Quando alla fine del terzo quarto il risultato tra Montepaschi Siena e Scavolini Pesaro, primo quarto di finale di Coppa Italia, era di 53-53, qualcuno ha pensato alla possibile sorpresa. Ebbene, c'ha pensato un'ultima frazione da 28-15 a ricordare a tutti che la squadra di Pianigiani è la più forte e la strafavorita per la vittoria finale. Evidentemente i rgazzi di Siena hanno preferito dosare le energie per giocare al meglio tre gare in quattro giorni.
L'81-68 finale porta la firma di David Moss, 21 punti con 7/8 al tiro, ma anche di Rakovic (15), Carraretto (10) e di un Zisis sempre più leader. Per la Scavolini un Morris Almond da 21 punti e un Hackett volenteroso. Nell'altro quarto di finale la Canadian Solar Bologna si è fatta sconfiggere 72-83 dalla Fabi Shoes Montegranaro: un risultato che non ci aspettavamo, se non altro per il maggiore blasone e l'esperienza di Bologna nelle competizioni ad eliminazione diretta. E invece un Ivanov stratosferico da 9/13 al tiro e 24 punti, conditi con 9 rimbalzi, ha trascinato i toscani alla vittoria, meritata in quanto sono stati in consistente vantaggio per tutta la gara. Preziosisimi per Montegranaro anche i 19 punti di Cavaliero e i 15 di Allan Ray. Per la Canadian Solar tutti abbastanza male, troppo spenti e rinunciatari per provare veramente a riaprire la partita. Complimeti quindi alla Fabi Shoes, che ha strameritato la semifinale. Domani si parte con Armani Jeans Milano-Air Avellino e in serata Bennet Cantù-Angelico Biella.
giovedì 10 febbraio 2011
Serata no per i tre italiani NBA
Che i Toronto Raptors di Andrea Bargnani potessero perdere contro il rullo compressore San Antonio Spurs era facilmente preventivabile, molto meno invece che i New Orleans Hornets perdessero in casa dei Nets o che i Knicks si facessero battere al Garden dai Clippers. Giornata dunque piouttosto nera per i nostri tre giocatori. Partiamo dal Mago, o meglio dagli Spurs che con un ultimo periodo chiuso 30-16 rimontano e chiudono il match 111-100 giocando da par loro praticamente soltanto per 12 munuti. Quanto basta adesso per battere i Raptors. Bargnani ne piazza 29 con 20 tiri, ma di andare a rimbalzo con decisione proprio non se ne parla. Forse ormai dovrei rassegnarmi a questo fatto, ma è difficile vedere un centro che cattura così pochi palloni, per me rimane un sintomo chiaro di qualche mancanza caratteriale. Bene anche DeRozan con 25, per San Antonio top scorer un encomiabile Blair con 28 punti e 11 rimbalzi.
21 punti per Danilo Gallinari con un pessimo 3/13 al tiro, ma un fantasmagorico 14/14 ai liberi. I Clippers vincono 116-108 grazie soprattutto ai 16 assist di Baron Davis.
Belinelli esce dal quintetto di partenza, ma uscendo dalla panchina si sveglia dal letargo in cui era ultimamente entrato e ne mette 17 con 5/7 da dietro l'arco dei 3 punti. Gli Hornets però perdono comunque dopo un supplementare 101-103, bombardati da un Sacha Vujacic finalmente decisivo (25 con 5/7 anche lui da 3). Per New Orleans da segnalare anche i robusti 32 di David West.
Se continua così i Cavaliers le perdono tutte fino alla fine della stagione regolare: siamo a 26 di fila con la batosta subita in casa contro i Detroit Pistons, 94-103. Gli Orlando Magic passano 99-95 a Philadelphia con 30 e 17 rimbalzi di Dwight Howard. I Mavericks invece vincono 102-10 a Sacramento con i ventelli di Terry e Barea, che in questo momento stanno trascinando la squadra in striscia positiva da dieci incontri.
