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venerdì 20 maggio 2011

SONDAGGIO - I motivi della crisi dei Lakers

Ecco i risultati del sondaggio sui motivi della stagione abbastanza fallimentare dei Los Angeles Lakers.
Mi trovo abbastanza d'accordo sul risultato finale, anche se a mio avviso è stato sottovalutato un fattore per me decisivo nell'eventuale ricorstruzione dei Lakers: il playmaker.
Per quanto abbia dato tantissimo alla causa gialloviola, il "Venerabile Maestro" Derek Fisher quest'anno non è riuscito a contenere il palleggio di quasi nessuno degli avversari diretti e in attacco ha dato poco ritmo ai compagni. Anche se mi si spezza il cuore affermarlo, forse per lui è arrivato il tempo di lasciare spazio a un playmaker che detti i tempi della squadra e giochi con constanza un buon pick and roll coi lunghi.
Comunque, ecco i risultati delle vostre votazioni:

# 1     PAU GASOL
37,53 %





















 # 2     LA PANCHINA
22,91%














# 3     PHIL JACKSON
18,75%













# 4     ANDREW BYNUM
10,41 %


















# 5     KOBE BRYANT e RON ARTEST

4,16 % a entrambi.












# 7     DEREK FISHER
2,08%

giovedì 21 aprile 2011

Gara 2 - Bynum e Odom tengono a galla i Lakers, anche gli Spurs pareggiano i conti.


I Lakers non hanno ceramente giocato una partita memorabile contro i New Orleans Hornets, ma la vittoria per 87-78 ha almeno evidenziato che sono scesi in campo con la carica giusta. Anzi, Bryant, Artest e compagni hanno picchiato duro, hanno messo subito in chiaro che sarebb stata una gara fisica, da "duri", e hanno approfittato della loro superiorità di tonnellaggio. La gara è stata portata in porto da Andrew Bynum coi suoi 17 punti e 11 rimbalzi, da Artest e la sua presenza costante, da un Odom evidentemetne galvanizzato dal premio come miglior sesto uomo dell'anno. Bryant e Gasol decisamente sotto la loro media, ma comunque la reazione dei Lakers, almeno a livello emotivo, c'è stata. Anche la panchina ha fatto il suo con un gioco non sciolto ma aggressivo, concentrato, "cattivo".
Per gli Hornets bene l'ex Trevor Ariza (22 punti) e il solito Chris Paul, ma senza chili da opporre agli avversari c'era poco da fare quando le maglie della difesa si sono strette. Male Belinelli con 4 punti e 2/9 al tiro, ma contro Ron Artest è decisamente una gara impari.
Per la rivincita contro i Grizzlies torna Manu Ginobili, che ci mette tutta l'energia disponibile e l'esperienza del campione. Alla fine 17 punti per lui e un paio di rubate e contropiede da antologia. Memphis però continua a giocarsela senza paura, risponde canestro su canestro, e si arriva nuovamente punto a punto, dove un Duncan nell'ultimo quarto fa la voce grossa con un paio di canestri da giocatore di razza (16 punti e 10 rimbalzi alla fine per il centro). Entrambe le franchigie hanno giocato di squadra, costruendo attacchi capaci di variare soluzioni e marcatori. Il 93-87 finale per i padroni di casa testimonia un equilibrio che non ci saremmo decisamente aspettati. 1-1 e si va a Memphis.
Gli Oklahoma City Thunder strapazzano i Denver Nuggets 106-89 in gara 2 e mettono una seria ipoteca sul passaggio del turno. Il primo quarto finisce 29-10 e chiude già la gara. Ospiti stritolati da difesa e contropiede, con Harden e Sefolosha (per me miglior difensore dell'anno con buona pace di Howard...) sugli scudi. La musica non cambia più, il vantaggio non scende mai sotto la doppia cifra e i Thunder controllano agevolmente. Alla fine anche Durant e Westbrook si riposano, rispettivamente con 23 e 21 punti. Benissimo tutta la squadra. Per i Nuggets il ventello di Lawson e qualcosa dalla difesa, ma la mazzata subita nelle due gare dimostra lo squilibrio di valori, anche questo abbastanza inaspettato. Gallinari maluccio con 7 punti e 3/9 al tiro in 37 minuti di parquet. 

domenica 27 febbraio 2011

I Lakers battono i Thunder, i Knicks sbancano Miami.



