venerdì 2 settembre 2011

Europei 2011 - L'italia di Bargnani batte la Lettonia e resta in corsa.

Andrea Bargnani

E' arrivata la prima vittoria agli Europei 2011, contro la modesta Lettonia e in maniera non troppo convincente. Però la classifica si è mossa, la squadra resta in corsa per una qualificazione comunque difficile, sarà decisiva la partita contro la forte Francia. Oggi il risultato è stato deciso dalla prova maiuscola di Andrea Bargnani, che quando non ha avversari diretti irresistibili sa sfruttare le sue doti cestistiche notevoli, almeno in attacco:36 punti, 7 rimbazli e 11 falli subiti. Ci ripetiamo, contro la Lettonia non erano impossibili queste cifre, ma almeno da lui sono arrivate. Gli altri invece ancora abbastanza a guardare e lasciar fare il Mago, con Gallinari e Belinelli autori di percentuali ancora deficitarie, ma almeno il Gallo continua a andare a rimbalzo con decisione, così come Mancinelli.
Gara risolta con l'allungo all'inizio del quarto periodo, anche grazie alla pessima giornata ai liberi dei lettoni, che nella rimonta finale mettono un tremendo 1/6. Finisce 71-62, adesso tocca ai transalpini, speriamo bene. Al momento sembrano oltre la nostra portata, ma mai darsi per scinfitit in partenza!


Per quanto riguarda le altre gare della giornata i fratelli Gasol (21 di Pau, 18 di Marc) consentono alla Spagna di passeggiare 86-69 sulla Gran Bretagna e rimanere imbattuta. Anche la Serbia si porta sul 3-0 con la vittoria 89-80 su Israele: gara risolta nell'ultimo quarto dall'accelerazione della compagine guidata ancora da Savanovic (24) e Krstic (18).  La Polonia ha battuto in rimonta il Portogallo 81-73. 
Per le altre due gare ci aggiorniamo dopo.
La Lituaniza fatica ma alla fine supera la tenace Turhcia 75-68: Ilyasova ne mette 20. Infine la Francia strapazza oltre il punteggio di 76-65 la Germania: Tony Parker proprio non si ferma, oggi 32. WunderDirk ha risposto con inutili 20.

giovedì 1 settembre 2011

Europei 2011 - Altro tracollo, la Germania ci annienta nel finale.

Dirk Nowitzki contro Mancinelli
Stesso identico copione della sconfitta di ieri contro la Serbia: buon primo quarto, pessimo secondo, ritorno prepotente nel terzo e crollo totale e devastante nel decisivo.
Che all'Italia manchino i nervi saldi per essere una grande, oltre alle evidenti lacune di roster? Gli indizi ci sono tutti. Dopo il -12 patito ieri questo 62-76 contro la Germania di WunderDirk ci taglia le gambe. Per fortuna domani ci tocca la debolissima Lettonia, quindi una salutare boccata d'ossigeno. Come commentare una debacle così tremenda nel quarto periodo? Francamente non si può senza essere durissimi, quandi forse per stavolta conviene soprassedere sull'analisi sia dei singoli che della squadra in generale. Nowitzki e Kaman hanno raccolto 29 rimbalzi in due, davvero troppi. Alla fine a cercare di prendere i palloni in aria per noi sembra esserci andato solo il Gallo.  Percentuali disastrose, lucidità manco a parlarne, carattere solo a sprazzi. Così di certo non si va lontano in questo europeo tutto sommato abbordabile.

Le altre gare della giornata: Spagna senza problemi, 87-73 al Portogallo con Pau Gasol e Navarro ancora sugli scudi, ma bene anche Marc Gasol e Reyes.
Anche la Serbia ha liquidato la Lettonia 92-77 senza soffrire mai, con 23 di Krstic e 19 di Savanovic.
Bella la vittoria della Bosnia Erzegovina sul Montenegro 94-86: 23 di Teletovic, grande il "romano" Dedovic con 19 e 6/7 al tiro. Dall'altra parte Dasic si è spento dopo un ttimo primo tempo, 14 alla fine per lui.
La Bulgaria ha superato 68-65 il Belgio coi 22 di Rowland, la Turchia ha strapazzato la Gran Bretagna 90-61 nonostante il ventello pieno di Luol Deng, che però predica nel vuoto.
Francia agevole 85-68 contro il sempre più spento Israele: altri 21 per Tony Parker. Pure la Grecia ha surclassato la Finlandia 81-61 con le grandi prove di Bourousis e Zisis (partito fortissimo). Dall'altra parte inutili i 21 di Koponen.
Ancora bene la Russia, 65-58 alla Georgia: protagonisti Kirilenko (20) e Markoishvili (21).
Lituania a valanga 97-77 sulla Polonia, top scorer Kalnietis con 19.
Bella la vittoria della Macedonia in volata contro la Croazia 78-76: McCalebb ne mette 19, Ilievski 18.
La Slovenia infine patisce più del deovuto l'Ucraina dopo averla dominata e vince soltanto 68-64, con Begic e ancora Lorbek in doppia cifra.

