Rieccomi. Il Festival del Cinema di Roma volge finalmente al termine, posso riprendere a bloggare con un po' di continuità.
Il titolo di questo post non è una data, ma lo score con cui Bryant ha chiuso la partita di Sacramento di stanotte. 17° tripla doppia in carriera. Quinta vittoria dei Lakers, che stanno deliziando con un gioco di squadra che al momento non è avvicinabile da nessuna altra compagine della Lega. Addirittura adesso a fare da prima punta c'è Gasol, Bryant si "limita" a controllare il gioco e mettere in ritmo gli altri. Odom, Artest, Fisher e le due sorprendenti novità Barnes e Blake gli stanno andando dietro con una leggerezza che è un piacere guardare, anche per chi non è tifoso dei Lakers. In attesa che torni anche il perennemente acciaccato Bynum, Los Angeles è uno spettacolo di pallacanestro.
Tra le altre buone partenze da segnalare gli Hornets con un Belinelli finalmente incisivo, Atlanta con un bel lavoro di gruppo. Ha rallentato stranamente Oklahoma, due sconfitte di fila abbastanza inopinate. Contento che siano partite abbastanza bene anche "outsiders" come Portland e Sacramento, due franchigie da tenere d'occhio. Stanotte su Sky Chicago-New York, per vedere se Gallinari saprà uscire dal periodo-no.
giovedì 4 novembre 2010
venerdì 29 ottobre 2010
Durant / Westbroook: il futuro è oggi.
Scusate la mancanza di post in questi giorni, il Festival del Cinema di Roma mi sta un po' fagocitando.
Faccio un riassunto veloce di quello che è successo in questi pochi giorni. La foto è dedicata ai due campioni dei Thunders, che all'esordio contro Chicago hanno dimostrato che quest'anno sono di diritto da mettere tra i favoriti per arrivare in fondo. Semplicemente strepitosi, non sono più il futuro dell'NBA ma assolutamente il presente. In America da segnalare anche la buona prima partita di Orlando stanotte, team che ad Est dirà la sua senza dubbio, ha una panchina da fare invidia a tutti.
In Eurolega ottima vittoria di Roma in Belgio, si è rifatta della sconfitta fastidiosa a Pesaro in campionato. Se il Bamberg non batteva l'Olympiakos per me eravamo quasi qualificati, però siamo decisamente sulla buona strada. Peccato per Milano, vittoria buttata proprio via.
Faccio un riassunto veloce di quello che è successo in questi pochi giorni. La foto è dedicata ai due campioni dei Thunders, che all'esordio contro Chicago hanno dimostrato che quest'anno sono di diritto da mettere tra i favoriti per arrivare in fondo. Semplicemente strepitosi, non sono più il futuro dell'NBA ma assolutamente il presente. In America da segnalare anche la buona prima partita di Orlando stanotte, team che ad Est dirà la sua senza dubbio, ha una panchina da fare invidia a tutti.
In Eurolega ottima vittoria di Roma in Belgio, si è rifatta della sconfitta fastidiosa a Pesaro in campionato. Se il Bamberg non batteva l'Olympiakos per me eravamo quasi qualificati, però siamo decisamente sulla buona strada. Peccato per Milano, vittoria buttata proprio via.
mercoledì 27 ottobre 2010
Lakers e Celtics impongono le regole. Miami cade subito a Boston.
Nella prima partita di campionato i Lakers campioni in carica vincono in casa su Houston 112-110. Ottima la prova delle due stelle Bryant e Gasol, che totalizzano rispettivamente 27 e 29 punti. Lo spagnolo ci mette anche 11 rimbalzi, mentre "Black Mamba" ne cattura 5 con anche 7 assist. Doppia cifra per Odom con 14 e 10, quindi ottimo esordio anche per lui in attesa che Bynum torni. Notizie molto confortanti anche dalla panchina, dove Brown e la new entry Blake hanno portato un contributo decisivo. Buona quindi la partenza di Los Angeles, anche se neppure minimamente paragonabile a livello psicologico a quella dei Celtics, che in casa hanno tenuto ad 80 i Miami Heat e gli hanno subito imposto la sconfitta dominnadoli poraticamente per tutta la partita. Solidi e "duri", i Celtics hanno controllato senza troppi problemi Bosh e Wade, concedendo 31 punti a James. 88-80 il risultato finale, e già potrebbe essere molto importante per definire le gerarchie nella Eastern Conference.
Nella terza partita della serata Portland ha nettamente sconfitto Phoenix 106-92, risultato che però è arrivato soltanto nell'ultima frazione di gioco dopo una gara equilibrata. Protagonista della gara la classe dei due playmaker, Brandon Roy e Steve Nash, milgiori marcatori delle squadre.
Nella terza partita della serata Portland ha nettamente sconfitto Phoenix 106-92, risultato che però è arrivato soltanto nell'ultima frazione di gioco dopo una gara equilibrata. Protagonista della gara la classe dei due playmaker, Brandon Roy e Steve Nash, milgiori marcatori delle squadre.
lunedì 25 ottobre 2010
Quando eravamo re: Sasha Danilovic
Uno dei più grandi giocatori che abbiano mai calpestato un parquet in Europa. Con la Kinder di Ettore Messina (4 scudetti e una Eurolega) ha espresso il meglio della pallacanestro nel "Vecchio Continente". Con il canestro con cui si apre il video qui sotto ha scritto una delle pagine più longeve del basket italiano. Non me ne vogliano i tifosi della Fortitudo...