Derrick Rose con 29 punti stravince il duello personale con Deron Williams e trascina i Chicago Bulls alla vittoria 91-86 a Salt Lake City. I Denver Nuggets perdono 114-116 contro i Golden State Warriors nonostante i 29 di Anthony, neutralizzati dai prodigiosi 37 di Monta Ellis. I Washington Wizards strapazzano 100-85 i Milwaukee Bucks con 25 di Neil Young, i Pacers superano i Bobcats 104-103grazie a Hibbert e Granger che ne combinano per 54.
Stanotte i Lakers a Boston. C'è attesa...
21 punti per Danilo Gallinari con un pessimo 3/13 al tiro, ma un fantasmagorico 14/14 ai liberi. I Clippers vincono 116-108 grazie soprattutto ai 16 assist di Baron Davis.
Belinelli esce dal quintetto di partenza, ma uscendo dalla panchina si sveglia dal letargo in cui era ultimamente entrato e ne mette 17 con 5/7 da dietro l'arco dei 3 punti. Gli Hornets però perdono comunque dopo un supplementare 101-103, bombardati da un Sacha Vujacic finalmente decisivo (25 con 5/7 anche lui da 3). Per New Orleans da segnalare anche i robusti 32 di David West.
Se continua così i Cavaliers le perdono tutte fino alla fine della stagione regolare: siamo a 26 di fila con la batosta subita in casa contro i Detroit Pistons, 94-103. Gli Orlando Magic passano 99-95 a Philadelphia con 30 e 17 rimbalzi di Dwight Howard. I Mavericks invece vincono 102-10 a Sacramento con i ventelli di Terry e Barea, che in questo momento stanno trascinando la squadra in striscia positiva da dieci incontri.
Derrick Rose con 29 punti stravince il duello personale con Deron Williams e trascina i Chicago Bulls alla vittoria 91-86 a Salt Lake City. I Denver Nuggets perdono 114-116 contro i Golden State Warriors nonostante i 29 di Anthony, neutralizzati dai prodigiosi 37 di Monta Ellis. I Washington Wizards strapazzano 100-85 i Milwaukee Bucks con 25 di Neil Young, i Pacers superano i Bobcats 104-103grazie a Hibbert e Granger che ne combinano per 54.
Stanotte i Lakers a Boston. C'è attesa...
mercoledì 9 febbraio 2011
Quando eravamo re - Il Maccabi di Anthony Parker
Qualcun altro oltre me considera Anthony Parker il più forte americano che ha giocato in Europa negli ultimi vent'anni?
E pensare che nel 2003 lo abbiamo avuto alla Virtus Roma, l'anno (se non ricordo male) che gettammo al vento il + 21 in gara 5 di semifinale contro la Fortitudo Bologna.
Ma Anthony Parker è il simbolo del grande Maccabi Tel Aviv, quello che vinse due Eurolega di fila (2004 e 2005). Era la squadra di Jasikevicius, di Vujcic, di Burstein. Ma era soprattutto la squadra di Parker, atleta dominante come pochissimi altri nel Vecchio Continente.
E pensare che nel 2003 lo abbiamo avuto alla Virtus Roma, l'anno (se non ricordo male) che gettammo al vento il + 21 in gara 5 di semifinale contro la Fortitudo Bologna.
Ma Anthony Parker è il simbolo del grande Maccabi Tel Aviv, quello che vinse due Eurolega di fila (2004 e 2005). Era la squadra di Jasikevicius, di Vujcic, di Burstein. Ma era soprattutto la squadra di Parker, atleta dominante come pochissimi altri nel Vecchio Continente.
James schianta i Pacers, Miami a un passo dalla vetta.
