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domenica 24 luglio 2011

Quando eravamo re - "Big" Ben Wallace

Ben Wallace ai tempi dei Detroit Pistons
Insomma, lo avrete capito: io ho un debole per i giocatori che, più che il talento cestistico vero e proprio, costruiscono la loro forza con la determinazione, il carisma, la cattiveria agonistica e la competenza in questoni di basket magari non spettacolari ma fondamentali. Sì, la difesa.
Dopo l'era dominata da Dennis Rodman, per me Ben Wallace è stato il più grande difensore che l'NBA ha potuto ammirare. Con tutto il rispetto per Dwight Howard, "Big Ben" è stato il vero centro capace sia di intimidire che poi di influire in maniera decisiva sull'esito delle partite. Anche perché, a differenza del Superman di Orlando, il N° 3 a Detroit era inserito in un sistema di gioco che prevedeva di sfruttarne al massimo e con equilibrio per il gioco le proprie caratteristiche difensive. I Pistons erano una squadra di veri "duri" perché giocavano insieme, avevano un'idea comune di cos'era il "loro" basket, e andavano tutti nella stessa direzione. Chauncey Billups, Rip Hamilton, un altro difensore celestale come Tayshaun Prince, e alla fine l'estro di un altro grandissimo come Rasheed Wallace: squadra costruita con intelligenza e grande sagacia quella dei campioni del mondo 2004. Alla guida, il genio assoluto di Larry Brown. Io li ho visti dominare i Lakers di O'Neal, Bryant, Malone e Payton nelle finali: una lezione di basket, soprattutto a livello di carisma.
In questo sistema tattico, tecnico e mentale, Ben Wallace ha potuto esprimere il proprio furore agonistico e la propria immensa determinazione al meglio. Oltre all'anello - che avrebbe potuto bissare l'anno successivo se Robert Horry con gli Spurs non si fosse inventato una Gara 5 leggendaria a Detroit - Wallace ha vinto 4 volte il premio come miglior difensore dell'anno: '02, '03, '05, '06. Rimbalzista terrificante, con un senso del tempo e della posizione come pochissimi nella storia recente della Lega. Alto "solo" 2,06, quindi non avente diritto a competere fisicamente con centri molto più grossi e svettantti di lui, Ben li ha annichiliti con la determinazione ad arrivare prima su ogni pallone. Un dominatore dell'area, come il video qui sotto dimostra soltanto in parte:

giovedì 19 maggio 2011

Quando Michael Jordan riuscì a fermare il mondo.

Quello che vi (ri)faccio vedere in questo post è uno dei commercial Nike più famosi degli anni '90. Protagonista non poteva che essere il giocatore simbolo di quel decennio, il Michael Jordan capace di vincere sei titoli coi suoi Chicago Bulls, suoi e di Scottie Pippen, Dennis Rodman, Ron Harper e coach Phil Jackson.

Lo spot è stato diretto dall'inglese Jonathan Glazer (regista al cinema di "Sexy Beast" e "Birth") nel 1996.
Per me è un capolavoro assoluto.
Perché racconta al meglio quello che succede a un appassionato di basket nell'attimo esatto in cui percepisce che questo sport sta per regalargli arte in movimento.
La canzone è "Prayer Cycle" di Alanis Morissette.
Se già lo conoscete lo apprezzerete ancora una volta, sennò godetevelo con cuffie e silenzio assoluto intorno. E' da brividi.


mercoledì 2 marzo 2011

SONDAGGIO - I veri BIG THREE sono quelli di Chicago.

Chiuse le votazioni riguardanti il trio di giocatori più grande dell'NBA moderna. Ecco i risaultati:



# 1
MICHAEL JORDAN
SCOTTIE PIPPEN
DENNIS RODMAN
Chicago Bulls








34,2%



# 2
KOBE BRYANT
PAU GASOL
LAMAR ODOM
Los Angeles Lakers











24,8%



# 3  
TIM DUNCAN
TONY PARKER
MANU GINOBILI
San Antonio Spurs






17,1%



# 4
PAUL PIERCE
KEVIN GARNETT
RAY ALLEN








 16,3%



# 5
DWYANE WADE
LEBRON JAMES
CHRIS BOSH
Miami Heat






 7,6%

giovedì 21 ottobre 2010

Quando eravamo re - Dennis Rodman

Senza mezzi termini il più grande difensore dell'epoca moderna. Il mio mito personale.
Formatosi cestisticamente alla corte dei "Bad Boys" di Detroit, Rodman ne ha interpetato per tutta la carriera lo spirito combattivo, la volontà di non cedere di un passo, non importa quale avversario ci fosse di fronte. Caratterialmente complesso, difficile da gestire all'interno degli equilibri di uno spogliatoio, Rodman ha ripagato tutte le sue intemperanze fuori dal campo danto tutto dentro lo stesso. Mai visto un giocatore così pronto a mettere il corpo su un contatto, su un salto, su una palla vagante.
Nessuno, nessuno come Rodman sapeva entrare sottopelle al diretto avversario per poi pian piano prendergli le misure e sovrastarlo fisicamente e tecnicamente. Rimango convinto che la sua difesa su un Malone al massimo della condizione nelle Finals del '97 e '98 sia stata il "capolavoro" della sua carriera. Specialità di Rodman era il rimbalzo: per 8 anni consecutivi è stato il miglior rimbalzista della lega. PER 8 ANNI CONSECUTIVI.
Con tutto il rispetto per grandi difensori come Kevin Garnett, Ben Wallace o Ron Artest, è stato Dennis Rodman ad aver deciso come si difende nell'NBA contemporanea.