Alla fine il passaggio di consegne tra Kobe Bryant e Kevin Durant come dominatore della Lega a me pare sincerament einevitabile, però stanotte non è avvenuto.
Nel 90-87 con cui i Los Angeles Lakers hanno sbancato la Oklahoma City Arena però non si deve troppo lodare la prova dei due campioni, quanto le difese delle due squadre che hanno scritto la storia della gara. All'inizio infatti è Tabo Sefolosha a primeggiare sul 24 gialloviola, così come Ron Artest insegna scienza della difesa al 35 dei padroni di casa. Risultato? I Thunder quasi sempre avanti con le magie di Westbrook (17 alla fine del primo tempo) recuperati però dai due lunghi dei Lakers, dominanti sotto canestro.
Nel terzo quarto la musica cambia perché i Lakers stringono ulteriormente le maglie dietro: Kobe si sposta sul play dei Thunder e lo annulla (Westbrook segnerà il 18° punto a metà quarto quarto), Artest continua a limitare fortemente Durant, i Lakers piazzano un 21-13 e vanno in testa.
Nell'ultimo period Bryant si intestardisce e forza troppo contro Harden (grande fiesa pure lui) e Sefolosha, però i Lakers tengono dietro e concedoon pochissimo a rimbalzo. Nel finale punto a punto un tripla e un fade-away del 24 risultano letali, e Artest dimostra la sua grandezza difensiva rubando un pallone a Durant nel momento decisivo dell'incontro. Se non fosse stato per uno 0-2 di Odom ai liberi i Thunder non avrebbero avuto neppure i due tiri da 3 per l'overtime.
I Lakers vincono una gara giocando non bene ma dimostrando concentrazione, soldiità mentale, cattiveria cestistica: un ottimo indizio sulla possibile ritrovata voglia di combattere degli uomini di Jackson. Per i Thunder terza sconfitta di fila e l'evidente segnale che ancora non appaiono maturi per competere fino in fondo con le grandi dell'NBA. Ma rimangono comunque il futuro scritto della Laga.

 Ecco che con la vittoria a Miami per 91-86 i New York Knicks acquistano un peso specifico molto più rilevante all'interno della Easter Conference: protagonista Carmelo Anthony con 29 punti, ottimi comprimari Stoudermire e Billups con 16. New York recupera il -11 del primo quarto e va a vincere punto a punto contenendo soprattutto Dwyane Wade (12 punti). Vittoria potentzialmente pesantissima per la squadra di D'antoni, ottenuta anche con una gran stoppata di Stoudemire nel finale. 
I Dallas Mavericks passano a Toronto senza incontrare nessuna opposizione nel secondo tempo, che chiudono 64-39. Il 114-96 finale è segnato dai 31 e 13 di Nowitzki, Bargnani assente per influenza. I San Antonio Spurs mantengono le distanze dalle inseguitrici battendo i Memphis Grizzlies 95-88 con un Manu Ginobili da 35 punti.
Gli Orlando Magic si liberano dei Charlotte Bobcats 100-86 grazie alla doppia doppia di Howard e ai confortanti 16 di Gilbert Arenas, che ha messo un bel 5/7. Inutili i 35 punti di Stephen Jackson. Gli Hawks passano bene a Portland 90-83 con 45 combinati di Crawford e Johnson, i Rockets vincono in grossa rimonta a New Orleans 91-89 sfruttando un Kevin Martin da 33 con 13/13 ai liberi. Ottima prova di Belinelli, 14 punti con 6/8 al tiro.
I Minnesonta Timberwolves sconfiggono i Golden State Warriors 126-123 con Kevin Love che stavolta la doppia doppia la "condisce" a dovere: 37 punti e 23 rimbalzi. Per gli avversari 33 di Curry e 23 di Wright. Phoenix passa in casa dei Pacers 110-108 dopo un supplementare spolverando un eterno Grant Hill da 34 punti. Infine i sempre più convinti e convincenti Philadelphia 76ers vincono a Cleveland 95-91 con sei giocatori in doppia cifra.

giovedì 24 febbraio 2011

Melo, buona la prima a New York. Spurs e Lakers vittoriosi.



