Si può anche perdere una serie di playoff, per carità, è sempre successo e sempre succederà per i Lakers. Uscire però in questo modo è difficile da accettare, anche perché la batosta in Gara 4 subita dai Dallas Mavericks, 86-122, non ha la minima attenuante. Si poteva anche sopportare il tracollo psicologico e la mancanza di reattività, ma sinceramente non i falli violentissimi e immotivati dei vari Odom e Bynum: se quella carica agonistica l'avessero adoperata per giocare invece di picchiare gli avversari, forse il tracollo non sarebbe avvenuto con queste proporzioni. Phil Jackson (che onestamente quest'anno non sembra essere riuscito a motivare come al solito i suoi ragazzi...) chiude una carriera ai Lakers leggendaria, ma purtroppo non nella maniera migliore. Applauso convinto ai Dallas Mavericks, che hanno stravinto e strameritato la finale di Conference.
Sul destino dei Lakers mi riservo di scrivere nei prossimi giorni un posto interamente dedicato a questo argomento.
Abbastanza sorprendente, almeno per me, la vittoria degli Atlanta Hawks sui Chicago Bulls per 100-88. Dopo l'autorità con cui Rose e compagni avevano strapazzato gli avversari in Gara 3, pensavo che la serie fosse finita, e difficilmente avrei rpevisto la reazione di una squadra che invece in questi playoff mi sta continuamente smentendo. Meglio così, c'è più interesse. Partita equilibrata fino alla fine del terzo quarto, chiuso dai Bulls avanti 69-67. Negli ultimi quattro minuti di gara gli Hawks però si dimostrano molto più reattivi e atletici degli aversari, e alla fine la spuntano con le giocate fisiche di Smith e Horford. Alla fine ventello per i due e anche per Johnson, esiziale con un ottimo 9/14 al tiro. Per i Bulls oltre ai 34 del solito Derrick Rose 18 di Boozer e 13 di Deng. Adesso la serie è 2-2, Chicago ancora favorita ma a mio avviso un po' più scricchiolante di quanto si possa immaginare.
lunedì 9 maggio 2011
domenica 8 maggio 2011
Playoff NBA - Memphis sul 2-1, Boston accorcia le distanze.
Una vittoria pesantissima quella dei Memphis Grizzlies, che in Gara 3 hanno sconfitto gli Oklahoma City Thunder per 101-93 dopo un tempo supplementare e si sono portati in vantaggio per 2-1.
Non è tanto il risutlato in sé, che poteva pure starci, quando per come è arrivato. A metà del terzo quarto infatti gli ospiti erano in completo controllo della gara, in vantaggio di 16 punti sul 70-54. Poi l'entusiasmo dei padroni di casa e la loro difesa a tratti davvero insuperabile hanno riportato in gara Memphis, che ha avuto il pallone della vittoria e l'ha sbagliato. Ma nell'overtime niente da fare, Randolph e compagni hanno schiacciato gli avversari e ristabilito un vantaggio che potrebbe risultare psicologicamente fondamentale. Alla fine 21 punti e 21 rimbalzi per il solito trascinatore, Zach Randolph, seguito dai 18 di Conley e Mayo e dai 16 di Marc Gasol. Per i Thunder 45 della coppia Durant/Westbrook ma troppo poco da tutti gli altri.
Nell'altra gara giocata ieri notte i Boston Celtics si sono portati sull'1-2 contro i Miami Heat schiantandoli 97-81. Ospiti avanti a metà del secondo quarto nonostante il ritorno in campo di Shaquille O'Neal, ma nel secondo tempo i Celtics prendono in mano il pallino del gioco con Paul Pierce e girano la partita. Brutto infortunio al gomito per Rajon Rondo (l'ago della bilancia di questa serie), che però torna in campo anche a mezzo servizio. Nell 'ultimo quarto i padroni di casa allungano e soprattutto mettono definitivamente nella serie anche un Kevin Garnett che alla fine ne segna 28 con 18 rimbalzi, monumentale. 27 per The Answer, 11 assist per Rondo e buon apporto anche per Delonte West e Jeff Green. Per Miami soltanto Dwyane Wade col ventello.