Se cominciano a vincere una gara per uno senza pestarsi troppo i piedi i Big Three di Miami possono fare la differenza. Se poi sempre a turno vengono coinvolti in attacco uno o addirittura due giocatori del roster, allora i Miami Heat possono davvero competere per il titolo. Nelle ultime partite disputate è accaduto questo, e la squadra ha ricominciato a girare alla grande. Stanotte a dominare ci ha pensato LeBron James: 41 punti con 15/23 al tiro, 13 rimbalzi e 8 assist. Una partitella insomma. 19 di Bosh, 17 di Wade e Chalmers a fare il quarto con 16 punti. Gli Indiana Pacers si sono arresi in un quarto periodo che gli Heat hanno vinto in rimonta e chiuso 27-15. Già, perché anche in difesa Miami quando stringe fa paura. Settima vittoria di fila, Boston è a mezza partita di distanza, la lotta per il primato a Est è di nuovo apertissima.
I San Antonio Spurs invece non rallentano neanche per sogno, e passano a Detroit 100-89 con un gioco di squadra che al momento non ha eguali nella Lega: ancora una volta sei giocatori in doppia cifra, segno che tutto il roster ha difucia nei propri mezzi e Popovich riesce a far riposare i suoi big attempatelli senza che la concentrazione e la presa sulla gara diminuisca. Questo aspetto è fondamentale.
Maluccio invece gli Oklahoma City Thunder, che si fanno sorprendere in casa 101-105 dai Memphis Grizzlies dopo un tempo supplementare: Durant e Westbrook combinano per 52 punti, ma alla fine i 31 e 14 rimbalzi di Randolph e i 27 del gueriero Tony Allen hanno la meglio.
Gli Orlando Magic fermano Blake Griffin e si impongono sui Clippers 101-85 con 22 e 20 rimbalzi di Dwight Howard. Stavolta per il fuoriclasse di Los Angeles un avversario direi ostico sotto i tabelloni...
Ogni tot partite Atlanta subisce un terrificante blackout: stanotte legnata casalinga contro i Philadelphia 76ers 83-117 con 20 punti di Williams. Anche gli Houston Rockets perdono in casa 108-112 contro i Minnesota Timberwolves, con Kevin Love che piazza 20 punti e 14 palloni catturati. Per Houston non bastano i 23 di Martin e i 22 di Scola. Chiudiamo con i Toronto Raptors, demoliti a Milwaukee 74-92: Bargnani 23 punti con 22 tiri.
I San Antonio Spurs invece non rallentano neanche per sogno, e passano a Detroit 100-89 con un gioco di squadra che al momento non ha eguali nella Lega: ancora una volta sei giocatori in doppia cifra, segno che tutto il roster ha difucia nei propri mezzi e Popovich riesce a far riposare i suoi big attempatelli senza che la concentrazione e la presa sulla gara diminuisca. Questo aspetto è fondamentale.
Maluccio invece gli Oklahoma City Thunder, che si fanno sorprendere in casa 101-105 dai Memphis Grizzlies dopo un tempo supplementare: Durant e Westbrook combinano per 52 punti, ma alla fine i 31 e 14 rimbalzi di Randolph e i 27 del gueriero Tony Allen hanno la meglio.
Gli Orlando Magic fermano Blake Griffin e si impongono sui Clippers 101-85 con 22 e 20 rimbalzi di Dwight Howard. Stavolta per il fuoriclasse di Los Angeles un avversario direi ostico sotto i tabelloni...
Ogni tot partite Atlanta subisce un terrificante blackout: stanotte legnata casalinga contro i Philadelphia 76ers 83-117 con 20 punti di Williams. Anche gli Houston Rockets perdono in casa 108-112 contro i Minnesota Timberwolves, con Kevin Love che piazza 20 punti e 14 palloni catturati. Per Houston non bastano i 23 di Martin e i 22 di Scola. Chiudiamo con i Toronto Raptors, demoliti a Milwaukee 74-92: Bargnani 23 punti con 22 tiri.
martedì 8 febbraio 2011
Aldridge stende Chicago, i Celtics cadono a Charlotte.
42 punti con 15/23 al tiro. Con questa prova maiuscola LaMarcus Aldridge (foto) ha portato i soliti, combattivi Portland Trail Blazers alla vittoria 109-103 sui Chicago Bulls, che comunque hanno messo in vetrina un Derrick Rose da 36 punti. Da sottolinere per i padroni di casa anche la bella prova di Andre Miller, autore di 27 punti e 11 rimbalzi, con un notevole 13/13 dalla lunetta.