Difficilmente i Milwaukee Bucks avrebbero potuto rappresentare un problema per il debutto di Carmelo Anthony al Madison Square Garden con la maglia dei New York Knicks. La vittoria è arrivata, 114-108. Sono arrivati anche 27 punti e 10 rimbalzi, quindi prova convincente. Come lo è stata anche quella dell'altro nuovo acquisto, Chauncey Billups (nessuno ne parla ma secondo me anche lui sarà un fattore eccome!): 21 punti e 8 assist. A chiudere i conti ci ha pensato un Tony Douglas da 23 punti con 10/12 al tiro. Insomma, i nuovi Knicks si sono presentati bene, adesso bisogna vedere quanto saranno competitivi. Probabilmente parecchio.
I Los Angeles Lakers vanno a vincere a Portland una partita che sa di "rinascita": è presto per dirlo, ma dopo la berlla vittoria su Atlanta il 106-101 regalal continuità e carattere a una squadra che sembrava averli persi entrambi: Oltre i 37 di Bryant spiccano i 24 di un Ron Artest da 8/13 al tiro e 5/6 da tre. Che si sia svegliato? Sarebbe fondamentale per cambiare la stagione. Bene anche Gasol con una corposa doppia doppia. Aldridge, Matthews e Batum col ventello abbondante per i Trail Blazers.
I San Antonio Spurs sono ancora troppo forti per gli Oklahoma City Thunder: 109-105 con 20 di Tony Parker e altri cinque giocatori in doppia cifra. C'è poco da fare, con gli schemi di Popovich giocano tutti. Durant 30, Westbrook 25, ma non è bastato.
I Dallas Mavericks hanno spazzato via 118-99 gli Utah Jazz orfani di Deron Williams, passato ieri ai New Jersey Nets. Sette giocatori in doppia cifra per gli uomini di Carlisle, che hanno neutralizzato i 30 di Al Jefferson.
Gli Orlando Magic si fanno sconfiggere in casa 105-111 dai Sacramento Kings nonostante i 31 e 17 di Dwight Howard, gli Houston Rockets passano a Cleveland 124-119 con 30 di Martin e Budinger
Passiamo agli italiani: Bargnani ne mette 24 come DeRozan, Calderon piazza 17 assist e i Toronto Raptors trovano una prestigiosa vittoria: 118-113 contro i Chicago Bulls di Derrick Rose, autore di 32 punti e 10 assist. Sorride anche Marco Belinelli, autore di un importante 5/7 per 12 punti in 15 muniti nella vittoria degli Hornets 98-87 contro i Clippers. 21 e 13 per Griffin.
 Kevin Love continua con le dopie doppie (15 e 11) ma i Minnesota Timberwolves continuano con le sconfitte: 95-104 contro i sorprendenti Memphis Grizzlies, trascinati da Randolph e Conley.
I Phoenix Suns regolano 105-97 i sempre meno convincenti Atlanta Hawks: 20 per Frye, doppia doppia per Gortat, 10 assist per Nash. Dall'altra parte 26 di Smith.
Gli Indiana Pacers, ottavi a Est,  superano 102-101 i Detroit Pistons nonostante i 27 di Monroe e i 21 di Stuckey. 16 punti e 12 assist anche per T-Mac. I Philadelphia 76ers superano i Washington Wizards 117-94 e si avvicinano al 50%, risultato molto positivo che gli consente di rimanere attaccati a quel settimo posto che sarebbe un colpaccio.