Finale Eurolega - Ha vinto il più grande coach europeo
Se i Playoffs NBA ci stanno dicendo che le vecchie grandi realtà del basket degli ultimi 10 anni stanno lasciando spazio a nuove, agguerrite e giovani squadre, la finale di Eurolega ha riproposto una sfida fra le due più vincenti in questa competizione. Maccabi e il Panathinaikos (7 delle ultime 11 euroleghe) con il suo coach Obradovic che ne ha vinte 7. Il pronostico sembra chiaro, un Maccabi che ha sorpreso con una squadra che per molti non avrebbe potuto superare le Top 16 e i greci guidati dal gigantesco M.V.P. Diamantidis.
Inizio con un Pana dominante sotto, con stoppate e palla in post basso, mentre il Maccabi tiene con il tiro perimetrale. Partita che va avanti molto equilibrata, punteggio basso, intensità alta. Insomma, una finale. Entra Batiste e via col pick and roll che domina da anni in Europa che porta il Pana al 22-15 alla fine del primo quarto. Difficile per il Maccabi poter competere col 10% (contro il 73%) da due punti.
Il mancino Eidson tiene botta e riporta sotto gli israeliani, con la partita che si fa nervosa e i falli abbondano.
Fatemi dire non mi piace vedere un Sato timido ed esitante che rinuncia a tiri che dovrebbe prendere.
Il Maccabi sta in partita grazie alle percentuali da 3. Il primo tempo finisce 33-30 per il Panathinaikos.
Inizio di secondo tempo con un Maccabi molto carico, Pargo e Schortsanitis su tutti, i tanti tifosi gialli iniziano a farsi sentire. L'uscita per i terzo fallo di "Baby Shaq" fa perdere slancio sotto canestro al Maccabi e con 2 triple di un Sato finalmente in fiducia si arriva al 43-36 a metà quarto. Blatt tenta di confondere le acque con difese miste e cambi vorticosi. Ma spesso perdono uomini soli sotto canestro, tanto che Fotsis schiacchia il +11 a 2' dalla fine del terzo quarto. A 10' dalla fine la vera differenza la fa il solo 25% da 2 del Maccabi.
Silente nel primo tempo Nicholas è decisivo nell'allungo che porta il Panathinaikos in vantaggio in doppia cifra e in controllo soprattutto emotivo della partita. Eliyahu illude i gialli col quintetto piccolo, quando tutto sembrava filare liscio il Pana improvvisamente sente la paura di vincere e perde tante palle, non riesce a passare la metà campo, addirittura commette una infrazione di 5'' sulla rimessa.
Ma alla fine è vittoria, l'ottava per coach Obradovic, il più grande di tutti in Europa, i fatti parlano chiaro.
L'MVP non poteva che essere Diamantidis con 16 punti, 9 assist e 5 rimbalzi.
Complimenti ai greci, nel primo tempo hanno sigillato l'area, nel secondo allargato il campo con il tiro da tre e hanno vinto con merito nonostante un pessimo 14/24 ai liberi
Niente da fare sotto canestro per il Maccabi, anche per i falli precoci di Schortsanitis, che non ha mai dato la sensazione di riuscire a vincere.
Chapeau al Pana, a quel genio di Obradovic, ad una squadra che ha lottato, che ha battuto in una serie capolavoro i favoriti del Barcellona. Ma anche complimenti al Montepaschi Siena, terzo con l'80-62 al real Madrid, con la certezza che il ciclo non è finito.
Di Mauro Donzelli
Inizio con un Pana dominante sotto, con stoppate e palla in post basso, mentre il Maccabi tiene con il tiro perimetrale. Partita che va avanti molto equilibrata, punteggio basso, intensità alta. Insomma, una finale. Entra Batiste e via col pick and roll che domina da anni in Europa che porta il Pana al 22-15 alla fine del primo quarto. Difficile per il Maccabi poter competere col 10% (contro il 73%) da due punti.
