domenica 27 marzo 2011
Quando eravamo re - Hakeem Olajuwon
Senza mezzi termini il centro più completo dell'era moderna.
Per informazioni chiedere a Shaquille O'Neal, che all'apice della sua forma fisica a soli 23 anni si ritrovò di fronte questo 32enne che nelle finali del '95 tra Houston Rockets e Orlando Magic lo massacrò giocandogli intorno e sopra la testa per quattro gloriose partite.
Nato in Nigeria, naturalizzato americano, Hakeem Olajuwon ha fatto la storia di Houston, prima all'università con i Cougars, centrando tre Final Four NCAA consecutive (ma perdendo due finali nel 1983 e '84).
Al Draft 1984 è prima scelta per gli Houston Rockets, nonostante quell'anno fossero eleggibili giocatori come Michael Jordan, John Stockton e Charles Barkley.
Persa la finale '86 contro i Boston Celtics di Larry Bird, Robert Parish e Kevin McHale, Hakeem dovrà aspettare altri 8 anni per tornare alle Finals.
Eletto miglior difensore dell'anno nel '93, Olajuwon potè finalmente contare su una squadra competitiva (Robert Horry e Sam Cassell su tutti) e su un allenatore di grande intelligenza cestistica come Rudy Tomjanovic.
Alle finali del '94 si scontro con un altro "Titano", Patrick Ewing e i suoi New York Knicks. Risultato? 4-3 per gli Houston Rockets in una della più belle finali NBA della storia, sette gare combattutissime. Olajuwon MPV e una stoppata in gara 6 su John Starks che ha scritto la serie e la storia di questo sport.
In quell'anno per Hakeem arrivano: primo titolo, MVP delle finali, MVP della stagione e secondo premio come miglior difensore: l'unico giocatore nella storia a centrare i 4 obiettivi in una sola stagione.
Il 1995 ha portato agli Houston Rockets il talento immenso di Clyde Drexler, che già era stato compagno di Olajuwon all'università. Insomma, una squadra quasi perfetta, che come detto ha stravinto il titolo schiacciando gli Orlando Magic di Shaq e Penny Hardaway in sole 4 partite.
Intimidatore d'area come nessuno, forte fisicamente, atleta sconfinato, tecnicamente una spanna sopra a tutti i colleghi di ruolo, Hakeem Olajuwon ha una sola piccola grande ombra nella sua carriera. Ha vinto soltanto nei due anni in cui Michael Jordan si era ritirato dal basket, prima di rientrare nel '96. Gli Houston Rockets sarebbero stati campioni e avrebbero bissato con Jordan in campo? Non lo sapremo mai, ma ricordando quel giocatore col 23 sulla schiena appare difficile.
Rimane il fatto che Hakeem Olajuwon è stato e rimane IL CENTRO, a prescindere dai titoli vinti.
Bulls sempre più primi, Knicks sempre più deludenti
I Chicago Bulls si avviano a vincere la Eastern Conference, il loro faro Derrick Rose si avvia a vincere il titolo di MVP dela stagione (a questo punto anche giustamente). Nella vittoria a Milwaukee 95-87 la point-guard ne ha messi 30 con 12/12 ai tiri liberi, distribuendo anche al bellezza di 17 assist. Boozer e Noah con la doppia doppia hanno garantito controllo dei tabelloni, per i Bucks Delfino e Salmons col ventello non sono bastati. Chicago vince con uno schiacciante 26-13 nell'ultimo periodo e adesso sta seriamente prendendo il largo sui Celtics e gli Heat, a questo punto la leadership dei "tori" della regular season appare molto probabile.
Non si può venire da una partita disastrosa come quella al Garden contro i Milwaukee Bucks e il giorno dopo concedere 64 punti nel primo tempo ai Bobcats. La sconfitta a Charlotte 106-114, la sesta di fila, sa proprio di resa. Si poi Anthony ne mette 36 e si leggerà che ha giocato alla grande, ma vedere nel roster degli avversari otto giocatori in doppia cifra significa non aver mai, mai difeso. E la mossa di Douglas in quintetto al posto di Fields non ha pagato. Anche Mike D'Antoni onestamente non sembra più sapere che pesci prendere.