Un vero e proprio cannibale di questo sport.
Un vero e proprio cannibale di questo sport.
Ecco perché i Lakers vinceranno ancora.
Domani notte parte il campinato NBA 2010/2011. Reduci da due titoli consecutivi, i Los Angeles Lakers tenteranno di arrivare a quella tripletta che in tempi recenti è riuscita ai Chicago Bulls di Michael Joerdan e proprio ai Lakers di O'Neill e Bryant. Ecco perché secondo me i Lakers riusciranno nell'impresa:
1 - ABBIAMO IL MIGLIOR GIOCATORE AL MONDO. Nessuno ha la competenza cestistica di Kobe Bryant, il che non significa necessariamente sola classe. Più di tutti lui sa leggere i momenti della gara, intere partite, addiritutra periodi. Nessuno ha la sua abnegazione e la voglia di vincere, non credo sia ormai più un fatto questionabile. Bryant non è più il giocatore esplosivo di tre anni fa, ma molto più di prima sa motivare e coinvolgere i Lakers, e tutti gli vanno dietro. E poi MAI e poi MAI esce dalla partita, non importa si tratti di un'amichevole precampionato (vedi quanto ha "rosicato" col Barcellona) o di una finale. L'esempio più lampante di questo è stata proprio gara7 contro i Celtics, dove ha tirato malissimo ma ha contribuito con 15 rimbalzi, segno che la gara l'ha comunque artigliata, eccome. Bryant è un giocatore tecnicamente sublime, psicologicamente granitico, ed adesso più di prima sa di aver bisogno dei compagni per vincere, ne ha preso atto e li trascina con sé.
2 - ABBIAMO IL MIGLIOR ALLENATORE AL MONDO. Phil Jackson voleva ritirarsi, se ha firmato per un altro anno vuol dire che é convinto di poter vincere ancora, e questa è la garanzia maggiore. E' lui il genio del basket contemporaneo. Punto.
3 - ABBIAMO LA SQUADRA PIU' FORTE. I Lakers si conoscono più delle altre pretendenti, hanno una chimica straordinariamente sviluppata, sanno assimilare senza snaturare i nuovi giocatori (vedi il "miracolo" di Artest nelle finali dello scorso anno). Gasol è il centro più devastante della lega, e soprattutto si è scrollato di dosso la sudditanza psicologica che soffriva nei confronti di veri "duri" come ad esempio Kevin Garnett. Bynum prima o poi terrà una stagione senza inforunti seri, e se abbiamo vinto per due anni con lui sempre acciaccato, perché non anche quest'anno? Poi abbiamo almeno due magnifiche varianti come Artest e Odom, giocatori ondivaghi che però sanno dominare quando vogliono. I Lakers poi abbinano meglio delle altre squadre cattiveria, determinazione e grandi doti tecniche e tattiche. Il triangolo che eseguono è ancora (e sarà sempre) uno spettacolo cestistico.
4 - ABBIAMO PIU' PANCHINA. Barnes è un acquisto poderoso soprattutto per la difesa. Brown cresce a vista d'occhio, fisicamente è inarrestabile. Blake se si inserisce bene è perfetto per dare fiato a Fisher. I rookie sembrano promettenti, vediamo quanto Jackson gli darà spazio.
Chi può fermarci? Come ho già scritto in passato a me spaventano più i Celtics degli Heat. Vedremo.
1 - ABBIAMO IL MIGLIOR GIOCATORE AL MONDO. Nessuno ha la competenza cestistica di Kobe Bryant, il che non significa necessariamente sola classe. Più di tutti lui sa leggere i momenti della gara, intere partite, addiritutra periodi. Nessuno ha la sua abnegazione e la voglia di vincere, non credo sia ormai più un fatto questionabile. Bryant non è più il giocatore esplosivo di tre anni fa, ma molto più di prima sa motivare e coinvolgere i Lakers, e tutti gli vanno dietro. E poi MAI e poi MAI esce dalla partita, non importa si tratti di un'amichevole precampionato (vedi quanto ha "rosicato" col Barcellona) o di una finale. L'esempio più lampante di questo è stata proprio gara7 contro i Celtics, dove ha tirato malissimo ma ha contribuito con 15 rimbalzi, segno che la gara l'ha comunque artigliata, eccome. Bryant è un giocatore tecnicamente sublime, psicologicamente granitico, ed adesso più di prima sa di aver bisogno dei compagni per vincere, ne ha preso atto e li trascina con sé.
2 - ABBIAMO IL MIGLIOR ALLENATORE AL MONDO. Phil Jackson voleva ritirarsi, se ha firmato per un altro anno vuol dire che é convinto di poter vincere ancora, e questa è la garanzia maggiore. E' lui il genio del basket contemporaneo. Punto.