Il mancino Eidson tiene botta e riporta sotto gli israeliani, con la partita che si fa nervosa e i falli abbondano.
Fatemi dire non mi piace vedere un Sato timido ed esitante che rinuncia a tiri che dovrebbe prendere.
Il Maccabi sta in partita grazie alle percentuali da 3. Il primo tempo finisce 33-30 per il Panathinaikos.
Inizio di secondo tempo con un Maccabi molto carico, Pargo e Schortsanitis su tutti, i tanti tifosi gialli iniziano a farsi sentire. L'uscita per i terzo fallo di "Baby Shaq" fa perdere slancio sotto canestro al Maccabi e con 2 triple di un Sato finalmente in fiducia si arriva al 43-36 a metà quarto. Blatt tenta di confondere le acque con difese miste e cambi vorticosi. Ma spesso perdono uomini soli sotto canestro, tanto che Fotsis schiacchia il +11 a 2' dalla fine del terzo quarto. A 10' dalla fine la vera differenza la fa il solo 25% da 2 del Maccabi.
Silente nel primo tempo Nicholas è decisivo nell'allungo che porta il Panathinaikos in vantaggio in doppia cifra e in controllo soprattutto emotivo della partita. Eliyahu illude i gialli col quintetto piccolo, quando tutto sembrava filare liscio il Pana improvvisamente sente la paura di vincere e perde tante palle, non riesce a passare la metà campo, addirittura commette una infrazione di 5'' sulla rimessa.
Ma alla fine è vittoria, l'ottava per coach Obradovic, il più grande di tutti in Europa, i fatti parlano chiaro.
L'MVP non poteva che essere Diamantidis con 16 punti, 9 assist e 5 rimbalzi.
Complimenti ai greci, nel primo tempo hanno sigillato l'area, nel secondo allargato il campo con il tiro da tre e hanno vinto con merito nonostante un pessimo 14/24 ai liberi
Niente da fare sotto canestro per il Maccabi, anche per i falli precoci di Schortsanitis, che non ha mai dato la sensazione di riuscire a vincere.
Chapeau al Pana, a quel genio di Obradovic, ad una squadra che ha lottato, che ha battuto in una serie capolavoro i favoriti del Barcellona. Ma anche complimenti al Montepaschi Siena, terzo con l'80-62 al real Madrid, con la certezza che il ciclo non è finito.
Di Mauro Donzelli
sabato 7 maggio 2011
Sondaggio MVP 2011. Domina D-Rose
Ecco i risultato del sondaggio appena conclusosi sull'MVP 2010/2011.
Come era facilmente prevedibile, ha vinto Derrick Rose, leader dei Chicago Bulls. Non mi aspettavo però avrebbe stravinto con questo scarto.
Ecco i risultati, aseptto commenti.
# 1 DERRICK ROSE (Chicago Bulls)
69,23 %
# 2 LEBRON JAMES (Miami Heat)
12,82 %
# 3 KOBE BRYANT (Los Angeles Lakers)
10,27 %
# 4 KEVIN DURANT (Oklahoma City Thunder)
5,12 %
# 5 DWYANE WADE (Miami Heat)
2,46 %
Come era facilmente prevedibile, ha vinto Derrick Rose, leader dei Chicago Bulls. Non mi aspettavo però avrebbe stravinto con questo scarto.
Ecco i risultati, aseptto commenti.
# 1 DERRICK ROSE (Chicago Bulls)
69,23 %
# 2 LEBRON JAMES (Miami Heat)
12,82 %
# 3 KOBE BRYANT (Los Angeles Lakers)
10,27 %
# 4 KEVIN DURANT (Oklahoma City Thunder)
5,12 %
# 5 DWYANE WADE (Miami Heat)
2,46 %
Playoff NBA - Lakers a picco, Derrick Rose stratosferico.