I Dallas Mavericks passano in casa degli Utah Jazz 94-77 senza dannarsi troppo l'anima: top scorer Jason Terry con 22. I Clippers superano i Raptors 94-90 con 22 e 16 di Griffin, Bargnani fuori per problemi a una caviglia. I Detroit Pistons sconfiggono gli Indiana Pacers 100-88 con i 23 punri di Richard Hamilton, gli Altanta Hawks battono i New Jersey Nets 98-87 col ventello di Horford e Smith.
Non si può venire da una partita disastrosa come quella al Garden contro i Milwaukee Bucks e il giorno dopo concedere 64 punti nel primo tempo ai Bobcats. La sconfitta a Charlotte 106-114, la sesta di fila, sa proprio di resa. Si poi Anthony ne mette 36 e si leggerà che ha giocato alla grande, ma vedere nel roster degli avversari otto giocatori in doppia cifra significa non aver mai, mai difeso. E la mossa di Douglas in quintetto al posto di Fields non ha pagato. Anche Mike D'Antoni onestamente non sembra più sapere che pesci prendere.
I Dallas Mavericks passano in casa degli Utah Jazz 94-77 senza dannarsi troppo l'anima: top scorer Jason Terry con 22. I Clippers superano i Raptors 94-90 con 22 e 16 di Griffin, Bargnani fuori per problemi a una caviglia. I Detroit Pistons sconfiggono gli Indiana Pacers 100-88 con i 23 punri di Richard Hamilton, gli Altanta Hawks battono i New Jersey Nets 98-87 col ventello di Horford e Smith.
sabato 26 marzo 2011
I (don't?) wanna be like Mike!
Dopo aver assistito su Sky all'ennesima, sconcertante sconfitta dei New York Knicks al Garden contro i Milwaukee Bucks, è arrivato il momento di spendere qualche parola sull'operato di coach Mike D'Antoni, un allenatore che troppo spesso in carriera è stato messo in difficoltà dalle società per cui ha allenato, ma che a mio avviso ha anche mostrato notevoli limiti nel sapere gestire queste difficoltà.
Dopo la trade che ha portato Carmelo Anthony a New York e ha stravolto il sistema di gioco dei Knicks ci si poteva aspettare un momento di difficoltà, in cui sarebbe dovuto essere l'allenatore a motivare al massimo i suoi giocatori. E invece dal linguaggio del corpo e dallo sguardo di D'Antoni - oltre che ovviamente dai risultati ottenuti - sembra proprio lui ad essere il meno motivato, probabilmente ancora scottato da un cambio radicale che (ne siamo quasi sicuri) lui non ha caldeggiato, con i "suoi" Knicks che eseguivano abbastanza bene la sua idea di gioco.
E qui passiamo anche a muovere appunti anche al sistema di D'Antoni, che comunque continua a prevedere un'omissione totale o quasi di quella parte del gioco chiamata difesa. Hai voglia a dire - per altro con assoluta ragione, per carità - che Stoudemire, Anthony e Billups non difendono: sono le squadre di D'Antoni in generale che non hanno mai difeso.
Ma perché, i Knicks della prima parte di stagione erano arcigni? Direi di no...E ce li ricordiamo gli spettacolari ma alla fine inconcludenti Phoenix Suns di Nash e Stoudemire? Appena incontravano un team che sapeva cosa voleva dire chiudere gli spazi e controllare i tabelloni - leggete soprattutto San Antonio Spurs - ecco che la strada dei playoff veniva sbarrata senza possibilità di remissione. Amare Stoudemire non è mai stato "allenato" da D'Antoni a difendere, perché ci si continua a meravigliare che non lo faccia?
Insomma, a mio avviso a D'Antoni manca ancora qualcosa per essere davvero un grande coach: gli schemi offensivi sono oliati e magnifici da vedere quando ben eseguiti, ma nella sua metà campo e a livello di gestione psicologica di spogliatoio e situazioni extra-cestistiche è ancora deficitario. Non è assolutamente sua la maggiore colpa del crollo attuale dei Knicks, ma questo non vuol dire che non abbia le sue responsabilità, a mio avviso anche evidenti.