Il Re della stagione 2010/2011: lo scettro va a WunderDirk!

Finito il sondaggio sul giocatore che ha scritto la storia della scorsa stagione di basket mondiale. Il vincitore non poteva essere il campione NBA Dirk Nowitzki, che ha giocato una regular season di ottima fattura ma nei playoff ha tirato fuori il suo miglior basket di sempre, per fattura e lucidità.
Mi fa piacere però sottilineare anche il secondo posto di un giocatore che milita in Europa, il grande Dimitris Diamantidis che col suo Panathinaikos ha strameritato l'Eurolega. Terzo Derrick Rose, MVP dell'anno Oltreoceano. A seguire, staccato e di molto, gli altri. Ecco i risultati:


# 1 - DIRK NOWITZKI (Dallas Mavericks), 40,25 %















# 2 - DIMITRIS DIAMANTIDIS (Panathinaikos), 28,57%



















# 3 - DERRICK ROSE (Chicago Bulls), 25,97%



















# 4 - KEVIN DURANT (Oklahoma City Thunder), 9,09%



















# 5 - JAMES WHITE (Dinamo Sassari), 6,49%



















In classifica poi ci sono entrati anche LeBron James e Dwyane Wade con entrambi 4 voti, la categoria "Altri giocatori" con 3 voti, e infine Lavrinovic con 1 voto.

mercoledì 31 agosto 2011

Europei 2011 - Pessima partenza dell'Italia, la Serbia ci domina.

Andrea Bargnani in azione
Non era certo l'avversario più semplice da affrontare all'esordio la fortissima Serbia, senz'altro tra le favorite del torneo, però la sconfitta subita 68-80 è molto pesante perché evidenzia limiti caratteriali e strutturali dell'Italia. Primo fra tutti: ci manca l'asse fondamentale per qualsiasi squadra che voglia competere veramente, che poi è quello playmaker-pivot. Il talento c'è nel gruppo, ma senza una regia ordinata e sicura, senza uno che catturi rimbalzi importanti, senza la possibilità di giocare un pick and roll veramente efficace, sarà dura. Peccato perché l'esordio nella gara è stato più che buono, un primo quarto vinto 18-10, poi però la squadra si è sciolta col ritorno dei serbi - benissimo Macvan, Teodosic e Tepic - e ha subito dei parziali che hanno spaccato la gara. A un certo punto eravamo anche sul -18 e ci stava purtroppo tutto. Poca amalgama tra i giocatori, difesa troppo alterna, in attacco il pallone deve circolare assolutamente. Alla fine Bargnani ne ha messi 22 con 9 rimbalzi, il suo l'ha fatto. Gallinari 15 e alcune giocate di sostanza, molto male Belinelli e Datome. Il resto del gruppo ha provato a resistere con poca lucidità e una timidezza caratteriale preoccupante. Peccato, perché in alcuni momenti era sembrato saremmo riusciti ad intimidire la Serbia.

Altri incontri:
Spagna-Polonia 83-78 con 29 di Paul Gasol e 23 di Navarro.
Montenegro-Macedonia 70-65 con 20 di Dasic
Georgia-Belgio 81-59 con 16 di Pachulia
Turchia-Portogallo 79-56 con 14 di Turkoglu
Francia-Lettonia 89-78 con 31di Parker
Grecia-Bielorussia 76-67 con 13 di Zisis
Slovenia-Bulgaria 67-59 con 18 di Erazem Lobrek
Lituania - Gran Bretagna 80-69 con 13 di Jasikievicius
Croazia-Finlandia 84-79 con 27 di Bogdanovic
Germania-Israele 91-64 con 25 di Nowitzki  e 18 e 10r di Kaman
Russia-Ucraina 73-64  con 20 e 11r di Kirilenko