3 - ABBIAMO LA SQUADRA PIU' FORTE. I Lakers si conoscono più delle altre pretendenti, hanno una chimica straordinariamente sviluppata, sanno assimilare senza snaturare i nuovi giocatori (vedi il "miracolo" di Artest nelle finali dello scorso anno). Gasol è il centro più devastante della lega, e soprattutto si è scrollato di dosso la sudditanza psicologica che soffriva nei confronti di veri "duri" come ad esempio Kevin Garnett. Bynum prima o poi terrà una stagione senza inforunti seri, e se abbiamo vinto per due anni con lui sempre acciaccato, perché non anche quest'anno? Poi abbiamo almeno due magnifiche varianti come Artest e Odom, giocatori ondivaghi che però sanno dominare quando vogliono. I Lakers poi abbinano meglio delle altre squadre cattiveria, determinazione e grandi doti tecniche e tattiche. Il triangolo che eseguono è ancora (e sarà sempre) uno spettacolo cestistico.
4 - ABBIAMO PIU' PANCHINA. Barnes è un acquisto poderoso soprattutto per la difesa. Brown cresce a vista d'occhio, fisicamente è inarrestabile. Blake se si inserisce bene è perfetto per dare fiato a Fisher. I rookie sembrano promettenti, vediamo quanto Jackson gli darà spazio.
Chi può fermarci? Come ho già scritto in passato a me spaventano più i Celtics degli Heat. Vedremo.
domenica 24 ottobre 2010
Quando eravamo re - Clyde Drexler
A livello di puro talento cestistico, un giocatore che aveva pochissimo, forse nulla, da invidiare a Michael Jordan o Magic Johnson. Quanto a tenuta psicologica e "cattiveria" agonistica è un altro discorso, ma questo non toglie nulla alla classe cristallina di Clyde "The Glide" Drexler. Con Terry Porter è stato il simbolo ed il faro dei Portland Trail Blazers degli anni '80 ed inizio '90, portandoli a sfiorare il titolo per ben due volte. Nel 1990 fu annichilito dai "Bad Boys" di Detroit, una squadra troppo dura per tutti in quel periodo (ne sa qualcosa anche un certo numero 23 che giocava a Chicago...). Nel 1992 Drexler si è trovato contro in finale un Michael Jordan che non era oggettivamente arginabile: 4-2 per i Bulls.
Per arrivare al tanto agognato anello Clyde ha dovuto abbandonare l'amata Portland e trasferisti agli Houston Rockets per fare da alfiere ad Hakeem Olajuwon e Robert Horry. Nel 1995 gli Orlando Magic di Shaq e Hardaway furono annientati 4-0, e Clyde ebbe finalmente l'anello che strameritava. 10 volte All Star, Drexler ha fatto anche parte del Dream Team del 1992, la squadra di basker perfetta.
Per arrivare al tanto agognato anello Clyde ha dovuto abbandonare l'amata Portland e trasferisti agli Houston Rockets per fare da alfiere ad Hakeem Olajuwon e Robert Horry. Nel 1995 gli Orlando Magic di Shaq e Hardaway furono annientati 4-0, e Clyde ebbe finalmente l'anello che strameritava. 10 volte All Star, Drexler ha fatto anche parte del Dream Team del 1992, la squadra di basker perfetta.
giovedì 21 ottobre 2010
Grande Italia nel primo turno di Eurolega!
All'importane vittoria della Lottomatica Roma ieri contro il Bamberg oggi hanno risposto alla grande Montepaschi Siena e Armani Jeans Milano. En plein dunque nella prima giornata di Euroleague: la squadra di Pianigiani ha imposto uno scarto di +32 allo Cholet, pur non convincendo del tutto (secondo quarto da buttare, panchina troppo "morbida" nell'approccio). Il 76-44 però parla da solo sul divario in campo tra le due squadre. Il grande colpo però l'ha fatto la squadra di Bucchi, che è andta a dominare a Mosca (88-73), dove ha chiuso il primo tempo addirittura 52-29. Protagonista assoluto del match un Pecherov da 23 punti, coadiuvato comunque da una squadra compatta e grintosa, dove ognuno ha fatto la sua degna parte.
Che il basket italiano stia tornando competitivo come un tempo? Quest'esordio nella massima competizione europea del trio lascia ben sperare. Aspettiamo la seconda giornata e vedremo.
Nelle altre partite di oggi, Barcellona e Panathinaikos sono andate come schiacciasassi sugli avversari di turno; troppe difficoltà nel primo tempo per Malaga contro il Charleroi, Maccabi letteralmente demolito dal Caja Laboral. Bella infine la vittoria dello Zalgiris sul Partizan.
Che il basket italiano stia tornando competitivo come un tempo? Quest'esordio nella massima competizione europea del trio lascia ben sperare. Aspettiamo la seconda giornata e vedremo.
Nelle altre partite di oggi, Barcellona e Panathinaikos sono andate come schiacciasassi sugli avversari di turno; troppe difficoltà nel primo tempo per Malaga contro il Charleroi, Maccabi letteralmente demolito dal Caja Laboral. Bella infine la vittoria dello Zalgiris sul Partizan.
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