La storia dell'intera serie si ripete anche nella prima partita a Dallas. Lakers capaci di tenere fisicamente e psicologicamente, si presentano all'inizio dell'ultimo periodo in vantaggio anche discreto, ma negli ultimi cinque minuti perdono completamente la ragione, si trasformano in mammolette e i Mavericks li sorpassano senza problemi. Stanotte è arrivato il 98-92 per Dallas con 32 punti di un Nowitzki che è ancora un dilemma per l'intera difesa dei Lakers, e un Jason Terry da 23 punti con soli 10 tiri. Per i gialloviola nella gara di Bynum (21 e 10 rimbalzi) e Odom, Bryant ecumenico con soli 16 tiri, Gasol il solito fantasma di questi playoff. 3-0 per Dallas, questione chiusa. Lakers ormai fuori con una stagione totalmente inadeguata. Forse è arrivato il momento di rifondare...
I Chicago Bulls recuperano la sconfitta in Gara1 contro gli Hawks vincendo ad Atlanta con un perentorio 99-82. Partita senza storia, gli ospiti accelerano nella seconda metà del primo quarto e chiudono la questione senza che i padroni di casa riescano minimamente a tentare il recupero. E' anche difficile quando di fronte ci si trova un Derrick Rose che ne mette 44 con soli 27 tiri. Praticamente ha attaccato e vinto da solo la disputa, basta pensare che dpo di lui c'è Gibson con 13 punti, e l'unico altro in doppia cifra è Korver con 11. Prova di forza clamorosa e definitiva di D-Rose, da applauso. Chicago si porta sul 2-1 e con una partita del genere a mio avviso mette una serissima ipoteca sul passaggio del turno. A livello mentale la superiorità di Bulls è stata schiacciante.
venerdì 6 maggio 2011
Eurolega - Maccabi rullo compressore, la finale è Blatt vs. Obradovic.
La seconda semifinale di Eurolega, Barcellona 2011, dura soltanto un tempo. Poi il Maccabi Tel Aviv di David Blatt prende in mano la situazione e asfalta il Real Madrid di Lele Molin per 82-63.
I primi due quarti, terminati 32-29 per gli israeliani, avevano visto gli spagnoli rimanere in partita grazie alla valanga di rimbalzi offensivi, che avevano sopperito ad una percentuale al tiro disastrosa. Prigioni nel secondo quarto con qualche giocata delle sue aveva tenuto a galla il Real, ma si intuiva benissimo che la gara era controllata dal Maccabi, che tra l'altro aveva trovato nel "cecchino" Pnini un tiratore infermabile da dietro l'arco.
Nel terzo quarto gli uomini di Blatt tentano l'allungo, ma i madrileni in qualche modo riescono con un commovente Reyes a tenere botta. Pargo tira fuori alcune giocate monumentali, tra cui una schiacciata pazzesca. All'inizio del quarto periodo la partita si chiude: Blu con un canestro in jump da poesia del basket, bombe e penetrazioni da ogni lato di un Eidson incontenibile, e al momento giusto palla sotto a Schortsanitis per canestri facili contro un Real discioltosi totalmente. Passerella per tutti, soprattutto per un Derrick Sharp che quando mette la tripla fa saltare in piedi mezzo palazzetto (momento di forte emozione per tutti, anche per chi scrive). La finale sarà tra due allenatori straordinari. Favorito Obradovic (come potrebbe non esserlo questo mito assoluto?), ma attenti alle trovate di Blatt...
I primi due quarti, terminati 32-29 per gli israeliani, avevano visto gli spagnoli rimanere in partita grazie alla valanga di rimbalzi offensivi, che avevano sopperito ad una percentuale al tiro disastrosa. Prigioni nel secondo quarto con qualche giocata delle sue aveva tenuto a galla il Real, ma si intuiva benissimo che la gara era controllata dal Maccabi, che tra l'altro aveva trovato nel "cecchino" Pnini un tiratore infermabile da dietro l'arco.