New York e Boston, adesso è crisi
Tredici gare giocate in nottata. Partiamo dalle due sconfitte eccellenti, in particolare qualla dei Celtics in casa contro i Bobcats per 81-83 che pregiudica forse definitivamente alla squadra di Doc Rivers di arrivare prima a Est. Anzi, adesso Miami è a sola mezza partita di distanza, e farsi superare per giocare un eventuale secondo turno in trasferta proprio contro gli Heat sarebbe mortifero. Comunque sia, stanotte i Celtcis sono crollati nell'ultimo quarto (segno di stanchezza o distrazione?), finito 30-15 per gli avversari. Nessun giocatore delle due squadre è arrivato neppure al ventello.
Se Boston non sorride, i New York Knicks sono in piena, totale confusione. Quinta sconfitta di fila, 96-102, per di più in casa contro i Milwaukee Bucks guidati da un Brandon Jennings che nel primo tempo ha messo 23 punti e ha finito con 37. Bogut ha aggiunto un bel 21 e 17 rimbalzi, dominando sotto i tebelloni. Per i Knicks 53 complessivi di Stoudemire e Anthony, ma il resto della squadra totalmente deficitario a parte un Tony Douglas da 16 e tanta volontà. Come si presenterà D'Antoni ai playoff? Parecchi dubbi sulla squadra.
Passiamo alle vincenti a Est: i Chicago Bulls in una gara molto bella passano nel finale i Memphis Grizzlies 99-96 con gli ultimi 6 punti di Derrick Rose, che alla fine ne mette 24, uno in più di Luol Deng. I Miami Heat battono 111-99 i Philadelphia 76ers dilagando nell'ultimo periodo (34-17). 39 per Wade, 32 per James, 20 per Bosh: con queste cifre è difficile per chiunque tenere botta contro questi tre. Però intorno a loro continua a esserci il vuoto, e qusto rimane un fattore preoccupante per l'alchimia della squadra.
Gli Orlando consolidano il quarto posto battendo 95-85 i New Jersey Nets con 21 e 14r di Howard e 20 di Turkoglu.
Passiamo a Ovest, dove il buzzer di Batum (foto) consente ai Portland Trail Blazers (che squadra!) di battere i San Antonio Spurs per 98-96. Niente di grave per la classifica della squadra di Popovich, sicuramente prima nella Conference, però senza Duncaninfortunato sono al secondo stop di fila, segnale per nulla incoraggiante. Stanotte 21 per Manu Ginobili, così come per Miller e Batum appunto dall'altra parte. Dietro di loro sesta vittoria di fila per i non brillantissimi Lakers nel derby contro i Clippers: 112-104 con 37 di Bryant, 26 di Gasol, doppia doppia del rientrato Bynum e 15 di un Ron Artest in scioltezza. Per i "cugini" 30 di Mo Williams e 22 di Blake Griffin. Gli Hornets reagiscono bene al tremendo infortunio di David West e passano a Phoenix 106-100 col ventello di Paul e altri quattro in doppia cifra. Soltanto 3 punti per uno spento Marco Belinelli. Non va molto meglio a Bargnani, che ne piazza solo 7 e vede i suoi Raptors massacrati 100-138 dai Golden State Warriors, che mandano 4 giocatori oltre il ventello.
L'unico dei tre italiani a sorridere del tutto è Danilo Gallinari, che ne mette 17 e trascina i suoi Denver Nuggets alla vittoria 114-104 sui Washington Wizards. Sempre più probabile quel primo turno di playoff contro gli Oklahoma City Thunder, che hanno sistemato i Minnesota Timberwolves 11-103 con 23 di Durant e altri 6 giocatori in doppia cifra, segnale importante del loro gioco di squadra.
Nelle altre due gare giocate stanotte i Cleveland Cavaliers hanno battuto 97-91 i Detroit Pistons con 24 di Hickson, i Sacramento Kings hanno strapazzato 110-93 a domicilio gli Indiana Pacers con le doppie doppie di Cousins e Dalembert.
Se Boston non sorride, i New York Knicks sono in piena, totale confusione. Quinta sconfitta di fila, 96-102, per di più in casa contro i Milwaukee Bucks guidati da un Brandon Jennings che nel primo tempo ha messo 23 punti e ha finito con 37. Bogut ha aggiunto un bel 21 e 17 rimbalzi, dominando sotto i tebelloni. Per i Knicks 53 complessivi di Stoudemire e Anthony, ma il resto della squadra totalmente deficitario a parte un Tony Douglas da 16 e tanta volontà. Come si presenterà D'Antoni ai playoff? Parecchi dubbi sulla squadra.