Inaspettata e cocente sconfitta dei Boston Celtics, superati dai Charlotte Bobcats 89-94. Non sono bastati i 25 di Ray Allen e i 22 di Paul Pierce, Garnett e Rondo non hanno inciso come al solito pur avendo catturato 14 rimbalzi il primo e distribuito lo stesso numero di assist il secondo. Come quelache settimana fa Miami adesso è davvero a un passo.
I Los Angeles Lakers passano in casa dei Memphis Grizzlies 93-84 con ben sei giocatori in doppia cifra, dato abbastanza confortante. Dallas continua la sua striscia vincente sconfiggendo 99-96 i Cleveland Cavaliers (record assoluto di 25 sconfitte di fila): sugli scudi soprattutto Jason Terry con 23 punti.
I Denver Nuggets non riescono a dare continuità ai loro risultati e perdono in casa 103-108 contro gli Houston Rockets, trascinati dai memorabili 37 punti di Kevin Martin. Stanotte non si può certo dire che Carmelo Anthony si sia lasciato distrarre dalle voci di mercato che lo spingono verso New York: 50 punti con 24 tiri!!!
Brutta la sconfitta casalinga dei New Orleans Hornets: 92-104 dai Minnesota Timberwolves. Kevin Love come sempre sgli scudi con 27 punti e 17 rimbalzi. 15 punti per Marco Belinelli, ma ottenuti con 16 tiri.
Gli Utah Jazz passano invece a Sacramento 107-104 con 23 punti di Jefferson e 21 di Williams. I Phoenix Suns infine vincono 104-92 in casa dei Golden State Warriors con 15 assist del genio intramontabile di Steve Nash.
Inaspettata e cocente sconfitta dei Boston Celtics, superati dai Charlotte Bobcats 89-94. Non sono bastati i 25 di Ray Allen e i 22 di Paul Pierce, Garnett e Rondo non hanno inciso come al solito pur avendo catturato 14 rimbalzi il primo e distribuito lo stesso numero di assist il secondo. Come quelache settimana fa Miami adesso è davvero a un passo.
I Los Angeles Lakers passano in casa dei Memphis Grizzlies 93-84 con ben sei giocatori in doppia cifra, dato abbastanza confortante. Dallas continua la sua striscia vincente sconfiggendo 99-96 i Cleveland Cavaliers (record assoluto di 25 sconfitte di fila): sugli scudi soprattutto Jason Terry con 23 punti.
I Denver Nuggets non riescono a dare continuità ai loro risultati e perdono in casa 103-108 contro gli Houston Rockets, trascinati dai memorabili 37 punti di Kevin Martin. Stanotte non si può certo dire che Carmelo Anthony si sia lasciato distrarre dalle voci di mercato che lo spingono verso New York: 50 punti con 24 tiri!!!
Brutta la sconfitta casalinga dei New Orleans Hornets: 92-104 dai Minnesota Timberwolves. Kevin Love come sempre sgli scudi con 27 punti e 17 rimbalzi. 15 punti per Marco Belinelli, ma ottenuti con 16 tiri.
Gli Utah Jazz passano invece a Sacramento 107-104 con 23 punti di Jefferson e 21 di Williams. I Phoenix Suns infine vincono 104-92 in casa dei Golden State Warriors con 15 assist del genio intramontabile di Steve Nash.
lunedì 7 febbraio 2011
Quando eravamo re - Ray Allen
Uscita dai blocchi.
Piedi a posto.
Tiro.
Quello che fa Ray Allen è secondo me il più bel gesto di basket dell'era moderna.
La pulizia tecnica e la velocità di esecuzione di questo giocatore sono forse anche più meritevoli di quelle di Reggie Miller.
Già, Reggie: perché lo abbiamo citato?
La bandiera degli Indiana Pacers detiene il record NBA di triple segnate, 2.560.