domenica 28 agosto 2011

Quando eravamo re - Conrad McRae

McRae con la maglia del PSicuramente
Sicuramente non sarà al pari livello dei grandi campioni che sono entrati in quasta rubrica del mio blog, però ci tenevo comunque a ricordare uno degli americani più atletici e spettacolari arrivati in Italia. 
In quella stagione 1996/97 con la TeamSystem Bologna Conrad McRae ci ha fatto vedere una quantità e qualità di giocate sopra il ferro che pochi altri hanno saputo fare, e che mi esaltavano ogni volta nonostante io fossi simpatizzante V Nere.
Girovago in Europa (Grecia, Turchia, Francia e Italia, dove nel '99 era tornato per vestire la maglia di Trieste), McRae aveva provato a rientrare nel giro NBA attraverso la vetrina della Summer League. Purtroppo l'estate 2000 passata nel camp degli Orlando Magic gli è stata fatale, e a soli 29 anni il suo cuore ha ceduto. 
Questo il mio ricordo di un giocatore di basket tanto sfortunato quanto spettacolare:



domenica 14 agosto 2011

Quando eravamo re - Tony Kukoc

Tony Kukoc
Il giocatore europeo più vincente della storia della pallacanestro?
Magari è un po' azzardata, ma di certo non un'affermazione assurda.
Ma a prescindere dai quintali di argenteria preziosa e anelli conquistati, vi ricordate di un'altra ala piccola di 2,11 con quella padronanza di palleggio, quella velocità e quella proprietà di tiro? Io no.
Classe 1968, Tony Kukoc (altrimenti detto La Pantera Rosa o The Croatian Sensation, scegliete voi) cresce in quella Jugoplastika Spalato che tra fine anni '80 e inizio '90 centra una clamorosa tripletta di Eurolega vinte. Insieme a Radja, Peranovic, Paspalj e Savic forma una squadra inarrestabile. Nel 1992 a Treviso in una Benetton in cui fa coppia clamorosa con Vinny Del Negro. Uno scudetto e una Coppa Italia.
Nel 1993 arriva il salto Oltreoceano e la maglia numero 7 dei Chicago Bulls, quella del dopo-Jordan della prima tripletta. Tanta fatica, dissapori con Scottie Pippen, però due anni di gavetta che servono per affinare la tecnica (se ce ne fosse stato ulteriormente bisogno), conoscere i campi NBA e farsi per bene muscoli e ossa. Nel 1996 torna Michael, ed ecco che Kukoc diventa un'arma tattica praticamente immarcabile. Nel secondo Three-Peat è lui il giocatore più enigmatico e difficile da comprendere per le dfiese aversarie, a prescindere dai punti in campo. Premio come miglior 6° uomo nel 1996, titolare inamovibile negli anni degli ultimi 2 anelli.
Allora, abbiamo risposto alla domanda iniziale? Se ancora non siete convinti c'è anche il palmares con la nazionale, prima quella della Jugoslavia e dopo quella della Croazia: 2 argenti e 2 bronzi alle olimpiadi, un oro mondiale, due ori e un bronzo europei.
Tony Kukoc è forse il giocatore che ha rivoluzionato il modo in cui l'NBA ha guardato al talento cestistico europeo. Basta gustarsi il video qui sotto per capirlo:



martedì 2 agosto 2011

Quando eravamo re - Zoran Savic

Zoran Savic
Si, torniamo ancora una volta a quella fantasmagorica Kinder Bologna di Ettore Messina, di cui abbiamo già incensato Manu Ginobili, Sacha Danilovic, Antoine Rigaudeau, Matjaz Smodis, Picchio Abbio e probabilmente altri in futuro. Oggi tocca a uno dei membri meno spettacolari ma più concreti e redditizi di quel grandioso roster.
Zoran Savic era un giocatore tutt'altro che spettacolare, ma su di lui potevi contare sempre (ma davvero sempre!) su punti, rimbalzi, presenza fisica sotto canestro, bombe da tre piazzate nei momenti veramente topici di una gara, non importa quanto importante fosse. Lui c'era, e quasi sempre la metteva.
Arrivato a Bologna a trent'anni. Savic con la grande Virtus ha vinto scudetto e una Eurolega gloriosa. E' stato a dir poco decisivo nella finale di Barcellona, nel 58-44 contro l'Aek Atene.
Maestro di tagliafuori e rimbalzo, straordinario nella capacità di rimorchio incontripiede, ha anche scritto la storia della nazionale jugoslava, prima e dopo la scissione: un Mondiale, tre Europei, un argento olimpico ad Atlanta 1996.
Io vedendo la Kinder vincere ovunque e con la massima autorità spesso mi domandavo chi fosse il leader carismatico del gruppo. Il sospetto è che il barometro emotivo della squadra lo tenesse in mano questo giocatore silenzioso ma letale, che alla fine era protagonista in ogni momento cruciale di una partita. Questo il nostro omaggio a uno dei centri europei più forti e completi degli anni '90.