dimostra la sua grandezza difensiva rubando un pallone a
Durant nel momento decisivo dell'incontro. Se non fosse stato per uno 0-2 di
Odom ai liberi i Thunder non avrebbero avuto neppure i due tiri da 3 per l'overtime.
I Lakers vincono una gara giocando non bene ma dimostrando concentrazione, soldiità mentale, cattiveria cestistica: un ottimo indizio sulla possibile ritrovata voglia di combattere degli uomini di
Jackson. Per i Thunder terza sconfitta di fila e l'evidente segnale che ancora non appaiono maturi per competere fino in fondo con le grandi dell'NBA. Ma rimangono comunque il futuro scritto della Laga.
Ecco che con la vittoria a Miami per 91-86 i New York Knicks acquistano un peso specifico molto più rilevante all'interno della Easter Conference: protagonista
Carmelo Anthony con 29 punti, ottimi comprimari
Stoudermire e
Billups con 16. New York recupera il -11 del primo quarto e va a vincere punto a punto contenendo soprattutto
Dwyane Wade (12 punti). Vittoria potentzialmente pesantissima per la squadra di D'antoni, ottenuta anche con una gran stoppata di Stoudemire nel finale.
I
Dallas Mavericks passano a Toronto senza incontrare nessuna opposizione nel secondo tempo, che chiudono 64-39. Il 114-96 finale è segnato dai 31 e 13 di
Nowitzki,
Bargnani assente per influenza. I San Antonio Spurs mantengono le distanze dalle inseguitrici battendo i Memphis Grizzlies 95-88 con un
Manu Ginobili da 35 punti.
Gli Orlando Magic si liberano dei Charlotte Bobcats 100-86 grazie alla doppia doppia di
Howard e ai confortanti 16 di
Gilbert Arenas, che ha messo un bel 5/7. Inutili i 35 punti di
Stephen Jackson. Gli Hawks passano bene a Portland 90-83 con 45 combinati di
Crawford e
Johnson, i Rockets vincono in grossa rimonta a New Orleans 91-89 sfruttando un
Kevin Martin da 33 con 13/13 ai liberi. Ottima prova di
Belinelli, 14 punti con 6/8 al tiro.
I Minnesonta Timberwolves sconfiggono i Golden State Warriors 126-123 con
Kevin Love che stavolta la doppia doppia la "condisce" a dovere: 37 punti e 23 rimbalzi. Per gli avversari 33 di
Curry e 23 di
Wright. Phoenix passa in casa dei Pacers 110-108 dopo un supplementare spolverando un eterno
Grant Hill da 34 punti. Infine i sempre più convinti e convincenti Philadelphia 76ers vincono a Cleveland 95-91 con sei giocatori in doppia cifra.