Nel terzo quarto gli uomini di Blatt tentano l'allungo, ma i madrileni in qualche modo riescono con un commovente Reyes a tenere botta. Pargo tira fuori alcune giocate monumentali, tra cui una schiacciata pazzesca. All'inizio del quarto periodo la partita si chiude: Blu con un canestro in jump da poesia del basket, bombe e penetrazioni da ogni lato di un Eidson incontenibile, e al momento giusto palla sotto a Schortsanitis per canestri facili contro un Real discioltosi totalmente. Passerella per tutti, soprattutto per un Derrick Sharp che quando mette la tripla fa saltare in piedi mezzo palazzetto (momento di forte emozione per tutti, anche per chi scrive). La finale sarà tra due allenatori straordinari. Favorito Obradovic (come potrebbe non esserlo questo mito assoluto?), ma attenti alle trovate di Blatt...
Final Four Eurolega - Panathinaikos in finale, troppo forte per Siena.
Il Panathinaikos è troppo esperto, concreto, lucido nei momenti fondalmentali. Parte come un diesel, ma quando decide di prendere le redini dell'incontro non le lascia più. Il Montepaschi Siena ha giocato un primo quarto esemplare, ma poi ha perso il bandolo della matassa e dimostrato che menca ancora quel piccolo scatto (ai giocatori come al tecnico) per essere davvero il top del top in Europa.
Nel primo quarto il Montepaschi gioca una gara di quelle arcigne, con tutti che si dannano l'anima in difesa e a rimbalzo d'attacco, guidata da uno Jaric molto ordinato. La squadra di Pianigiani cattura ogni pallone vagante, costringe il Panathinaikos a palle perse e a subire una valanga di rimbalzi offensivi. Lavrinovic mette 7 punti nel primo quarto, ma poi verrà annullato dai falli. Però la MensSana non concretizza il vantaggio fisico e soprattutto si carica di falli coi lunghi, Rakovic e Stonerook. Alla fine i greci con una pioggia di tiri liberi rimangono a contatto. Zisis con il canestro di classe pura sulla sirena regala il 21-17 dopo 10 minuti.
Nel secondo quarto però i ragazzi di Obradovic fanno la voce grossa: difesa più compatta, tiro da tre che comincia ad entrare (a differenza di Siena, 1/9 contro il 4/8 del Panathinaikos), controllo e geometrie in attacco. E poi i falli che continuano a tartassare i senesi, e che fanno concludere il primo tempo a Diamantidis (visibilmente debilitato dalla gastroenterite ma comunque sempre lucidissimo) e compagni con ben 20 liberi. Il Panathinaikos prende il controllo della situazione, e nonostante qualche bella giocata di Hairston e MCalebb il primo tempo finisce in vantaggio 40-36.
Il terzo quarto, ai bei tempi il momento in cui Siena stritolava gli avversari e chiudeva le partite, è invece un incubo: attaco asfittico, Pana che controlla e gioca più sciolto. Falli a ripetizione, quarto troppo veloce per Moss, Lavrinovic e Rakovic. Alla fine una tripla di Hairston e un finale più concreto mandano sotto i nostri soltanto di 9 punti. All'inizio di ultimo periodo ancora Hairston con una tripla, seguito da Stonerook, portano Siena al -6, ma al primo accenno di zona una bomba di Diamantidis taglia le gambe. I greci possono così controllare senza soffrire troppo fino al 77-69 finale, grazie all'esperienza del n° 13 (che giocatore! 9 assist di una bellezza e semplicità disarmanti) e ai canestri da sotto di Batiste (foto), autore alla fine di 16 punti. Top scorer un Calathes - 17 al tabellino - che per almeno tre quarti ha squartato la difesa senese con tagli e precisione in lunetta. Per il Montepaschi 13 di Kaukenas che però per tre quarti di gara non s'è visto, 12 di Hairston volenteroso, 10 di Rakovic ma quasi tutti messi nel finale a gara ormai andata. Panathinaikos in finale: ha strameritato. Peccato per Siena, ma oggi la vera forza (prima di tutto mentale) era dall'altra parte della barricata.
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