Passiamo alle vincenti a Est: i Chicago Bulls in una gara molto bella passano nel finale i Memphis Grizzlies 99-96 con gli ultimi 6 punti di Derrick Rose, che alla fine ne mette 24, uno in più di Luol Deng. I Miami Heat battono 111-99 i Philadelphia 76ers dilagando nell'ultimo periodo (34-17). 39 per Wade, 32 per James, 20 per Bosh: con queste cifre è difficile per chiunque tenere botta contro questi tre. Però intorno a loro continua a esserci il vuoto, e qusto rimane un fattore preoccupante per l'alchimia della squadra.
Gli Orlando consolidano il quarto posto battendo 95-85 i New Jersey Nets con 21 e 14r di Howard e 20 di Turkoglu.
Passiamo a Ovest, dove il buzzer di Batum (foto) consente ai Portland Trail Blazers (che squadra!) di battere i San Antonio Spurs per 98-96. Niente di grave per la classifica della squadra di Popovich, sicuramente prima nella Conference, però senza Duncaninfortunato sono al secondo stop di fila, segnale per nulla incoraggiante. Stanotte 21 per Manu Ginobili, così come per Miller e Batum appunto dall'altra parte. Dietro di loro sesta vittoria di fila per i non brillantissimi Lakers nel derby contro i Clippers: 112-104 con 37 di Bryant, 26 di Gasol, doppia doppia del rientrato Bynum e 15 di un Ron Artest in scioltezza. Per i "cugini" 30 di Mo Williams e 22 di Blake Griffin. Gli Hornets reagiscono bene al tremendo infortunio di David West e passano a Phoenix 106-100 col ventello di Paul e altri quattro in doppia cifra. Soltanto 3 punti per uno spento Marco Belinelli. Non va molto meglio a Bargnani, che ne piazza solo 7 e vede i suoi Raptors massacrati 100-138 dai Golden State Warriors, che mandano 4 giocatori oltre il ventello.
L'unico dei tre italiani a sorridere del tutto è Danilo Gallinari, che ne mette 17 e trascina i suoi Denver Nuggets alla vittoria 114-104 sui Washington Wizards. Sempre più probabile quel primo turno di playoff contro gli Oklahoma City Thunder, che hanno sistemato i Minnesota Timberwolves 11-103 con 23 di Durant e altri 6 giocatori in doppia cifra, segnale importante del loro gioco di squadra.
Nelle altre due gare giocate stanotte i Cleveland Cavaliers hanno battuto 97-91 i Detroit Pistons con 24 di Hickson, i Sacramento Kings hanno strapazzato 110-93 a domicilio gli Indiana Pacers con le doppie doppie di Cousins e Dalembert.
venerdì 25 marzo 2011
Vincono Dallas e New Orleans
Due gare giocate in nottata, e neppure di cartello.
I Dallas Mavericks sconfiggono 104-96 i Minnesota Timberwolves privi di Kevin "doppia doppia" Love. Dirk Nowitzki ne mette 30 e raccoglie 11 rimbalzi, in doppia doppia anche Jason Terry (18), Shawn Marion (17), Peja Stojakovic (16 con 4/8 da tre). Jason Kidd non mette nemmeno un punto ma distribuisce 13 assist. Per i T-Wolves Anthony Randolph sostituisce Love con 31 punti e 11 rimbalzi, Beasley sotto il par con soltanto 12 punti.
Nell'altra gara i New Orleand Hornets vincono dopo un supplementare in casa degli Uath Jazz 121-117: David West ne piazza 29 ma si infortuna (pare piuttosto seriamente, purtroppo) al ginocchio. Chris Paul ne aggiunge 24 con 12 assist, in doppia cifra anche Jack, Gray, Ariza, Okafor e un Marco Belinelli da 14 punti con 3/4 da dietro l'arco. I Jazz hanno provato a rispondere con le doppie dopie corpose di Jefferson (22 e 13) e Paul Millsap (33 e 11).
I Dallas Mavericks sconfiggono 104-96 i Minnesota Timberwolves privi di Kevin "doppia doppia" Love. Dirk Nowitzki ne mette 30 e raccoglie 11 rimbalzi, in doppia doppia anche Jason Terry (18), Shawn Marion (17), Peja Stojakovic (16 con 4/8 da tre). Jason Kidd non mette nemmeno un punto ma distribuisce 13 assist. Per i T-Wolves Anthony Randolph sostituisce Love con 31 punti e 11 rimbalzi, Beasley sotto il par con soltanto 12 punti.