Ray Allen sta per battere questo record, potrebbe farlo già stanotte contro i Charlotte Bobcats.
E allora rendiamo merito a questo atleta straordinario, che amiamo ancora di più da quando indossa quella maglia verde, ed è diventato il nemico per eccellenza.
Ecco il nostro omaggio: non solo un video con i migliori 10 clutch di Allen, ma anche la scena finale del bellissimo film di Spike Lee da lui interpretato e che gli ha regalato lo storico soprannome.
Lo so, avevo detto che in questo blog non avrei parlato di cinema...ma questo è Ray Allen, "He Got Game"!
Rondo inarrestabile, i Celtics tengono Orlando a 80 punti.
Lo abbiamo ripetuto in continuazione su questo blog, ma vale la pena ancora una volta ribadire il concetto: quando i Boston Celtics decidono di chiudere in difesa, soprattutto al TD Garden non ce n'è per nessuno. Stanotte gli Orlando Magic, l'attacco potenzialmente più esplosivo dell'intera lega, è stato tenuto a 80 punti, con soli 37 segnati nel secondo tempo, il 34% al tiro totale e addirittura il 12% da dietro l'arco, arma fondamentale per i Magic. La tattica di Boston è stata semplice ma efficacissima: concediamo punti a Howard ma fermiamo i giocatori dal perimetro, che sono quelli che realmente decidono le gare. Infatti il centro di Orlando a fine match si è portato a casa 28 punti e 13 rimbalzi, ma i compagni di squadra hanno vissuto una giornata in cui a malapena riuscivano a tirare, non a segnare.
In attacco invece Boston ha cambiato le carte in tavola: attacchiamo Nelson, difensore rivedibile. Ed ecco che Rajon Rondo ha distribuito meno assist del solito, solo 7, ma ha piazzato 26 punti con 9/15 dal campo. L'intelligenza tattica di questo giocatore, unita al suo estro, ne fanno davvero uno dei migliori 10 del campionato. E poi Pierce con 18 punti, Garnett con 16, Allen e Davis con 11: insomma, i soliti preparati e concentrati Celtics. Da antologia.
Rimangono però attaccati a Boston i Miami heat, che si liberano 97-79 dei Los Angeles Clippers: 28 di Wade, 21 e 16 rimbalzi di Griffin, poco altro da segnalare.
Vittoria convincente dei New York Knicks 117-103 in casa contro i comunque modesti Philadelphia 76ers: 41 17/21 al tiro per Amare Stoudemire, 25 con 10 rimbalzi per il rookie Landry Fields: 10/13 al tiro, 5/7 dall'arco.10 punti per Gallinari.
Chiudiamo con gli Indiana Pacers che hanno demolito a domicilio i New Jersey Nets 105-86 mandando 6 giocatori in doppia cifra.
In attacco invece Boston ha cambiato le carte in tavola: attacchiamo Nelson, difensore rivedibile. Ed ecco che Rajon Rondo ha distribuito meno assist del solito, solo 7, ma ha piazzato 26 punti con 9/15 dal campo. L'intelligenza tattica di questo giocatore, unita al suo estro, ne fanno davvero uno dei migliori 10 del campionato. E poi Pierce con 18 punti, Garnett con 16, Allen e Davis con 11: insomma, i soliti preparati e concentrati Celtics. Da antologia.
Rimangono però attaccati a Boston i Miami heat, che si liberano 97-79 dei Los Angeles Clippers: 28 di Wade, 21 e 16 rimbalzi di Griffin, poco altro da segnalare.
Vittoria convincente dei New York Knicks 117-103 in casa contro i comunque modesti Philadelphia 76ers: 41 17/21 al tiro per Amare Stoudemire, 25 con 10 rimbalzi per il rookie Landry Fields: 10/13 al tiro, 5/7 dall'arco.10 punti per Gallinari.
Chiudiamo con gli Indiana Pacers che hanno demolito a domicilio i New Jersey Nets 105-86 mandando 6 giocatori in doppia cifra.
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