Nell'altra gara i New Orleand Hornets vincono dopo un supplementare in casa degli Uath Jazz 121-117: David West ne piazza 29 ma si infortuna (pare piuttosto seriamente, purtroppo) al ginocchio. Chris Paul ne aggiunge 24 con 12 assist, in doppia cifra anche Jack, Gray, Ariza, Okafor e un Marco Belinelli da 14 punti con 3/4 da dietro l'arco. I Jazz hanno provato a rispondere con le doppie dopie corpose di Jefferson (22 e 13) e Paul Millsap (33 e 11).
giovedì 24 marzo 2011
Gara 2 playoff Eurolega - CAPOLAVORO MONTEPASCHI SIENA!!!
Dopo la tremenda batosta di Gara 1 il Montepaschi Siena compie un vero e proprio miracolo cestistico ed espugna il parquet dell'Olympiakos Pireo 82-65.
Coach Pianigiani mescola subito le carte e manda un messaggio chiaro: difendere su tutto. Carraretto parte in quintetto per dare fastidio a Spanoulis, la squadra spende molti falli ma riesce ad imbrigliare l'attacco dei greci, che infatti batte in testa. 20-12 nel primo quarto per Siena anche perché i ragazzi prendono fiducia, Kaukenas mette punti in arresto e tiro, Hairston è invasato, Jaric fa un paio di cose magnifiche. Soprattutto non vengono concessi rimbalzi in attacco, seconde opportunità a Bourousis e compagni. Insomma, atteggiamento totalmente diverso per gli ospiti, che nel secondo quarto vanno anche a +15. Poi nei minuti finali un po' di schiocchezze - una brutale di Jaric negli ultimissimi secondi - riportano l'Olympiakos sul -8, e si va all'intervallo lungo sul punteggio di 31-39.
Il terzo quarto riparte come era finito il secondo, con i padroni di casa che sfruttano tutto e si portano finoal -4. Poi però Siena reagisce , guidata da un Nikos Zisis imperioso e da Malik Hairston che prende due rimbalzi in attacco prodigiosi e li trasforma in 4 punti. Alla fine del terzo qaurto Siena è avanti addirittura di 10, 61-51. Nell'ultimo periodo si compie il capolavoro, con Jaric che rimane sempre lucido, la difesa che continua a forzare palle perse ai lunghi greci, Rakovic che diventa protagonista con canestri da sotto a ripetizione. MVP di serata Malik Hairston con 19 punti e 10 rimbalzi.
Anche le altre tre gare si sono concluse con altrettante, clamorose vittorie in trasfera: il Power Electra Valencia espugna Madrid all'overtime per 81-75 con le prove maiuscole di Lishchuk e Savanovic. Il Maccabi ancor più sorprendentemente vince in casa del Caja Laboral 83-81 con la clamorosa prova di "Baby Shaq" Schortsanitis che ne mette 22, seguito dai 18 dell'eterno David Bluthenthal. Ma la perla della serata la compie il Panathinaikos, che dopo aver meritato di vincere gara1 si impone a Barcellona grazie a un rinato Romain Sato (18 punti) e al solito, straordinario Diamantidis (17 punti). Dopo il -10 dell'intervallo grande rimonta nel terzo quarto, sorpasso all'inizio del quarto e poi la freddezza necessaria per una vittoria che ha dello storico, 75-71.
Coach Pianigiani mescola subito le carte e manda un messaggio chiaro: difendere su tutto. Carraretto parte in quintetto per dare fastidio a Spanoulis, la squadra spende molti falli ma riesce ad imbrigliare l'attacco dei greci, che infatti batte in testa. 20-12 nel primo quarto per Siena anche perché i ragazzi prendono fiducia, Kaukenas mette punti in arresto e tiro, Hairston è invasato, Jaric fa un paio di cose magnifiche. Soprattutto non vengono concessi rimbalzi in attacco, seconde opportunità a Bourousis e compagni. Insomma, atteggiamento totalmente diverso per gli ospiti, che nel secondo quarto vanno anche a +15. Poi nei minuti finali un po' di schiocchezze - una brutale di Jaric negli ultimissimi secondi - riportano l'Olympiakos sul -8, e si va all'intervallo lungo sul punteggio di 31-39.
Il terzo quarto riparte come era finito il secondo, con i padroni di casa che sfruttano tutto e si portano finoal -4. Poi però Siena reagisce , guidata da un Nikos Zisis imperioso e da Malik Hairston che prende due rimbalzi in attacco prodigiosi e li trasforma in 4 punti. Alla fine del terzo qaurto Siena è avanti addirittura di 10, 61-51. Nell'ultimo periodo si compie il capolavoro, con Jaric che rimane sempre lucido, la difesa che continua a forzare palle perse ai lunghi greci, Rakovic che diventa protagonista con canestri da sotto a ripetizione. MVP di serata Malik Hairston con 19 punti e 10 rimbalzi.
Anche le altre tre gare si sono concluse con altrettante, clamorose vittorie in trasfera: il Power Electra Valencia espugna Madrid all'overtime per 81-75 con le prove maiuscole di Lishchuk e Savanovic. Il Maccabi ancor più sorprendentemente vince in casa del Caja Laboral 83-81 con la clamorosa prova di "Baby Shaq" Schortsanitis che ne mette 22, seguito dai 18 dell'eterno David Bluthenthal. Ma la perla della serata la compie il Panathinaikos, che dopo aver meritato di vincere gara1 si impone a Barcellona grazie a un rinato Romain Sato (18 punti) e al solito, straordinario Diamantidis (17 punti). Dopo il -10 dell'intervallo grande rimonta nel terzo quarto, sorpasso all'inizio del quarto e poi la freddezza necessaria per una vittoria che ha dello storico, 75-71.
Thunder e Nuggets lanciano la sfida verso il futuro.
60 punti con 29 tiri: questo è il bottino accumulato stanotte da Kevin Durant e Russell Westbrook nella vittoria 106-94 degli Okahoma City Thunder contro gli Utah Jazz. Precisi, lucidi, sportivamente spietati. Questi due giocatori si stanno impossessando della Lega, e nel futuro più immediato la domineranno.
Facilitati dall'assenza di Tim Duncan infortunato, i Denver Nuggets recuperano e sorpassano nel finale i San Antonio Spurs 115-112. Ginobili e Parker ne mettono 39, ma i padroni di casa segnano con tutto il roster e trovano un Al Harrington da 27 punti. Danilo Gallinari 13 punti
Al momento Thunder e Nuggets sono rispettivamente quarti e quinti a Ovest: se dovessero incontrarsi in un primo turno di playoff sarebbe una sfida decisamente lanciata verso il futuro, bellissima da vedere.
I Celtics si stanno risparmiando per la post-season? Speriamo, perché quelli che stanno scendendo in campo ultimamente nono sono neppure lontani cugini della squadra compatta e determinata di qualche tempo fa: stanotte i verdi sono stati sconfitti al TD Garden 87-90 dai Memphis Grizzlies, con l'ex dal dente avvelenato Leon Powe che ha messo 13 punti importantissimi. Tranne Paul Pierce, autore di 22 centri, gli altri Celtics tutti abbastanza sottotono. Quarta sconfitta di fila per gli ancor più disastrosi New York Knicks, stracciati al Madison Square Garden 99-111 dagli Orlando Magic: Howard con 33p e 11r, tutto il quintetto di partenza in doppia cifra per Orlando. 24 di Anthony per New York, che però nell'ultimo quarto, come troppo spesso gli capita, si è fatta detronizzare dagli avversari, subendo il decisivo 21-32.
I Miami Heat vincono a Detroit 100-94 e si avicinano pericolosamente ai Boston Celtics: se dovessero riuscire a scavalcarli e chiudere la regular season al secondo posto potrebbe ribaltarsi ogni equilibrio a Est, sul serio. Comunque stanotte 66 punti dei Big Three contro i 27 del ritrovato Richard Hamilton.
Gli Houston Rockets non vogliono mollare le residue possibilità di andare ai playoff e superano i Golden State Warriors 131-112 con Kevin Martin che ne piazza 34, seguito dai 25 di Courtney Lee, i 20 di Scola e la tripla doppia di Hayes. Per Golden State 34 di Dorell Wright.
I Phoenix Suns battono i Toronto Raptors 114-106 nonostante i 27 punti di un buon Andrea Bargnani, i Kings passano a Milwaukee 97-90 con 52 complessivi di Thornton e Udrih. Dall'altra parte 30 di un Carlos Delfino ultimamente in grande spolvero. Nets vittoriosi a Cleveland 98-94 dopo un overtime con 6 giocatori in doppia cifra. I Philadlephia 76ers battono gli Atlanta Hawks 105-100 con 7 componenti del roster sopra i 10 punti. Per la squadra più irritante della Lega 33 e 12 rimbalzi di Josh Smith. Infine i Pacers passano a Charlotte 111-88 con 33 punti del redivivo Danny Granger.
Ops! Scusate, m'ero scordato i Los Angeles Clippers che hanno sconfitto i Washington Wizards 127-119 dopo 2 supplementari con tripla doppia clamorosa di Blake Griffin (33p, 17r, 10a), 32 di Gordon e 28 e 12 rimbalzi di Kaman. Per Washington 32 e 10 assist di un grande John Wall, 25 e 10a di Crawford e 22 e 13r di McGee. Non male come statistiche...
Facilitati dall'assenza di Tim Duncan infortunato, i Denver Nuggets recuperano e sorpassano nel finale i San Antonio Spurs 115-112. Ginobili e Parker ne mettono 39, ma i padroni di casa segnano con tutto il roster e trovano un Al Harrington da 27 punti. Danilo Gallinari 13 punti
Al momento Thunder e Nuggets sono rispettivamente quarti e quinti a Ovest: se dovessero incontrarsi in un primo turno di playoff sarebbe una sfida decisamente lanciata verso il futuro, bellissima da vedere.
I Celtics si stanno risparmiando per la post-season? Speriamo, perché quelli che stanno scendendo in campo ultimamente nono sono neppure lontani cugini della squadra compatta e determinata di qualche tempo fa: stanotte i verdi sono stati sconfitti al TD Garden 87-90 dai Memphis Grizzlies, con l'ex dal dente avvelenato Leon Powe che ha messo 13 punti importantissimi. Tranne Paul Pierce, autore di 22 centri, gli altri Celtics tutti abbastanza sottotono. Quarta sconfitta di fila per gli ancor più disastrosi New York Knicks, stracciati al Madison Square Garden 99-111 dagli Orlando Magic: Howard con 33p e 11r, tutto il quintetto di partenza in doppia cifra per Orlando. 24 di Anthony per New York, che però nell'ultimo quarto, come troppo spesso gli capita, si è fatta detronizzare dagli avversari, subendo il decisivo 21-32.
I Miami Heat vincono a Detroit 100-94 e si avicinano pericolosamente ai Boston Celtics: se dovessero riuscire a scavalcarli e chiudere la regular season al secondo posto potrebbe ribaltarsi ogni equilibrio a Est, sul serio. Comunque stanotte 66 punti dei Big Three contro i 27 del ritrovato Richard Hamilton.
Gli Houston Rockets non vogliono mollare le residue possibilità di andare ai playoff e superano i Golden State Warriors 131-112 con Kevin Martin che ne piazza 34, seguito dai 25 di Courtney Lee, i 20 di Scola e la tripla doppia di Hayes. Per Golden State 34 di Dorell Wright.
I Phoenix Suns battono i Toronto Raptors 114-106 nonostante i 27 punti di un buon Andrea Bargnani, i Kings passano a Milwaukee 97-90 con 52 complessivi di Thornton e Udrih. Dall'altra parte 30 di un Carlos Delfino ultimamente in grande spolvero. Nets vittoriosi a Cleveland 98-94 dopo un overtime con 6 giocatori in doppia cifra. I Philadlephia 76ers battono gli Atlanta Hawks 105-100 con 7 componenti del roster sopra i 10 punti. Per la squadra più irritante della Lega 33 e 12 rimbalzi di Josh Smith. Infine i Pacers passano a Charlotte 111-88 con 33 punti del redivivo Danny Granger.
Ops! Scusate, m'ero scordato i Los Angeles Clippers che hanno sconfitto i Washington Wizards 127-119 dopo 2 supplementari con tripla doppia clamorosa di Blake Griffin (33p, 17r, 10a), 32 di Gordon e 28 e 12 rimbalzi di Kaman. Per Washington 32 e 10 assist di un grande John Wall, 25 e 10a di Crawford e 22 e 13r di McGee. Non male come statistiche...
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